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I farmaci mucolitici: un rimedio contro la tosse grassa

I mucolitici e i mucoregolatori, tra i quali si annoverano sostanze come carbocisteina, acetilcisteina, bromexina e ambroxolo, sono farmaci che rendono il muco (o escreato) meno denso, facilitandone l’espulsione in chi presenta tosse grassa o produttiva, ovvero contenente muco (al contrario della tosse secca che non è associata a produzione di muco). Vengono anche definiti espettoranti, ossia sostanze con la funzione di liberare l’albero respiratorio attraverso la tosse. L’azione principale dei mucolitici (dal prefisso latino “mucus” associato al termine greco “λυτικος” –“lutikos” – litico –dal verbo greco “λυώ” –luo- che significa “sciogliere”) è quella di rompere la struttura molecolare del muco e renderlo più fluido. Diversamente dai farmaci mucolitici, i farmaci mucoregolatori non agiscono direttamente sul muco ma sulle cellule che lo producono, aumentando il contenuto d’acqua nel muco. Anche in questo caso, il muco risulta più fluido.
I farmaci mucolitici e i farmaci mucoregolatori, dunque, agiscono con un unico fine: rendere il muco più fluido per favorirne l’espulsione.

Che cos’è il muco?
Il muco è un composto simil-gelatinoso, più o meno denso, colloso, prodotto da ghiandole mucipare, ovvero che producono muco, e possiede la funzione di lubrificare e proteggere diversi tessuti dell’organismo da agenti esterni. Il muco prodotto dall’apparato respiratorio ha la funzione principale di intrappolare germi e batteri e proteggere i tessuti dalle lesioni; è sempre presente all’interno dell’organismo, ma lo si avverte specialmente quando l’organismo ne produce in eccesso, nelle infiammazioni delle vie respiratorie alte (raffreddore e sinusite), medie (bronchite) e basse (polmonite). Le infezioni delle vie aeree danno origine al catarro, o espettorato, di colore biancastro, giallastro, grigio o verdastro, segno di infiammazione.

Com’è fatto il muco? Gli elementi da cui è composto
Il muco è composto dal 95% di acqua e per la restante parte da proteine e glicoproteine (contenenti un’alta percentuale – 80% circa – di zuccheri), definite mucine, che gli conferiscono viscosità. Contiene inoltre immunoglobuline (IgA), anticorpi con funzione protettiva delle mucose esterne ed enzimi antibatterici come il lisozima. Tra le proteine, ricordiamo la lattoferrina che mostra, anch’essa, funzione protettiva sulla mucosa bronchiale nei confronti degli agenti patogeni. Sono presenti, da ultime, piccole percentuali di lipidi e sali minerali.

Quali sono le funzioni del muco
Il muco ha la funzione di proteggere le mucose delle vie aeree con il suo film, noto come strato mucoso, che forma una barriera nei confronti delle sostanze inalate con l’inspirazione. Il muco inoltre mantiene la temperatura costante nell’albero respiratorio conservandone l’umidificazione e svolge un’azione di filtro nei confronti di eventuali sostanze irritanti inalate. Il muco dunque è necessario: la sua assenza provoca danni all’apparato respiratorio poiché si viene a creare uno stato infiammatorio, in altre parole, la sua assenza provoca una specie di attrito sulla mucosa che si infiamma.
Il muco rimuove le particelle e i microrganismi che giungono con la respirazione nell’albero respiratorio ma non svolge questa azione da solo: è affiancato dalle ciglia vibratili, microstrutture raggruppate e sottili che tappezzano le vie respiratorie con la funzione di spingere continuamente verso l’esterno (dal basso verso l’alto) il film mucoso che contiene eventuali microdetriti, penetrati all’interno con il respiro.
L’azione sinergica di muco e ciglia vibratili è chiamata clearance muco-ciliare, meccanismo di depurazione rapida del muco tracheo-bronchiale. Nel polmone, invece, la medesima azione è svolta dai macrofagi, cellule deputate alla difesa immunitaria in senso lato, che inglobano ed eliminano sostanze estranee alla superficie respiratoria.

Le patologie causate da un accumulo di muco: perché usare i mucolitici
L’inspirazione di aria fredda (ad esempio in inverno) provoca un rallentamento dell’attività delle ciglia vibratili, che non riescono a portare verso l’esterno il muco, con un accumulo dello stesso e una conseguente infiammazione della mucosa tracheale e bronchiale, ma non solo; la stasi e il suo accumulo provocano patologie come:

  • rinite (il comune raffreddore);
  • sinusite batterica: infiammazione dei seni mascellari e nasali con febbre, mal di testa frontale, sovraorbitario o zigomatico, produzione di muco giallo-verdastro; 
  • bronchite (infiammazione che interessa i bronchi con tosse produttiva – grassa – e febbre), fino alla polmonite, che riguarda il polmone ed è caratterizzata anch’essa da febbre, tosse, catarro anche striato di sangue, difficoltà respiratorie e, nel caso di polmonite con interessamento pleurico (la pleura è la membrana sierosa che ricopre il polmone), pleurite, dolore respiratorio localizzato al torace. 

Anche la sindrome influenzale può presentarsi con un quadro caratterizzato da produzione di catarro.

Effetti collaterali dei mucolitici
Gli effetti collaterali dei mucolitici riguardano principalmente disturbi digestivi, che però nella maggioranza dei casi regrediscono spontaneamente con la semplice interruzione della terapia. In alcuni soggetti predisposti, si possono verificare reazioni allergiche. Nei soggetti asmatici, invece, questi farmaci vanno utilizzati con prudenza, poiché possono dare broncospasmo, ossia costrizione delle vie aeree.
L’uso consolidato negli anni ci dice che queste molecole sono sicure e ben tollerate, ma in ogni caso, come per tutti i farmaci, è sempre necessario attenersi alle indicazioni presenti sul foglietto illustrativo e consultare il medico se il disturbo si protrae o peggiora.

Fonti

Ultimo aggiornamento 15-12-2019
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