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Feci chiare

Con il termine feci chiare, si indica l’emissione di feci pallide, scolorite, di colore bianco-grigiastro. La normale colorazione marrone delle feci è dovuta alla presenza di sostanze chiamate bilinogeni. Tuttavia, il colore delle feci può variare senza assumere obbligatoriamente un significato patologico. Sia nei bambini, che negli adulti, alcuni integratori (ad esempio il ferro) o alimenti (come ad esempio le barbabietole o gli spinaci) possono causare delle variazioni transitorie nella colorazione delle feci.
Nel neonato alimentato al seno, dopo l’eliminazione del meconio (una sostanza bruno-verdastra ad alta viscosità espulsa dal neonato nei primi giorni di vita), le feci tendono ad assumere un colorito giallo dorato. Nel lattante alimentato con latte in formula, l’emissione di feci di colore giallo canarino o giallastro tendente al verdino non è motivo di preoccupazione. L’emissione, invece, in un bambino di pochi mesi, di feci di colore bianco o bianco-grigiastro deve spingere i genitori a consultare subito il proprio pediatra per capirne la causa.

Quali sono le cause della formazione di feci chiare?

Molte possono essere le cause della comparsa di feci chiare.
Tra le principali cause, troviamo:

  • calcolosi biliare: in caso di un ostacolo al deflusso di bile, come nel caso di una ostruzione del coledoco a causa di un calcolo biliare, che impedisce il normale deflusso di bile nel duodeno;
  • ingestione di solfato di bario (per effettuare una radiografia con mezzo di contrasto);
  • farmaci: vari farmaci possono causare occasionalmente una epatite; 
  • l’ipermotilità intestinale, il transito intestinale accelerato in corso di diarrea causa spesso la comparsa di feci chiare, come in caso di colite o di enterocolite;
  • fattori alimentari: come in seguito a una abbondante ingestione di alimenti di colore bianco (ad esempio tapioca, patate);
  • ittero gravidico del terzo trimestre (dovuto a stasi di bile a livello del fegato della madre per fattori ormonali legati alla gravidanza), che si manifesta più frequentemente con prurito; 
  • l’epatite (cioè l’infiammazione del fegato);
  • la carenza di enzimi pancreatici;
  • malattie a carico dei dotti biliari, come la colangite sclerosante primitiva, una malattia rara dei dotti biliari spesso associata a malattie infiammatorie croniche intestinali, o la cirrosi biliare primitiva, una malattia cronica di natura autoimmune a carico dei piccoli dotti biliari;
  • patologie tumorali a carico del fegato, del pancreas, della colecisti o delle vie biliari;
  • l’atresia delle vie biliari: una condizione rara, che si manifesta alla nascita (con un colorito giallastro della cute che tende a persistere) o entro due mesi dalla nascita e che richiede una diagnosi e un trattamento tempestivo;
  • la fibrosi cistica (detta anche mucoviscidosi, cioè muco viscido, in quanto il muco è così denso e vischioso da ostruire i bronchi o i dotti pancreatici), una malattia che coinvolge vari organi, come i polmoni e il pancreas.

I sintomi associati alla presenza di feci chiare

Le feci chiare sono anche dette acoliche o ipocoliche (da a- privativo o ipo-, e dalla parola greca χολή, bile), in quanto il motivo del colore chiaro è spesso legato a un diminuito arrivo di bile a livello del colon.
La bile è prodotta dal fegato e si presenta come un liquido amaro, dal caratteristico colore verdastro, necessario per la digestione dei grassi. La colorazione marrone delle feci è dovuta alla trasformazione della bilirubina presente nella bile in bilinogeni: questi composti vengono ossidati a livello del colon, portando alla formazione di sostanze pigmentate, come la stercobilina, responsabili della caratteristica colorazione delle feci.
In caso di ostruzione delle vie biliari per la presenza di un calcolo, il passaggio di bile dalla colecisti verso il tratto digerente è ostacolato e si determina una condizione chiamata colestasi. Le sostanze normalmente escrete nella bile, come la bilirubina e i sali biliari, non vengono più smaltite e tendono ad accumularsi a monte dell’ostacolo e nel sangue.
I sintomi associati all’impedito deflusso di bile saranno i seguenti:

  • stanchezza;
  • prurito, dovuto all’accumulo di sali biliari: può essere generalizzato o localizzato in alcune zone del corpo, come ad esempio il palmo delle mani e la pianta dei piedi; 
  • itterizia (o ittero), cioè la colorazione giallastra della cute e delle mucose, dovuta all’aumento della quantità di bilirubina nel sangue, e in seguito al deposito di bilirubina a livello cutaneo;
  • feci chiare: il mancato passaggio di bile a livello intestinale si traduce in una mancata formazione di bilinogeni a livello del colon, con l’emissione di feci acoliche;
  • urine scure: l’aumentata quantità di bilirubina nel sangue si trasforma in urobilinogeno, e quest’ultimo si ossida trasformandosi in urobilina, che colora di giallo-brunastro le urine. 

Poiché la bile svolge un ruolo essenziale nella digestione e assorbimento dei lipidi, in caso di una persistente ostruzione delle vie biliari, possono comparire, a lungo andare:

  • steatorrea, cioè l’emissione di feci grasse, dovuta a malassorbimento o a mal digestione dei grassi (ad esempio: per mancanza di bile o per carenza di enzimi pancreatici);
  • sintomi da malassorbimento lipidico, come un deficit di vitamine liposolubili (vitamine A, D, E e K).

Rimedi contro le feci chiare

L’atresia delle vie biliari è una malattia rara, caratterizzata dall’ostruzione delle vie biliari, che è importantissimo riconoscere e trattare tempestivamente.
Per questo motivo è necessaria l’osservazione quotidiana dell’aspetto delle feci del lattante nel primo mese di vita. La presenza di una colorazione giallastra della cute e l’emissione di feci biancastre richiede una attenzione medica urgente.
Il riscontro di feci bianche richiede spesso un consulto medico e accertamenti, soprattutto se la decolorazione delle feci tende a persistere nel tempo o a ripresentarsi.
Dopo un episodio di diarrea, cioè di feci liquide o molli, o comunque in caso di enterocolite, gli accorgimenti dietetici favoriscono il ripristino delle regolarità intestinale attraverso un’azione antidiarroica, e l’apporto di probiotici favorisce il ripristino dell’equilibrio della flora intestinale.

Fonti

Ultimo aggiornamento:16-03-2021

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