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Esaurimento nervoso: sintomi, cause e rimedi

Con esaurimento nervoso si intende nell’uso comune la perdita di energie con incapacità a gestire il quotidiano: ci si sente esausti, senza motivazione e senza forza; all’inizio ci si rende conto di non essere in grado di fare le stesse cose che si facevano prima, di non avere più la stessa capacità di concentrazione e di risoluzione dei problemi.

I sintomi dell’esaurimento nervoso

Si inizia ad avere sintomi ansiosi, a non dormire, ad avere paura di tutto, a sentire il cuore battere forte, ad avere mal di testa; la digestione diventa lenta, a volte si hanno dolori allo stomaco e diarrea, e si può avere anche una sensazione di nausea.
Dal punto di vista comportamentale si diventa più irritabili, ci si arrabbia anche per cose di poco conto, si diventa intolleranti per tutto e con tutti, anche con se stessi: ci si lascia andare, non si ha più cura di se stessi, ci si sente in grande affanno, un minimo problema diventa un disastro.

Le cause dell’esaurimento nervoso

Alla base dell’esaurimento ci sono tanti fattori: una sfiducia in se stessi, nelle proprie capacità, una bassa autostima, un clima familiare o lavorativo conflittuale, la convergenza di più problemi o situazioni da gestire contemporaneamente, il non avere una buona rete di supporto sociale, il non essere in grado di affrontare la realtà quotidiana con la giusta forza.
A tutto ciò contribuisce anche il non avere le idee chiare rispetto al proprio futuro, il porsi degli obiettivi estremamente ambiziosi, il non avere una chiara percezione dei propri limiti; queste dinamiche psicologiche rendono infatti la persona più sensibile e vulnerabile allo sviluppo di una condizione di esaurimento.

Cosa fare in caso di esaurimento nervoso

Innanzitutto, occorre avere più fiducia in se stessi e nelle proprie risorse e attuare una strategia di prevenzione modificando il proprio stile di vita. In un certo senso, è importante comprendere quali sono i propri limiti e le proprie risorse in modo da poter avere una maggiore consapevolezza rispetto alla capacità di gestire gli impegni con energia ed efficacia, evitando inutili sprechi di energia.
In altre parole, è importante aumentare il proprio livello di resilienza, la capacità cioè di affrontare le avversità e le sfide della vita senza lasciarsi prendere dal panico, senza demordere, imparando a trovare la soluzione giusta al momento giusto. Essere resilienti ci rende meno vulnerabile all’esaurimento, più forti e soddisfatti della vita. Ma la resilienza richiede un allenamento continuo, un confronto costante con se stessi, una particolare propensione a mettersi costantemente in discussione per comprendere quali sono gli obiettivi fondamentali della vita e in che termini affrontarli: una strategia di vita innovativa e mirata ad acquisire padronanza e sicurezza. Questo perché oggi esiste un elevato livello di incertezza, confusione, stress e tensione; tutto è diventato più difficile e complesso!
La resilienza offre la possibilità all’individuo di imparare a mantenere la calma in mezzo alla tempesta, a tenere duro nei momenti di difficoltà, a essere particolarmente bravi nel ricercare e ottenere maggiori gratificazioni, ma anche a comprendere quali siano i valori essenziali della vita, quali siano i problemi che meritano attenzione rispetto a tante questioni irrilevanti che molto spesso sono fonte di ansia e sofferenza psicologica. Per implementare la resilienza occorre osservare se stessi per comprendere il proprio livello di autostima. Imparare ad avere fiducia nelle proprie forze è il requisito base per essere più resilienti. L'autostima naturalmente va coltivata attraverso una maggiore consapevolezza delle proprie risorse: ciò richiede un impegno costante nel perseguire con forza i propri obiettivi.

Fonti

  • Pellegrino F, Essere o non essere leader, Positive Press, Verona, 2012.

Ultimo aggiornamento:26-09-2020

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