Icona ok L'articolo è stato aggiunto ai tuoi preferiti Icona chiudi ok
Iscriviti a Uwell per gestire la tua salute Registrati
back icon Torna agli articoli
Influenza nei bambini: cure e differenze con gli adulti
Prenditi cura di chi ami
Profilo Salute Prenditi cura di chi ami

Non ricordi mai i dati medici di chi ami? Crea il loro profilo salute: conservi le info e le consulti quando serve

Durante la stagione invernale è alta l’attenzione per l’influenza nelle persone anziane, attenzione corretta, tuttavia non bisogna dimenticare un’altra fetta della popolazione: quella pediatrica. Come dimostrato da studi medici, i bambini al di sotto dei 5 anni, e in particolare quelli al di sotto dei 2, sono particolarmente suscettibili, con un numero di ricoveri ospedalieri che in tutto il mondo sfiora i 900.000 casi ogni anno. Le vie di trasmissione della patologia sono identiche per i più piccoli e per gli adulti: aerea, tramite l’esposizione a particelle infettanti emesse con tosse e starnuti, o da contatto, quando si toccano superfici contaminate dalle particelle infettanti.

Quali sono le differenze tra l’influenza nei bambini e negli adulti?
I bambini non sono una piccola versione degli adulti: hanno infatti alcune peculiarità fisiche che si riflettono in importanti differenze nel modo in cui questo disturbo si manifesta. Innanzitutto, la contagiosità ha una durata maggiore rispetto all’adulto, quindi oltre una settimana dall’esordio dei sintomi. Inoltre, i bambini hanno in genere picchi febbrili molto alti: non è infrequente per loro la comparsa di episodi convulsivi, scatenati, soprattutto nella prima infanzia, da qualche sindrome che implichi un forte innalzamento della temperatura corporea. Insieme ai tipici sintomi influenzali può poi comparire una forma di laringo-tracheo-bronchite, nota anche come “croup”, una forte infiammazione delle vie aree superiori che comporta tosse abbaiante, raucedine e stridore (le vie aeree infiammate sono gonfie e il flusso d’aria risulta ostacolato). Rispetto agli adulti, si descrivono poi con maggiore frequenza dolenzia muscolare ai polpacci e disturbi gastrointestinali come mal di pancia, vomito diarrea.

Cosa fare e cosa non fare se il bambino ha l’influenza
In caso di influenza, il bambino deve in primis essere messo a riposo a casa, allontanato da scuola o dall’asilo: in questo modo si può tenere sott’occhio la sua salute e preservare quella degli altri, riducendo il rischio di contagio. Vanno evitati gli antibiotici, a meno che non vi sia una chiara infezione concomitante di natura batterica, accertata da un medico specialista, e qualunque medicamento anti-infiammatorio a base di acido acetilsalicilico. Il rischio infatti, in quest’ultimo caso, è quello di scatenare la cosiddetta sindrome di Reye, una grave forma di insufficienza epatica e alterazione della funzione cerebrale che si può innescare, sebbene il meccanismo non sia chiaro, quando un bambino con febbre di origine virale assume acido acetilsalicilico.

Come si cura l’influenza nei bambini?
I cardini universali della terapia anti-influenzale per i più piccoli sono un buon riposo a letto in un ambiente confortevole e un’ adeguata idratazione, con l’assunzione di bevande calde con del miele per lenire la tosse. Per aiutare la respirazione, può essere utile mettere il bambino a letto con la testa lievemente rialzata rispetto al corpo. Per sciogliere il muco nasale in eccesso si può irrigare delicatamente il naso con una siringa riempita di soluzione d’acqua marina. Da ultimo, dietro prescrizione medica, è possibile assumere antivirali specifici.

Prenditi cura di chi ami
Profilo Salute Prenditi cura di chi ami

Non ricordi mai i dati medici di chi ami? Crea il loro profilo salute: conservi le info e le consulti quando serve

Cerca medico
Cerca specialista Hai bisogno di un dottore?

Cerca lo specialista di cui hai bisogno: effettua la ricerca per specializzazione, confronti le prestazioni e le tariffe

Registrati a Uwell! Ogni giorno contenuti personalizzati per condurre una vita sana