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Il ritmo circadiano: come sonno e veglia sono equilibrati
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Molte funzioni del nostro organismo seguono un ciclo di 24 ore, un ritmo circadiano che regola attività come il ritmo sonno-veglia, la secrezione di certi ormoni o i valori di pressione arteriosa e temperatura corporea ed è a sua volta regolato dall’orologio biologico di ciascuno. A sincronizzare il ritmo sonno-veglia è l’alternanza fra luce e oscurità, che ci induce a dormire quando fa buio e a stare svegli quando c’è il sole. La luce influisce direttamente sul funzionamento dell’orologio biologico: una sua mancanza o un’esposizione alla luce nel momento sbagliato possono perturbare il ciclo sonno-veglia.

Come funziona il ritmo circadiano?
Il buio stimola la secrezione di melatonina, l’ormone che segnala all’organismo che è il momento di dormire; la luce, invece, la inibisce: in primavera, per esempio, il passaggio a un periodo di luce maggiore si associa spesso a una diminuzione delle ore di sonno e a una sensazione di sonnolenza durante il giorno. Quando l’organismo si può dire sincronizzato? Quando il suo orologio biologico funziona in armonia con i fattori ambientali che agiscono da sincronizzatori, come appunto l’alternanza luce-buio. Se la consonanza con questi segnali esterni viene meno si può creare una dissociazione temporale del funzionamento dell’orologio interno da quello dell’orologio esterno.

I disturbi connessi all’alterazione del ritmo sonno-veglia
Da questa sfasatura possono scaturire vari disturbi, come sbalzi d’umore e stanchezza persistente. Ci sono poi particolari situazioni che, tipicamente, alterano il regolare ciclo sonno-veglia, come turni di lavoro notturni, lo studio dopo cena o l’attività sportiva notturna. Qualcosa di simile avviene nel caso dei voli transcontinentali, con i disturbi da jet-leg. L’alterazione cronica del sonno è dannosa per l’organismo, ma per favorire un buon riposo si possono adottare alcuni accorgimenti: lasciar trascorrere due ore tra la fine del pasto e il momento di coricarsi, per favorire la digestione; consumare un pasto leggero e facilmente digeribile la sera, evitando pietanze troppo elaborate; non andare a letto tardi ed evitare di praticare sport dopo le 20. Può infine essere utile ricorrere a preparati fitoterapici o a tisane a base di piante, come la camomilla, il biancospino o la valeriana. La melatonina può aiutare ad addormentarsi e rivelarsi un’alleata del sonno in situazioni come la sindrome da jet-lag.

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