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Erosione dentale: cause, prevenzione e trattamento

L’erosione dentale rappresenta un problema sempre più frequente sia nei giovani che nelle persone in età più avanzata, e consiste nella perdita dei tessuti duri (cioè smalto e dentina) del dente. La fase iniziale del processo di erosione dentale è rappresentata da una demineralizzazione dello smalto, alla quale può seguire un indebolimento della struttura dei denti, e infine una perdita della loro struttura.

Le principali cause dell’erosione dentale

È importante riconoscere precocemente i segni e individuare le cause dell’erosione dentale, tra le quali troviamo principalmente:

  • un elevato consumo di cibi e bevande contenenti acidi;
  • alcuni disturbi del comportamento alimentare che possono associarsi a frequenti episodi di vomito, come l’anoressia e la bulimia;
  • il reflusso gastroesofageo.

Il denominatore comune di questi vari fattori è rappresentato dall’attacco degli acidi sui denti. L’aumento dei casi di erosione dentale è legato a un eccessivo consumo di cibi e bevande contenenti acidi, tra cui bibite gassate, bibite energetiche (energy drinks), agrumi, succhi di frutta, vino e aceto. Nel nostro organismo, una fonte di acidi è rappresentata dal succo gastrico, ricco di acido cloridrico. Sia il reflusso gastroesofageo sia il vomito, se ripetuti nel tempo, si associano alla comparsa di erosione dentale, favorita dalla risalita del contenuto acido dallo stomaco lungo l’esofago, fino ad arrivare alla cavità orale. Episodi occasionali di vomito, come ad esempio il vomito in gravidanza, non costituiscono una fonte di preoccupazione per i denti. Altre condizioni, come una ridotta salivazione, l’abitudine di spazzolare troppo energicamente i denti, o l’uso di paste dentifricie abrasive possono favorire la comparsa di questo disturbo.

Come riconoscere l’erosione dentale

L’erosione dentale è un processo che si verifica in due fasi: 

  • nella prima fase, erosiva, gli acidi in eccesso demineralizzano in parte i denti, intaccandone la superficie;
  • nella seconda, le superfici indebolite dei denti vengono consumate dalle forze di attrito, ovvero di sfregamento a livello delle superfici dentarie, dovute alla masticazione oppure a un disturbo, chiamato bruxismo, che consiste in una attività di digrignamento dei denti soprattutto notturna.

L’esame dell’aspetto dei denti permette di stabilire la diagnosi. Solitamente, sono più colpiti i denti dell’arcata superiore. Inizialmente, si verifica una perdita dello smalto: un segno precoce è rappresentato dalla superficie liscia e setosa del dente. Con il progredire dell’erosione, la morfologia dei denti si altera: lo smalto diventa più sottile, alcune aree appaiono prive di smalto e i bordi degli incisivi tendono a diventare più trasparenti. In uno stadio più tardivo, le cuspidi dei denti appaiono dapprima arrotondate, poi addirittura depresse e possono comparire lungo i bordi dei denti scanalature o solchi. La dentina esposta è resa più vulnerabile alle carie.

L’azione protettiva della salivazione contro l’erosione dentale

La saliva gioca un ruolo importante nella protezione dall’erosione dentale, infatti:

  • favorisce la diluizione degli acidi;
  • contiene ioni bicarbonato, che contribuiscono alla neutralizzazione degli acidi; 
  • elimina gradualmente gli acidi con la deglutizione;
  • contiene ioni calcio, fosfato e fluoruro necessari per il processo di rimineralizzazione dentale;
  • contiene molte proteine che, formando la cosiddetta pellicola acquisita (un biofilm costituito da uno strato proteico che riveste il cavo orale, denti compresi), svolgono un ruolo protettivo contro il processo di erosione dentale.

La riduzione persistente del flusso salivare, che si traduce nella sensazione di bocca secca, predispone ai fenomeni di erosione dentale.

Prevenzione e trattamento dell’erosione dentale

Alcuni rimedi naturali sono in grado di limitare l’insorgenza dell’erosione dentale, ed è bene:

  • limitare il consumo di alimenti e bevande acide;
  • se possibile, utilizzare una cannuccia quando si beve, poiché questo può permettere di limitare il contatto delle bevande acide con i denti;
  • cercare di consumare le bevande acide durante i pasti e in tempi brevi;
  • bere un bicchiere d’acqua dopo avere consumato alimenti acidi, per diluire la presenza di acidi: masticare un chewing gum senza zuccheri può favorire il processo di salivazione, utile per neutralizzarli;
  • consumare latticini e yogurt, ricchi di calcio, che svolgono un’azione protettiva;
  • evitare di spazzolare i denti troppo energicamente, esercitando una pressione eccessiva, con spazzolini dalle setole troppo dure o dentifrici abrasivi;
  • mantenere una adeguata igiene orale, con l’uso di collutori e dentifrici fluorurati, che favoriscono la rimineralizzazione.

Il trattamento dell’erosione dentale richiede la ricerca delle cause alla base del problema, per evitare ulteriori danni ai denti. Se è dovuta a reflusso gastroesofageo o a disturbi del comportamento alimentare, è necessario trattare il problema alla base, dopo opportuni accertamenti medici. L’effetto lesivo causato dal rigurgito del contenuto acido dello stomaco può essere alleviato con l’aiuto di farmaci, come gli antiacidi, che possono anche essere utilizzati in associazione con gli alginati e sono particolarmente utili in caso di episodi occasionali di reflusso acido. In caso di episodi di reflusso più frequenti (ad esempio 2 episodi o più alla settimana) è opportuno effettuare degli accertamenti: in genere il ricorso per brevi periodi agli inibitori di pompa protonica permette di alleviare i sintomi.
In caso di dubbio sulla presenza di fenomeni di erosione dentale, è sempre consigliato consultare un dentista o un odontoiatra. Il riscontro di lesioni in fase avanzata prevede procedure di restauro dei denti con l’uso di resine e, nei casi più severi, interventi di ricostruzione dentale.

Fonti

Ultimo aggiornamento:24-05-2020

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