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Inquinamento e allergie primaverili: che legame c'è?

L’arrivo della bella stagione apre le porte alla fioritura di molte specie vegetali con la conseguente dispersione del polline nell’ambiente: inizia così il periodo delle allergie primaverili, tra cui spicca, per larga diffusione nella popolazione, l’allergia alle graminacee. I sintomi caratteristici sono prevalentemente respiratori, come prurito e ostruzione nasale, starnuti, rinorrea, tosse, respiro affannoso. Farmaci antistaminici, corticosteroidi e decongestionanti nasali sono i trattamenti d’elezione per contrastare la sitomatologia. In realtà, molteplici fattori possono incidere sui sintomi dell’allergia come la predisposizione individuale, il clima o lo stress. Ma forse non tutti sanno che tra i principali responsabili del peggioramento dei sintomi respiratori dell’allergia troviamo l’inquinamento.

Inquinamento outdoor e indoor: scopriamo di cosa si tratta
La continua esposizione della popolazione a una crescente quantità di sostanze inquinanti sembra essere la causa primaria di una maggiore frequenza e intensità di crisi allergiche. Per analizzare meglio il problema, gli esperti suddividono l’inquinamento ambientale in due tipologie:

  • inquinamento ambientale esterno, o outdoor;
  • inquinamento ambientale interno (domestico), o indoor.

Il traffico incide sull’inquinamento outdoor e sull’allergia
Le principali molecole inquinanti outdoor che incidono sui sintomi allergici sono:

  • il particolato (PM), conosciuto con il nome di polveri sottili, prodotto dal traffico, dai sistemi di riscaldamento e dallo smaltimento dei rifiuti;
  • l’ozono (O3), presente nelle emissioni gassose del traffico cittadino;
  • gli ossidi d’azoto (NOX), prodotti principalmente dal traffico ma anche dai sistemi agricoli e dalle centrali termoelettriche;
  • monossido di carbonio (CO), risultato di numerosi processi di combustione industriale e presente nei gas di scarico delle automobili;
  • anidride solforosa (SO2), derivante da diverse fonti inquinanti tra cui centrali elettriche, gas di scarico, oli combustibili e motori diesel.

Tutte queste molecole sono in grado di interagire con i grani pollinici, favorendo la sensibilizzazione a questi allergeni. Non va poi dimenticato che l’inquinamento atmosferico contribuisce all’insorgenza delle allergia anche in maniera indiretta, attraverso il riscaldamento globale: l’aumento delle temperature, infatti, comporta l’anticipo della fioritura primaverile e un incremento nella produzione di pollini.

Inquinamento indoor e allergia: attenzione a polvere e sistemi di ventilazione
L’inquinamento indoor può essere generato da fonti ambientali, ovvero da pollini provenienti dall’esterno e da fonti interne, come polvere e detergenti aggressivi. I sistemi di ventilazione sono i principali imputati nell’introduzione di sostanze inquinanti dall’esterno. Fumo passivo, umidità eccessiva e polvere sono considerati, invece, fattori interni responsabili della sensibilizzazione dell’organismo a eventuali allergeni, soprattutto in età pediatrica. Dato che trascorriamo gran parte del tempo quotidiano in ambienti chiusi,  l’influenza dell’inquinamento indoor sulla nostra salute è piuttosto elevata.

Qualche indicazione per prevenire il contatto con gli allergeni
Gli effetti delle due tipologie di inquinamento sono gli stessi: aumento della frequenza di allergia al polline e peggioramento dei sintomi respiratori tra cui l’iper-reattività bronchiale. Possiamo però prevenire gli episodi allergici limitando il più possibile il contatto con gli allergeni attraverso alcune strategie comportamentali, come per esempio:

  • curare l’igiene domestica spolverando spesso: impedisce ai residui di polline di depositarsi;
  • non togliere gli abiti indossati per tutta la giornata in camera da letto: se rientriamo da una giornata di lavoro o da una passeggiata, è meglio non cambiare gli abiti in camera da letto per evitare che gli allergeni permangano nella stanza dove si trascorreranno le ore di sonno;
  • pulire e controllare i filtri dei dispositivi di aereazione: è molto importante per ridurre la quantità di polline in circolazione.
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