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Enfisema polmonare: cause, sintomi, diagnosi e rimedi

L’enfisema polmonare è una malattia caratterizzata dalla progressiva distruzione del tessuto polmonare per un processo di dilatazione e perdita di elasticità degli alveoli, le strutture ove avvengono gli scambi gassosi tra il sangue e l’aria che respiriamo. La perdita di elasticità di queste strutture determina iperinflazione polmonare (l’aumento del contenuto di aria nei polmoni), una limitazione del flusso aereo e un conseguente intrappolamento dell'aria.
Lo scambio gassoso che avviene negli alveoli polmonari è normalmente caratterizzato dal passaggio dell’ossigeno trasportato dall’aria inspirata a livello del circolo sanguigno e dal rilascio di anidride carbonica, che viene poi eliminata con l’aria espirata. Nell’enfisema, la dilatazione e la conseguente distruzione degli alveoli determinano la riduzione della superficie respiratoria, ovvero dell’area polmonare adibita agli scambi gassosi. Come conseguenza di questo processo, il sangue non riesce più a ossigenarsi sufficientemente e a eliminare tutta l’anidride carbonica prodotta dai vari tessuti dell’organismo.
Nella maggior parte dei casi, il paziente con enfisema soffre anche di bronchite cronica (BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva); più raramente, invece, un paziente può presentare enfisema polmonare in assenza dei criteri diagnostici per BPCO, specialmente in pazienti fumatori.

Sintomi dell’enfisema polmonare

Le persone affette da enfisema polmonare presentano difficoltà respiratoria (dispnea) inizialmente in situazioni di impegno fisico (dispnea da sforzo), poi progressivamente anche a riposo. La dispnea può talvolta associarsi a tosse cronica.

Il corteo dei segni e dei sintomi dell’enfisema polmonare comprende:

  • dispnea, all’inizio da sforzo fisico moderato, poi per sforzi sempre più lievi e infine anche a riposo;
  • tosse cronica con escreato (secrezioni di muco), soprattutto se l’enfisema si associa a bronchite cronica;
  • tachipnea (aumento degli atti respiratori al minuto) con aumento della durata dell’espirazione, in particolare negli stadi avanzati di malattia;
  • tachicardia (aumento del numero dei battiti cardiaci al minuto): l’aumento della frequenza cardiaca si verifica in pazienti con stati avanzati di enfisema;
  • cianosi (colorazione bluastra della cute del paziente, in particolare di labbra e unghie. Anche questi segni si verificano in stadi avanzati di malattia;
  • torace a botte”: la conformazione toracica del paziente con enfisema si modifica a causa dell’accumulo e dell’intrappolamento di aria nei polmoni; perciò il torace appare dilatato, come fosse perennemente in fase inspiratoria e prende nel tempo la cosiddetta forma di botte;
  • affaticamento del muscolo diaframma: il diaframma è il principale muscolo della respirazione; nell’enfisema polmonare, dato il grande volume d’aria intrappolato nei polmoni, questo muscolo si appiattisce progressivamente riducendo via via la sua funzione;
  • utilizzo della muscolatura respiratoria accessoria: dato l’appiattimento del diaframma, i pazienti affetti da enfisema polmonare devono ricorrere all’utilizzo di altri muscoli respiratori, normalmente non necessari all’atto respiratorio.

Le cause dell'enfisema polmonare

Le cause dell’enfisema polmonare sono da ricercarsi nell’esposizione ambientale per inalazione o, più raramente, in fattori genetici.
Tra le cause di esposizioni da inalazione, il fumo diretto di sigaretta è il principale fattore di rischio per sviluppare BPCO ed enfisema. Altre cause sono rappresentate da:

  • esposizione prolungata a fumo passivo;
  • inquinamento atmosferico o indoor (es. fumi da pellet, camini, vapori, ecc.);
  • esposizione professionale a fumi, polveri o vapori irritanti.

Tra le cause genetiche di enfisema, invece, la malattia genetica meglio definita è il deficit di alfa-1-antitripsina, che nei non fumatori rappresenta una causa importante di enfisema e che invece nei fumatori aumenta notevolmente la predisposizione alla patologia enfisematosa. L’alfa-1 anti-tripsina (AAT) è una proteina che protegge le fibre elastiche del polmone dalla distruzione da parte di una proteina (l’elastasi neutrofila) che distrugge la struttura elastica del polmone. Ridotti livelli di AAT dovuti a questo deficit genetico lasciano campo libero all’azione della elastasi neutrofila, che di conseguenza distrugge il tessuto polmonare causando l’enfisema.


Come avviene la diagnosi di enfisema polmonare

La diagnosi di enfisema nella fase iniziale di malattia non è semplice, poiché i sintomi iniziali sono rappresentati principalmente dalla dispnea da sforzo, che sono spesso sottovalutatiè spesso sottovalutata dai pazienti.
Un’anamnesi positiva per forte esposizione tabagica deve sempre far sospettare una forma di BPCO/enfisema in presenza di dispnea di sforzo, anche se di lieve entità. Se l’enfisema si manifesta precocemente e/o se non sono presenti in storia fattori di rischio noti, è utile effettuare la misurazione della concentrazione di AAT nel sangue (dosaggio dell’AAT) e valutare la presenza di eventuali mutazioni genetiche. 
La diagnosi di BPCO/enfisema non può prescindere dell’esecuzione delle prove di funzionalità respiratoria che dovranno indagare la limitazione del flusso e analizzarne la gravità. 

Dal punto di vista degli esami strumentali possono essere utili:

  • radiografia del torace: può confermare la diagnosi di enfisema solo nei casi avanzati;
  • TAC torace: fornisce una valutazione accurata dell’architettura del polmone e dei danni dovuti all’enfisema, anche in fasi più precoci di malattia.

A completamento diagnostico lo specialista potrà inoltre effettuare:

  • emogasanalisi (EGA): prelievo di sangue arterioso, ottenuto solitamente dall’arteria radiale del polso, atto a misurare la concentrazione di ossigeno e anidride carbonica nel sangue;
  • test del cammino (6 minutes walking test): test in cui il paziente viene fatto camminare a passo sostenuto monitorando i parametri vitali in modo da valutare il grado di tolleranza allo sforzo fisico.

Rimedi contro l’enfisema polmonare

La diagnosi e la gestione dell’enfisema dipendono almeno inizialmente dalla valutazione specialistica pneumologica. La terapia dell’enfisema non è in grado di riparare il danno strutturale polmonare; tuttavia, i farmaci e i programmi di riabilitazione respiratoria possono ridurre i sintomi e ritardare la progressione della malattia. Tra i farmaci di uso comune si citano ovviamente i corticosteroidi e i broncodilatatori per via inalatoria ma anche gli antibiotici, in caso di riacutizzazioni dovute a infezioni polmonari. Molto utili le vaccinazioni antipneumococicca e antinfluenzale per prevenire alcune delle più comuni infezioni respiratorie che, come detto, possono essere causa di riacutizzazioni della malattia. Il trattamento non farmacologico dell'enfisema si basa invece principalmente su programmi di fisioterapia/riabilitazione respiratoria. Quando necessario verrà posta indicazione all’ossigenoterapia o, nei casi più gravi, alla ventilazione meccanica.

Fonti

  • Segal LN., Chronic obstructive pulmonary disease subpopulations and phenotyping, J Allergy Clin Immunol, volume 141, pages 1961-71, 2018.

    https://doi.org/10.1016/j.jaci.2018.02.035
  • Fauci, AS., et al., Harrison. Principi Di Medicina Interna 17 Edizione, McGraw-Hill Education, volume 2, pages 1588-1595, 2009.

Ultimo aggiornamento:23-06-2020

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