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Gastroenterite: definizione, cause, sintomi e rimedi

La gastroenterite è un disturbo che colpisce l’apparato digerente, in particolare lo stomaco e la prima parte dell’intestino. È una patologia piuttosto frequente, ma nella maggior parte dei casi tende a risolversi spontaneamente senza lasciare conseguenze.

Che cos’è la gastroenterite

La gastroenterite è un’infiammazione della mucosa gastrica (dello stomaco) ed enterica (dell’intestino) causata nella stragrande maggioranza dei casi da un’infezione da parte di un agente patogeno. Questo disturbo si manifesta tipicamente con una combinazione di alcuni sintomi tipici: nausea, vomito, diarrea e dolori addominali.
Nella maggior parte dei casi, è un disturbo autolimitante, che quindi tende a regredire spontaneamente nel giro di pochi giorni; in ogni caso si distinguono:

  • le gastroenteriti acute – le più frequenti – la cui durata massima è di 14 giorni; 
  • le gastroenteriti croniche, piuttosto rare, che si protraggono per più di 30 giorni.

Soprattutto nel mondo occidentale (Europa, Stati Uniti), la gastroenterite è considerata più una seccatura che un vero e proprio pericolo per la salute; situazione diametralmente opposta a quanto avviene nei paesi in via di sviluppo, nei quali invece la gastroenterite è un’importante causa di mortalità, soprattutto nei bambini.

Le cause della gastroenterite

I sintomi della gastroenterite sono causati da un’infiammazione della mucosa dello stomaco e del primo tratto di intestino (intestino tenue). L’infiammazione è secondaria, nella maggior parte dei casi, all’infezione da parte di agenti patogeni come virus, batteri o parassiti.
Le infezioni virali sono responsabili della maggior parte dei casi (50-70%) di gastroenterite acuta: si tratta principalmente di Norovirus e Rotavirus, ma altri patogeni meno frequenti sono Astrovirus, Coronavirus, Adenovirus enterici e alcuni Picornavirus.
Le infezioni batteriche (15-20% dei casi) sono causate dai batteri Shigella, Salmonella, Campylobacter, E. coli, Vibrio, Yersinia, Clostridium difficile.
Le infezioni parassitarie (10-15%) sono causate soprattutto da Giardia, Amebiasi (Entamoeba histolytica), Cryptosporidium, Isospora, Cyclospora e Microsporidium.
Non è semplice riconoscere, sulla base della sola sintomatologia, il patogeno responsabile della gastroenterite infettiva, anche se esistono alcune caratteristiche cliniche che possono indirizzare verso una causa virale piuttosto che batterica. Spesso la terapia sintomatica viene iniziata senza che questa distinzione sia accertata, come nei casi di “diarrea del viaggiatore”.
Esistono inoltre alcune forme di gastroenterite causate da farmaci come gli antinfiammatori o gli agenti chemioterapici, o da ingestione di sostanze tossiche, come quelle contenute nei funghi velenosi oppure organofosfati.

I sintomi della gastroenterite

La gastroenterite si manifesta con alcuni sintomi tipici, che cambiano lievemente a seconda dell’agente patogeno responsabile. Questi sono:

  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • dolori addominali.

Altri sintomi possono essere:

  • crampi addominali
  • gonfiore
  • perdita di appetito
  • malessere
  • febbre.

La diarrea, nella maggior parte dei casi, è di tipo acquoso, ma in alcuni casi (infezione da Shigella o da Campylobacter) può essere presente anche del sangue o del muco.
Nelle gastroenteriti ad origine virale, è raro che ci sia la febbre alta o dolori addominali importanti, mentre in quelle di origine batterica più frequentemente può essere presente del sangue nelle feci.
La presenza di grandi quantità di muco nelle scariche diarroiche è spesso sintomo di infezione da batteri e parassiti, raramente da virus.
Nella maggior parte dei casi, i sintomi durano da 1 a 5 giorni (in casi eccezionali più di una settimana); il discorso cambia per le infezioni da parassiti, che in alcuni casi possono diventare croniche, ovvero durare più di un mese.

Prevenzione e rimedi per la gastroenterite

La principale difesa contro la gastroenterite è la prevenzione: nella maggior parte dei casi la gastroenterite è trasmessa per via oro-fecale, attraverso cibo o acqua contaminati. Per tale ragione, soprattutto in contesti di scarsa igiene ambientale (viaggi in paesi in via di sviluppo), è fondamentale seguire alcune semplici ma importanti indicazioni per evitare il contagio:

  • evitare di bere l’acqua corrente, e preferire bibite imbottigliate;
  • bollire sempre l’acqua per qualsiasi uso;
  • evitare il ghiaccio nelle bibite;
  • preferire frutta da sbucciare;
  • evitare verdura cruda, e in generale preferire cibi ben cotti;
  • lavarsi frequentemente le mani.

Oltre alla prevenzione, esistono alcuni rimedi utili in caso di gastroenterite:

  • assicurarsi un buon reintegro di liquidi, soprattutto in caso di diarrea e vomito molto severi;
  • l’uso di antibiotici nella maggior parte dei casi non è necessario, ma può ridurre la durata dei sintomi – esclusivamente in caso di gastroenterite di origine batterica, grazie alla favorevole azione sul riequilibrio della flora intestinale. A questo proposito, l’infezione batterica va sospettata soprattutto in caso di febbre molto alta e diarrea con sangue: è più frequente nei paesi in via di sviluppo (è rara nel mondo occidentale);
  • alcuni probiotici, si sono dimostrati utili nel ridurre la durata della diarrea; 
  • farmaci anti-diarroici possono essere utili come “sintomatici” per ridurre la frequenza delle evacuazioni, ma non influenzano il corso della patologia. Andrebbero inoltre evitati in caso di febbre o diarrea con sangue.

Fonti

Ultimo aggiornamento:24-06-2020

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