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Influenza da cambio di stagione: consigli per prevenirla
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L’arrivo dei primi freddi ci espone maggiormente al rischio di contrarre la tipica influenza del cambio di stagione. Scopriamo le caratteristiche, le cause e i trattamenti più comuni di questo disturbo stagionale.

Sbalzi di temperatura ed elevata umidità sul banco degli imputati
Gli sbalzi di temperatura, causati da un repentino cambiamento meteorologico o dall’eccessiva differenza di temperatura tra gli ambienti interni e l’esterno, possono compromettere l’efficienza delle nostre difese immunitarie, in particolare quelle della mucosa respiratoria, facilitando così l’entrata dei microbi.

L’umidità dell’ambiente favorisce la replicazione dei virus influenzali
Il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale porta con sé anche un forte incremento del livello di umidità dell’aria. Un recente studio dell’Università francese di Lione ha confermato il ruolo decisivo dell’ambiente umido nel favorire la replicazione dei virus influenzali permettendone la diffusione tra gli individui. La propagazione del virus influenzale nella popolazione avviene prevalentemente tramite l’inalazione accidentale di particelle virali prodotte durante starnuti o tosse. Un’adeguata igiene delle mani e una corretta profilassi comportamentale, soprattutto nei luoghi pubblici, possono prevenire e limitare efficacemente la diffusione virale. È bene ricordarsi, quindi, di lavare le mani frequentemente o di portare con sé un gel disinfettante utilizzabile in qualsiasi momento anche senza acqua. Un colpo di freddo può bastare per aprire la strada al virus influenzale: inspirare aria fredda congestiona le difese immunitarie delle vie aeree e i microbi possono attaccare le mucose nasali semplicemente moltiplicandosi. A questo punto, prima della comparsa dei primi sintomi come tosse secca, mal di gola e naso chiuso, ha inizio il periodo di incubazione, generalmente compreso tra 1 e 4 giorni.

Dolori muscolari e tosse secca sono i sintomi più comune
L'influenza è un disturbo che colpisce inizialmente il nostro apparato respiratorio per poi diffondersi a livello sistemico con alcuni segni e sintomi caratteristici come comparsa improvvisa di febbre, tosse secca senza produzione di catarro, dolori muscolari diffusi, mal di testa, congestione nasale, mal di gola e affaticamento. La febbre non è sempre presente durante l’infezione influenzale ma quando si manifesta tende a essere compresa tra i 38 e i 40 gradi. I farmaci impiegati per contrastarla sono di tipo sintomatico, ovvero mirati ad alleviare i diversi sintomi manifestati dall’organismo. Qualche giorno di riposo a casa, con l’accortezza di bere molto per reintegrare i liquidi persi a causa della febbre, può aiutarci a combattere l’infezione. Un’integrazione supplementare di vitamina C può essere utile poiché, durante l’infezione influenzale, consumiamo maggiori quantità di questa preziosa vitamina, fondamentale per le nostre difese immunitarie.

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