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Influenza e diabete: i benefici del vaccino

La vaccinazione contro l'influenza stagionale è vantaggiosa e consigliabile a tutti a partire dai sei mesi di età, dal momento che permette di evitare diversi giorni di significativo malessere, con febbre alta (di norma, oltre 38,5°C), mal di gola, cefalea, dolori muscoloscheletrici e, talvolta, disturbi gastroenterici, con conseguenti assenze da scuola o dal lavoro, compromissione delle attività quotidiane e necessità di assumere farmaci.
Anche se si tratta di una vaccinazione non obbligatoria, per alcune categorie di persone immunizzarsi ogni anno contro i principali virus dell'influenza dovrebbe diventare un'abitudine irrinunciabile per proteggersi da peggioramenti acuti di malattie croniche preesistenti, complicanze di vario tipo, ricoveri ospedalieri e aumento della mortalità. Chi soffre di diabete rientra indubbiamente in questa casistica. Vediamo perché.

Impatto dell'influenza nella popolazione diabetica

I dati epidemiologici e gli studi condotti nell'arco di diversi decenni indicano che le persone affette da diabete sono maggiormente suscettibili a infezioni di vario tipo, compresa l'influenza. In aggiunta, la presenza di diabete aumenta il rischio di sviluppare complicanze influenzali severe (al punto da richiedere il ricovero in reparti ospedalieri ordinari o in terapia intensiva) e la mortalità associata.
In particolare, una ricerca condotta per valutare i fattori di rischio associati a esiti gravi nei pazienti con influenza ha evidenziato che chi soffre di diabete presenta un rischio 9 volte maggiore di ricovero ospedaliero per influenza stagionale rispetto a chi non è diabetico. Altri studi hanno invece segnalato che chi soffre di diabete presenta un'aumentata mortalità in caso di infezioni, comprese l'influenza e la polmonite, rispetto a persone non diabetiche (+92% in caso di diabete tipo 2 e 7,72 volte maggiore in caso di diabete tipo 1).
La maggiore suscettibilità all'influenza e alla polmonite delle persone con diabete è legata a una molteplicità di "difetti" a carico del sistema immunitario e alla condizione di iperglicemia (ovvero valori di glucosio nel sangue più elevati della norma) tipici di questa malattia metabolica, nonché a una ridotta capacità dell'apparato respiratorio di contrastare ed eliminare virus e batteri prima che possano determinare infezioni severe. In aggiunta, la presenza di complicanze del diabete (di norma conseguenti a una lunga storia di malattia e a un controllo dei livelli di glucosio nel sangue non ottimale) può contribuire ad aumentare il rischio di infezioni e a renderne più delicato il decorso.

Benefici della vaccinazione antinfluenzale

La vaccinazione contro l'influenza stagionale è sicura ed efficace in chi soffre di diabete, a prescindere dall'età, e comporta indubbi e dimostrati benefici, che diventano particolarmente rilevanti per le persone con più di 65 anni.
Nonostante i numerosi difetti del sistema immunitario tipicamente associati al diabete, il vaccino antinfluenzale è comunque in grado di indurre una risposta immunitaria specifica adeguata, determinando la produzione di una quantità di anticorpi sufficiente per proteggere dallo sviluppo dell'influenza in caso di incontro con i virus stagionali inclusi nel vaccino.
L'efficacia e la sicurezza della vaccinazione contro l'influenza sono state dimostrate sia in persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2 giovani (con meno di 60 anni) sia negli over65, fascia d'età frequentemente interessata da diabete di tipo 2 e, spesso, da altre malattie croniche concomitanti (soprattutto, di natura cardiovascolare), nonché caratterizzata da un sistema immunitario reso meno efficiente dall'invecchiamento.
Diversi studi condotti in vari Paesi del mondo hanno verificato che la possibilità di evitare l'influenza grazie alla vaccinazione permette di ridurre sia i ricoveri sia la mortalità delle persone con diabete. In particolare, in uno studio condotto in Canada che ha coinvolto 91.605 pazienti diabetici, la vaccinazione antinfluenzale è risultata associata a una riduzione del rischio di ospedalizzazione per tutte le cause del 28% nei soggetti in età lavorativa e del 33% negli over65 anni (età media 74 anni) rispetto ai soggetti diabetici non vaccinati. Esiti analoghi sono stati ottenuti in uno studio condotto in Olanda su 9.238 persone con diabete, mentre un ulteriore studio che ha coinvolto in Inghilterra 124.503 pazienti con diabete di tipo 2 ha indicato che, grazie alla vaccinazione antinfluenzale, durante la stagione influenzale è stata ottenuta una riduzione del 22% del rischio di ospedalizzazione per infarto, del 18% per ictus cerebrale, del 17% per scompenso cardiaco e del 25% per polmonite o influenza. Nello studio olandese già citato, la vaccinazione contro l'influenza ha comportato una riduzione della mortalità per tutte le cause durante la stagione influenzale pari al 56% tra le persone con diabete over65 e pari al 24% in quelle di età compresa tra 18 e 64 anni. L'entità del beneficio in termini di riduzione della mortalità nei soggetti con diabete che avevano ricevuto la vaccinazione antinfluenzale rispetto ai diabetici non vaccinati è stata confermata da altri studi analoghi condotti nel Regno Unito e a Taiwan.

Influenza e diabete: le raccomandazioni

Tutte le organizzazioni sanitarie internazionali, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi (CDC) all’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), raccomandano che tutte le persone con diabete si sottopongano ogni anno alla vaccinazione antinfluenzale stagionale.
Il Ministero della salute italiano considera le persone affette da diabete tra le categorie ad alto rischio di complicanze e aumento della mortalità in caso di influenza, raccomandando, quindi, a chiunque soffra di diabete di assumere il vaccino non appena disponibile, fin dall'inizio della stagione influenzale (in genere, tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre). In considerazione degli importanti benefici, a fronte di rischi trascurabili, dell'immunizzazione contro l'influenza, ogni anno, il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente il vaccino antinfluenzale a tutti i pazienti diabetici.
Per le persone con diabete di età inferiore a 65 anni, tutti i tipi di vaccino antinfluenzale autorizzati in Italia sono adeguati e il medico potrà scegliere quale somministrare sulla base del proprio giudizio clinico e dei preparati disponibili a livello regionale. Dopo i 65 anni, invece, pur restando sicure ed efficaci tutte le formulazioni, si ritiene preferibile optare per un vaccino ad alto dosaggio (HD) oppure per un preparato "adiuvato" con MF59, in grado di stimolare una maggiore risposta immunitaria. Per assicurare alle persone affette da malattie croniche, compreso il diabete, una protezione più estesa nei confronti dei virus influenzali più diffusi, il Ministero della salute e le organizzazioni sanitarie internazionali ritengono preferibile ricorrere a vaccini quadrivalenti (ossia contenenti gli antigeni di 4 diversi ceppi virali: due di tipo A, H1N1 e H3N2, e due di tipo B) anziché ai tradizionali trivalenti (che contengono antigeni di 3 ceppi virali: due di tipo A, H1N1 e H3N2, e uno di tipo B). A riguardo, va precisato che il vaccino adiuvato con MF59 esiste soltanto in versione trivalente, mentre il vaccino ad alto dosaggio è quadrivalente, quindi maggiormente protettivo.
Anche le linee guida dell’American Diabetes Association (ADA) e le raccomandazioni (presenti nel documento “Standard di Cura del diabete”) delle società scientifiche diabetologiche italiane (Società Italiana di Diabetologia - SID e Associazione Medici Diabetologi - AMD), confermano, per tutte le persone con diabete di età superiore ai 6 mesi, l’utilità di assumere ogni anno il vaccino contro l'influenza nell'ottica di tutelarsi dai rischi dell'infezione e dalle sue complicanze, nonché di prevenire scompensi del diabete stesso ed eventi cardio e cerebrovascolari.

Fonti

Ultimo aggiornamento:06-11-2020

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