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Famiglia a letto: cosa fare quando il neonato non dorme

“Il mio bambino non dorme!”: queste parole sono spesso l’incipit di molte conversazioni di genitori stravolti, che passano le notti in bianco per via dei disturbi del sonno dei loro piccoli. Il problema è in realtà comune a molti: si stima che circa un bambino su tre ne soffra.

Il sonno nei primi mesi di vita
Nei primi mesi di vita non si può parlare in senso stretto di disturbi del sonno, perché il neonato non conosce la differenza fra giorno e notte: il suo ritmo sonno-veglia è indipendente dall’ambiente e regolato solo da necessità fisiologiche quali fame, sete e bisogno di essere cambiato; è la madre che si deve adattare ai ritmi del bebè e non viceversa. 

Come insegnare a dormire bene
Dai quattro mesi circa, invece, il bambino comincia ad adattarsi alle regole esterne e a dormire soprattutto durante la notte. Diventa importante, a questa età, insegnargli a dormire bene, perché il buon sonno si apprende proprio nei primi mesi di vita. Intorno agli 8-9 mesi, poi, compare l’angoscia dell’estraneo e aumenta l’ansia da separazione: è una fase evolutiva normale, che si accompagna a un aumento fisiologico dei risvegli e rappresenta un altro momento chiave per l’acquisizione del giusto ritmo sonno-veglia. A partire da questa età è bene che il bambino impari poco per volta ad addormentarsi da solo la sera. Si dovrebbe evitare in ogni caso di favorire il sonno con latte o camomilla, di addormentarlo in braccio o cullandolo nel lettino. In questo momento è fondamentale indicare alcune regole costanti, coerenti e condivise da tutti: mamma e papà, ma anche nonni, tata e tutti coloro che si prendono cura del bimbo.

Evitare il lettone di mamma e papà
Dormire nel lettone di mamma e papà piace a quasi tutti i bambini, o per lo meno ai più piccoli: stare vicino ai genitori è una situazione consolatoria, che riduce l’ansia da separazione nel delicato momento dell’addormentamento. Abituarli a questa situazione è molto semplice, ma molto meno semplice è disabituarli. Il bambino dovrebbe dunque imparare da subito a dormire nel suo letto, in camera sua. Se invece ha già preso questa cattiva abitudine, è possibile, con molta pazienza, insegnargli a dormire da solo: se il piccolo lascia la sua stanza, è bene riportarlo in camera sua e rimetterlo a letto. Se entra nel lettone quando i genitori dormono, l’imperativo deve essere di tornare in camera sua, magari riaccompagnandolo a letto. Probabilmente all’inizio il piccolo piangerà: bisogna mantenersi fermi, decisi e risoluti, perché se si cede, tutti i tentativi di cambiare le cose saranno vanificati e bisognerà cominciare da capo.
 

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