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Disbiosi intestinale e farmaci
Nel corso della vita la composizione del microbiota intestinale può variare a causa di fattori sia interni sia esterni all’organismo. Tra questi ultimi vengono spesso annoverati gli antibiotici. In realtà, gli antibiotici non sono gli unici farmaci a causare alterazioni non fisiologiche del microbiota intestinale. Secondo le stime di uno studio, pubblicato nel 2018 su Nature, ben un farmaco su quattro è in grado di causare disbiosi significative. Tra questi, inibitori di pompa protonica (PPI), metformina, statine, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), corticosteroidi, antipsicotici atipici e contraccettivi ormonali.

I PPI proteggono lo stomaco, ma mettono a rischio l’intestino

Per quanto riguarda in particolare i PPI, la disbiosi correlata a un loro utilizzo prolungato sembra derivare dall’aumento del pH gastrico nel primo tratto dell’intestino tenue. Con l’innalzamento dei valori di pH viene meno uno dei meccanismi che proteggono dalla risalita nell’intestino tenue di batteri normalmente presenti nel colon. Si può così instaurare una particolare forma di disbiosi intestinale denominata SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth) che, in uno studio guidato da Lucio Lombardo dell’Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, è stata rilevata nella metà degli utilizzatori a medio-lungo termine di PPI ed è risultata associata a sintomi lievi nei primi mesi di assunzione, che diventano clinicamente rilevanti (e non di rado severi) a partire dal sesto mese di utilizzo. Tra i sintomi più frequenti della SIBO troviamo: gonfiore intestinale e flatulenza, dolore addominale, diarrea. Inoltre, tra gli utilizzatori di PPI è stato riscontrato un aumento del rischio di sviluppare infezioni da Clostridium difficile e, secondo una metanalisi condotta su nove studi osservazionali, anche di contrarre infezioni enteriche in comunità (in particolare per quanto riguarda le infezioni da Salmonella e da Campylobacter).

Prevenire e curare la disbiosi da PPI

Dal momento che le disbiosi, causate dall’assunzione di PPI ma non solo, sono sempre dannose per l’organismo, è bene che vengano trattate o ancor meglio prevenute. A questo proposito, sono in aumento gli studi che mettono in luce l’efficacia dei prodotti per l’equilibrio della flora intestinale (es. probiotici, microrganismi bioterapeutici vivi, …) nel ristabilire l’eubiosi del microbiota intestinale o prevenirne l’alterazione. Non tutti questi prodotti sono uguali tra loro dal momento che possiedono caratteristiche biologiche e funzionali distintive. In particolar modo i requisiti più importanti sono: capacità di resistere all’ambiente acido dello stomaco, capacità di aderire alla mucosa intestinale e moltiplicarsi e capacità di resistere agli antibiotici.
Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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