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Gas intestinale cause, sintomi e alimenti da evitare

I gas intestinali sono naturalmente prodotti dal nostro intestino: l’intestino di una persona sana infatti contiene in media 100 millilitri di gas (i valori possono oscillare tra 30 e 200 millilitri di gas), che contribuiscono a promuovere la peristalsi intestinale, e quindi la progressione del suo contenuto.
Questi gas derivano in gran parte da processi fermentativi a carico degli alimenti ingeriti.
I gas intestinali inodori sono formati da miscele di azoto, idrogeno, metano, anidride carbonica e ossigeno in quantità variabili. La presenza di piccole quantità di gas solforati e di composti come lo scatolo, conferisce ai gas intestinali un odore sgradevole.
La presenza di gas a livello intestinale è fisiologica, ma può diventare fonte di imbarazzo e di discomfort: una eccessiva formazione di gas intestinali può manifestarsi con gonfiore addominale o meteorismo, dolore, crampi addominali e flatulenza. La formazione eccessiva di gas e la comparsa di sintomi legati alla loro presenza devono spingere a una valutazione medica, con l’obiettivo di escludere la possibile presenza di patologie a carico dell’apparato digerente.

Perché si formano i gas intestinali?

La presenza dei gas intestinali è dovuta a vari fattori, tra cui:

  • l’aria deglutita mentre mangiamo o beviamo (parlare mentre si mangia favorirebbe l’ingestione di aria) e il consumo di bevande gassate: possono portare all’accumulo di aria nell’apparato digerente, come in caso di aerofagia, una condizione in cui si verifica la deglutizione frequente di importanti quantità di aria;
  • le reazioni chimiche che hanno sede nel tratto digerente e l’aria prodotta durante i processi fermentativi: la trasformazione degli alimenti durante il processo della digestione porta alla formazione di gas intestinali. Alcuni componenti della normale dieta, come l’amido resistente, gli oligosaccaridi fermentabili (FOS) e le fibre, scarsamente digeriti nel piccolo intestino, arrivano nel colon, ove vengono fermentati dalla flora batterica intestinale;
  • l’azione che deriva dall’equilibrio tra microrganismi della flora intestinale produttori di gas e microrganismi consumatori di gas intestinali: nel colon sono presenti batteri in grado di fermentare i carboidrati, rilasciando idrogeno e anidride carbonica. Altre popolazioni di microrganismi sono in grado di assorbire grandi quantità di gas prodotti dai processi fermentativi, rilasciando piccole quantità di gas solforati. Alcuni batteri sono invece in grado di consumare importanti quantità di idrogeno e di rilasciare metano;
  • l’efficienza dei processi di smaltimento dei gas intestinali, come l’espulsione di gas (eruttazione, espulsione anale), il consumo di gas ad opera dei microrganismi della flora intestinale e il riassorbimento dei gas intestinali nel circolo ematico, che verranno poi eliminati dai polmoni con il respiro.

Gas intestinali, meteorismo e flatulenza

L’eccessiva produzione di gas intestinali è causa di gonfiore e distensione addominale, cioè di meteorismo, un disturbo che si ripercuote negativamente sulla qualità della vita. L’aria in eccesso, se intrappolata nel tratto digerente, provoca dolore e crampi, alleviati dall’espulsione di aria all’esterno (flatulenza).
Molti disturbi funzionali associati a una eccessiva produzione di gas intestinali, meteorismo e flatulenza sono spesso caratterizzati da una condizione di disbiosi, cioè da uno squilibrio della flora intestinale, come:

  • la stipsi funzionale, ossia, non causata dalla presenza di una malattia;
  • la sindrome dell’intestino irritabile, contraddistinta dalla persistenza per almeno 6 mesi di dolore o discomfort addominale, problemi legati all’alvo o gonfiore addominale;
  • la sensibilità al glutine non celiaca, con il verificarsi di sintomi come gonfiore, dolore addominale o diarrea associati al consumo di glutine, in assenza di una diagnosi di celiachia;
  • la stipsi cronica, caratterizzata dalla presenza per almeno 3 mesi di almeno 2 di questi sintomi: meno di 3 evacuazioni alla settimana, sensazione di evacuazione incompleta in più di 1 volta su 4, presenza di feci dure in più di 1 volta su 4, sensazione di ostacolo alla defecazione in più di 1 volta su 4, necessità di manovre manuali in più di 1 occasione su 4.

Per questo motivo è spesso necessario intervenire sullo stile di vita, ricercando una regolarità e un maggior benessere intestinale attraverso la dieta, il riequilibrio della flora batterica e il trattamento dei disturbi intestinali.

Gli alimenti che favoriscono la produzione di gas

Facendo attenzione all’alimentazione, è possibile dare sollievo a molti casi di gonfiore addominale dovuti a disturbi di natura funzionale.
Gli alimenti ricchi di grassi, le fritture, i cibi speziati e i pasti troppo abbondanti possono causare gonfiore addominale.
Alcuni alimenti possono favorire una maggiore produzione di gas intestinali, in quanto contenenti carboidrati di difficile digestione, che vanno incontro a fermentazione da parte dei batteri a livello intestinale.
Gli alimenti che maggiormente provocano gas intestinali sono:

  • i legumi, come i fagioli e le lenticchie;
  • i cavoli, il cavolfiore, i broccoli, la verza, i crauti;
  • le cipolle, lo scalogno, l’aglio, i porri;
  • la crusca, i cereali integrali;
  • gli insaccati;
  • i formaggi teneri.

Limitare il consumo degli alimenti poco tollerati, mescolarli con altri cibi, ricorrere a cotture prolungate e frullare i cibi preparati può ridurre la formazione di gas associati al consumo di legumi o verdure.
I formaggi stagionati risultano più digeribili rispetto ai formaggi teneri, così come gli affettati magri sono da preferire ai salumi e agli insaccati più ricchi di grassi.
In alcuni casi, come nella sindrome da colon irritabile, può essere consigliata la dieta a basso contenuto di alimenti contenenti FODMAPS che limita il consumo di carboidrati a catena corta e di polioli scarsamente assorbiti nel piccolo intestino, che vengono fermentati nel colon.
I FODMAPS (acronimo di Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols) sono contenuti in alcuni tipi di frutta e verdura, nei legumi, negli zuccheri e nei dolcificanti, nel latte e prodotti derivati, nel grano, e in alcuni piatti confezionati. Frazionare i pasti, evitare il consumo eccessivo di bibite gassate, regolare l’introito di fibre in base alla propria tollerabilità può essere d’aiuto, così come può rivelarsi utile l’assunzione di probiotici, con l’obiettivo di favorire uno stato di equilibrio della flora intestinale.

Fonti

Ultimo aggiornamento:16-03-2021

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