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I sintomi della bronchite: prevenzione e cura
Tosse, malessere generale e spossatezza? Potrebbero essere i campanelli di allarme di un’infiammazione ai bronchi. Occasionalmente, in risposta a infezioni di origine virale o batterica, i nostri bronchi si infiammano causando una condizione clinica che generalmente tende a risolversi in modo spontaneo: la bronchite acuta (o, più semplicemente, bronchite). Ogni anno colpisce un numero crescente di persone, soprattutto in autunno con l’arrivo delle prime influenze.
Durante i primi giorni, la bronchite è indistinguibile da una banale infezione delle prime vie aeree. Inizialmente, compaiono i classici sintomi del comune raffreddore quali faringite, febbricola, dolori muscolari, brividi, raffreddore e tosse secca; nei giorni successivi, si aggiunge una abbondante produzione di muco abbinata a tosse grassa e catarro che ostacola il passaggio dell’aria.

Come si distingue la bronchite acuta dalla bronchite cronica?

Clinicamente, la bronchite acuta è definita come un’infezione respiratoria che si manifesta con tosse (il sintomo caratteristico), accompagnata o meno da produzione di muco. Si risolve generalmente entro 3 settimane senza lasciare particolari strascichi. Nelle forme croniche, invece, l’infiammazione e l’ispessimento delle pareti dei bronchi diventano permanenti; di conseguenza, i sintomi perdurano per diversi mesi (almeno tre) durante tutto il corso dell’anno e si presentano per almeno due anni consecutivi. Oltre alla tosse, negli stadi tardivi, chi ne soffre presenta difficoltà a respirare in seguito a una diminuzione del flusso di aria. Normalmente, la sintomatologia peggiora soprattutto di mattina e in presenza di umidità. Anche il catarro è una costante.
La causa prevalente della bronchite acuta è un'infezione di origine virale, mentre nella forma cronica i fattori scatenanti in grado di irritare l’albero tracheo-bronchiale e favorire i processi infiammatori sono di tipo ambientale e includono principalmente il fumo, l'inquinamento e lo smog. Basandosi sulla sintomatologia, in particolare sull’auscultazione del torace e sulla spirometria (un esame della funzionalità polmonare), il medico sarà in grado di valutare l’entità del problema. Se il paziente ha la febbre alta e lamenta respiro affannoso, la radiografia toracica e l’analisi dell’espettorato escluderanno o meno l’eventualità di una polmonite o di altre patologie polmonari. Le possibili complicanze includono la polmonite e l’insufficienza respiratoria; i soggetti più a rischio sono i neonati, le persone anziane, coloro che soffrono di altre patologie respiratorie di tipo cronico e i fumatori.

Quando richiedere un consulto medico?

Quando la tosse perdura per più di tre settimane ed è accompagnata da febbre alta (maggiore di 38° C), produzione di muco giallastro, verdastro o con tracce di sangue, senso di costrizione toracica e difficoltà respiratorie con conseguente peggioramento della qualità del riposo, è opportuno rivolgersi al medico che sarà in grado di consigliare la terapia più adeguata per la specifica condizione clinica.

Prevenzione e cura della bronchite

In linea generale, è importante non sottovalutare il comune raffreddore o l'influenza, quest’ultima infatti è spesso l’anticamera della bronchite. Entrambi i disturbi andrebbero trattati efficacemente per evitare che l’infiammazione intacchi i bronchi.
Un accorgimento preventivo importante prevede l’astensione dal fumo che danneggia il meccanismo di difesa attuato dalle ciglia a livello bronchiale che respingono verso l’esterno le particelle nocive giunte nei bronchi. Altre valide accortezze includono: non esporsi agli agenti irritanti, disinfettarsi spesso le mani per diminuire il rischio di contrarre un’infezione virale, seguire un'alimentazione equilibrata, bere a sufficienza e svolgere attività aerobica. Quando la bronchite colpisce i bambini, è utile munirsi di acque saline da spruzzare nel naso se il muco è denso, e di umidificatori per garantire la giusta umidità all'aria e agevolare la respirazione.
Se i sintomi sono lievi, in linea generale, possiamo tenerli a bada con rimedi naturali quali tisane allo zenzero o alla curcuma, dalle spiccate proprietà antinfiammatorie.
Costituiscono inoltre dei validi aiuti i prodotti contenenti mucillagini, ovvero sostanze altamente viscose presenti in diverse piante come ad esempio i fiori di malva e altea che formano una pellicola protettiva sulla mucosa della gola infiammata e riducono lo stimolo a tossire, donando un rapido sollievo. Quando la tosse diventa fastidiosa e interferisce con le attività quotidiane è possibile ricorrere a sciroppi e prodotti ad azione fluidificante ed espettorante e ad azione sedativa che sciolgono il catarro e calmano la tosse, disponibili in farmacia senza prescrizione medica.
Sarà invece il medico a prescrivere, se necessario, un antibiotico (solo nel caso si sospetti che il paziente è colpito da un’infezione batterica), farmaci broncodilatatori e corticosteroidi per via inalatoria per ridurre l’infiammazione. In caso di bronchite cronica, è inoltre utile affidarsi alla riabilitazione respiratoria che aiuta il paziente a respirare con maggiore facilità migliorando la resistenza alla fatica.

Fonti

  • Mebratu, YA, et al., Cigarette smoke suppresses Bik to cause epithelial cell hyperplasia and mucous cell metaplasia, Am J Respir Crit Care Med., volume 183, issue 11, pages 1531-8, 2011.

    https://doi.org/10.1164/rccm.201011-1930OC
  • Braman SS.Chronic cough due to acute bronchitis: ACCP evidence-based clinical practice guidelines. Chest., volume 129, issue 1, Supplement, pages 95S-103S, 2006.

    https://doi.org/10.1378/chest.129.1_suppl.95S
  • De Seta, L., et al., Le bronchiti asmatiche ricorrenti nel bambino in età prescolare. ACP, n 3/2015.

Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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