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Prevenire l'eritema solare e prendere il sole con tranquillità
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L’eritema solare consiste nel caratteristico arrossamento della pelle (in greco 'erythema' vuol dire appunto “arrossamento”), conseguente a un’esposizione solare eccessiva, in termini di durata e intensità, rispetto alle difese naturali della cute dell'individuo (presenza di melanina, spessore dell'epidermide). Spesso è associato a prurito e, nei casi più gravi, a vere e proprie bolle da ustione, ossia cavità ripiene di siero dovute allo scollamento dell’epidermide: nel giro di 5-7 giorni, o anche meno qualora vengano intraprese le opportune terapie, il quadro clinico si risolve e l'arrossamento si attenua, pur lasciando la cute maggiormente irritabile e vulnerabile per un certo periodo.

Come ci abbronziamo?
La pelle si difende in modo naturale dalle radiazioni solari attraverso la produzione di melanina. Dopo un’esposizione solare di una certa intensità, la prima reazione cutanea consiste nello scurimento della melanina già presente in superficie. Questa prima abbronzatura si attiva entro un paio d’ore dall’esposizione e conferisce un colore rossiccio che scompare in 24-36 ore. Contemporaneamente, ha inizio la stimolazione dei melanociti, cellule situate tra l’epidermide e il derma e deputate alla produzione di melanina. Alla produzione di melanina ex novo è correlata l’abbronzatura vera e propria, che si manifesta a partire da 48 ore circa dopo la prima esposizione solare. Essa rappresenta una valida protezione nei confronti delle ulteriori radiazioni. Al tempo stesso si produce un ispessimento dello strato corneo, il più superficiale, dell’epidermide, che conferisce alla pelle una maggiore resistenza alla penetrazione delle radiazioni.

Fino a circa 10 anni fa, si riteneva che soltanto i raggi UVB fossero nocivi, in quanto eritematogeni. Oggi, si è scoperto come i raggi UVA siano ancora più pericolosi degli UVB, poiché presenti in maggiore quantità (costituiscono il 95,6 % della radiazione UV) e poiché la loro azione arriva fino al derma, provocando danni permanenti come il fotoinvecchiamento.

Prevenzione e rimedi per l’eritema solare: alimentazione, occhiali, cappello e creme solari
La prima forma di prevenzione dell’eritema solare che si può attuare inizia in realtà qualche settimana prima della esposizione solare ed è di carattere alimentare. Prendere il sole, infatti, comporta un incremento della formazione di radicali liberi, ovvero sostanze tossiche che, accumulandosi, provocano un invecchiamento precoce della cute. In generale, è utile assumere alimenti ricchi di acqua, Sali minerali e vitamine, sia per mantenere una corretta idratazione, sia per reintegrare le perdite di liquidi causate dalla sudorazione e affrontare le temperature elevate. Per quanto riguarda gli alimenti, il betacarotene è l’alimento principe che stimola la formazione di melanina, una sostanza che ci regala una pelle di colore ambrato ma che ci protegge anche dagli effetti negativi delle radiazioni solari. Il betacarotene però è anche un antiossidante che aiuta il sistema immunitario e protegge quello cardiovascolare; quindi, via libera a carote e, in generale, a tutti gli alimenti vegetali gialli e arancioni come pesche, albicocche, e meloni. Gli alimenti che fanno bene alla pelle sono:

  • frutta e vegetali di colore rosso, ricchi di licopene, come pomodori, peperoni, angurie, fragole e ciliegie;
  • frutta ricca di vitamina C come tutti gli agrumi e le arance;
  • verdure come lattuga, broccoli, sedano e rucola;
  • pesce e cibi ricchi di acidi grassi Omega-3 e Omega-6, ricchi di antiossidanti, come pesce azzurro, salmone, noci e mandorle.

Se, da un lato, l’acqua e gli alimenti appena citati rivestono un ruolo primario nell’alimentazione estiva, non bisogna dimenticare di assumere anche tutti gli altri nutrienti, sempre con un occhio di riguardo alle porzioni.

Per prevenire l’eritema solare si può poi ricorrere all'impiego di indumenti protettivi come cappello, occhiali e guanti, nonché all'esposizione solare progressiva. Quest'ultimo, è il punto più difficile da accettare per il vacanziere che ha i giorni contati e non può permettersi di perdere preziose ore. Credere tuttavia di poter bruciare le tappe e ridurre i tempi necessari perché la cute si abitui all'irradiazione solare facendo ricorso ai soli schermanti solari è errato perché bruciare le tappe serve solo a “bruciare la pelle”. Gli schermanti solari sono poi un ottimo coadiuvante, ossia una protezione solare ausiliaria da affiancare alle altre misure, che non possono comunque essere sostituite. In montagna si dovranno privilegiare gli schermanti ad alta e altissima protezione (questi ultimi particolarmente indicati per i bambini e per le pelli delicate in genere), da applicare sulle zone scoperte, e in particolare sulle aree critiche, come le labbra. L'applicazione dovrà essere ripetuta ogni 2 ore, specialmente dopo il bagno se si è al mare o se si pratica attività fisica, perché il sudore lava via la crema. Le stesse precauzioni vanno prese anche in caso di cielo nuvoloso, dal momento che l’azione dei raggi solari è analoga.

La terapia per il trattamento dell'eritema solare è, come per le ustioni solari, di competenza medica, ed è bene che ogni scottatura, specialmente se estesa e/o associata a febbre, sia valutata da una persona competente.

L’eritema solare capita solo d’estate? No, bisogna fare attenzione anche d’inverno
Il problema dell’esposizione solare sorge anche durante la stagione invernale, quando la pelle è meno abituata all’azione dei raggi UV. Chi cerca il caldo d’inverno a latitudini ben diverse dalle nostre, troppo spesso si comporta al sole come se si trattasse di una normale estate mediterranea, trascurando il fatto che nelle zone esotiche l’intensità delle radiazioni è di ben tre volte superiore e che il riflesso dell’acqua di mare e della sabbia la intensificano rispettivamente del 20% e del 15-25%.

D’altra parte, anche la neve rappresenta un fattore intensificante delle radiazioni, in una percentuale che va dal 50 al 75%. Gli appassionati di sport invernali non dovrebbero mai dimenticare come l’intensità degli ultravioletti aumenti del 12-15% ogni 1000 metri di altitudine e, a certe altezze, il rischio di arrossamenti eccessivi è molto frequente. Se a questo si aggiungono il vento e il freddo, la situazione si aggrava ulteriormente dal momento che questi fattori intaccano il cosiddetto film idrolipidico, la naturale barriera protettiva della pelle, lasciando la cute in balìa delle aggressioni esterne.

Ultimo aggiornamento 22-07-2019
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