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Cereali frutta e verdura vista dall'alto

La stipsi, o stitichezza, è uno dei disturbi più frequenti nella popolazione: ne soffre quasi una persona su quattro anche se la sua reale diffusione pare però essere sottostimata. Nella maggior parte dei casi risulta di difficile soluzione soprattutto perché si ricorre poco al consulto di uno specialista. In generale, tende a diventare più frequente con l’avanzare dell’età e interessa prevalentemente le donne, con un rapporto di 3:1 rispetto agli uomini.

Il ruolo centrale dell’alimentazione contro la stitichezza
Quali sono i primi accorgimenti che si possono intraprendere prima di ricorrere all’approccio farmacologico? Sicuramente lo stile di vita e l’alimentazione giocano un ruolo fondamentale. Numerosi studi epidemiologici hanno sottolineato come sulla stipsi influisca in modo negativo la sedentarietà, probabilmente perché l’attività motoria dell’intestino si attiva durante le ore di veglia, per poi ridursi drasticamente in quelle di sonno. Le evidenze scientifiche di un reale beneficio dato da un’attività fisica regolare sono comunque, in realtà, scarse e sembrano limitate alle forme di stipsi lieve nei giovani e negli adulti.

Fibre solubili e fibre insolubili: quali preferire?
Per quanto riguarda l’alimentazione, l’apporto di acqua (e di liquidi in generale) di per sé sembra influire poco sulla regolarità dell’intestino. È invece dimostrato che il consumo di fibre migliora l’evacuazione, sia in termini di quantità che di qualità: gli alimenti ricchi di fibre hanno infatti la capacità di trattenere l’acqua presente nell’intestino, formando una massa che aiuta il normale transito intestinale. Tra le varie tipologie esistenti andrebbero però evitate in caso di stitichezza quelle dette insolubili, come ad esempio crusca o farine integrali, il cui metabolismo all’interno dell’intestino si associa a una produzione di aria e gas, con fastidiosi meteorismo e gonfiore di pancia. Sono invece da preferire le fibre solubili, come lo psyllium, l’ispagula o il glucomannano, contenute in grandi quantità nei legumi, in particolare nelle lenticchie, nelle cipolle, nei carciofi e in frutti come kiwi, prugne e pere. Non è sempre facile introdurre una quantità sufficiente di fibre attraverso la dieta, anche perché negli alimenti spesso quelle solubili coesistono con quelle insolubili. In commercio sono però disponibili numerosi integratori di fibre per stitichezza che possono costituire il primo approccio terapeutico prima del ricorso a presídi medici, che andranno comunque valutati con uno specialista.

In definitiva, pur con alcuni limiti nell’evidenza, le prime misure da adottare in caso di stitichezza rimangono quelle di assumere un’adeguata quantità di fibre, specialmente solubili e di svolgere un’attività fisica regolare. La figura del medico rimane fondamentale per inquadrare correttamente il disturbo, escludendo cause di stipsi “secondaria” ad altre patologie, che se presenti andranno trattate nella modalità corretta.

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