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Dislessia nei bambini: alcuni videogiochi possono aiutare
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I bambini che soffrono di dislessia, se sottoposti a determinati trattamenti visivi riabilitativi, potrebbero migliorare la loro capacità di lettura. È il risultato sorprendente di uno studio su oltre 350 bimbi pubblicato sulla rivista Scientific Reports e coordinato da Andrea Facoetti (Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova) e Simone Gori (Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università di Bergamo) e guidato da Sandro Franceschini (Università di Padova), grazie al quale si è compreso che la percezione dei bambini con dislessia è completamente diversa da quella dei bambini che non soffrono di questo disturbo.

Che cos’è la dislessia?
La dislessia è un disturbo specifico della lettura, che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo. In Italia le persone affette da questo disturbo sono 1.900.000; fra loro, 350.000 vanno a scuola. È il disturbo neuro-evolutivo più comune. Gli altri disturbi dell’apprendimento sono la disortografia (la difficoltà a imparare a scrivere), la disgrafia (la difficoltà nella scrittura, con, ad esempio, la trasposizione di lettere o di sillabe) e la discalculia (difficoltà nel comprendere l’aritmetica e i numeri). La dislessia può portare a problemi di vario tipo, soprattutto di inclusione sociale. I sintomi si manifestano in genere in prima elementare, ma la diagnosi definitiva è fatta dalla seconda elementare in poi. Per aiutare questi bambini bisogna innanzitutto capire come funziona il loro cervello, ed è quello che ha cercato di fare questo studio.

Come funziona il cervello di un bambino con dislessia?
Alla base della dislessia ci sarebbe un problema di percezione, come l’adattamento agli stimoli sensoriali, siano essi suoni o immagini, che in questo caso è alterata. Il cervello è perfettamente in grado di compensare il deficit di fronte a ogni stimolo, ma quando si tratta di coordinarne due differenti - come nel caso della lettura, in cui si collegano immagini e suoni – emergono delle difficoltà. Oltre alla difficoltà di percepire più stimoli contemporaneamente, nel cervello di una persona dislessica il mondo circostante viene analizzato in modo completamente opposto rispetto a chi non è dislessico. Chi percepisce le cose normalmente, utilizzando l’emisfero destro del cervello, vede la realtà circostante prima per le sue caratteristiche globali, le forme grossolane, e dopo, tramite l’emisfero sinistro, per quelle locali, ovvero i dettagli. Nel cervello della persona con dislessia accade esattamente il contrario: vengono percepiti prima i dettagli e poi le forme. Secondo questo studio svolto su 350 bambini con dislessia, utilizzando trattamenti riabilitativi di tipo visivo, uno dei quali basato su alcuni specifici tipi di videogiochi, si riesce a migliorare le loro abilità di lettura, modificando la loro percezione, portando quindi le informazioni globali a precedere quelle locali. Quindi lo studio non solo evidenzia una peculiarità che prima non era nota nei bambini con dislessia, ma propone anche dei trattamenti che si sono già dimostrati efficaci per contrastare il problema. Come ad esempio i videogiochi, la cui utilità era stata avanzata anche da un altro studio, australiano, pubblicato sulla medesima rivista nel luglio del 2017, secondo il quale l’utilizzo di particolari videogames velocizza la capacità di lettura nei bambini dislessici, migliorando non solo l'attenzione visiva, ma anche la memoria verbale.

Si può curare la dislessia?
Lo studio italiano ha effettuato un’altra scoperta: il legame causale tra la percezione alterata e lo sviluppo della dislessia. I bambini che presentano questa percezione prima di imparare a leggere, cioè durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, sono gli stessi bambini che svilupperanno difficoltà di lettura durante la scuola elementare. I risultati di questo studio sono quindi destinati a cambiare gli attuali programmi di riabilitazione dei bambini con dislessia, che di solito si sono sempre concentrati sugli aspetti linguistici e che potrebbero iniziare ancora prima dell’apprendimento della lettura. Comprendere il loro modo di pensare, permetterà di trovare nuove risorse nel percorso verso l'inclusione e il successo scolastico e lavorativo.

Del resto, come ha scritto Henry Winkler “Fonzie”, celebre attore della serie televisiva americana “Happy Days” e dislessico: “Dalla dislessia non si guarisce, impari a gestirla, impari a fare amicizia con il modo con cui funziona il tuo cervello”.

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