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Intestino crasso: definizione, funzioni e disturbi

L’intestino è uno degli organi che compongono l’apparato digerente. È suddiviso in due parti: quella iniziale viene chiamata intestino tenue e quella finale intestino crasso. Scopriamo insieme caratteristiche e funzioni di quest’ultimo.

Che cos'è l’intestino crasso

L’intestino crasso è l’ultimo segmento dell’apparato digerente ed è il tratto in cui si concludono il processo digestivo e l’assorbimento di sostanze nutrienti. Qui è anche dove si raccolgono gli scarti alimentari e i residui indigeribili e si formano le feci, in attesa dell’espulsione.
L’intestino crasso comincia dalla valvola ileo cecale, che lo congiunge con l’intestino tenue, e arriva fino all’ano. Da un punto di vista anatomico viene suddiviso in sei parti:

  • cieco
  • colon (a sua volta distinto in ascendente, trasverso e discendente)
  • sigma
  • retto.

L’intestino crasso ospita moltissime specie di batteri, che fanno parte del microbiota intestinale, l’insieme di microrganismi che vivono in simbiosi con il nostro corpo svolgendo numerose funzioni indispensabili per mantenere uno stato di salute.
Pur lavorando con i “materali di scarto”, non vi è alcuna necessità di disintossicare l’intestino crasso, in quanto tossine, scorie e batteri patogeni vengono eliminati in modo fisiologico. È invece utile favorire l’attività del microbiota e il mantenimento della sua composizione fisiologica attraverso un’alimentazione sana, ricca di fibre, e con l’integrazione alimentare di probiotici, microrganismi viventi “buoni” che rafforzano la flora intestinale, riequilibrandone la composizione. In caso di una terapia antibiotica (che è tra le cause più frequenti di alterazione del microbiota intestinale), sono particolarmente indicati probiotici “antibiotico-resistenti”, ovvero in grado di sopravvivere in presenza di uno o più antibiotici.

Le funzioni dell'intestino crasso

Per quanto la maggior parte della digestione avvenga nell’intestino tenue, l’intestino crasso ha tre funzioni di primaria importanza: 

  • assorbe l’acqua residua e i sali minerali;
  • produce e assorbe alcune vitamine;
  • forma e spinge le feci verso il retto per eliminarle.

Nell’intestino crasso, in particolare nel colon, vengono assorbiti l’acqua e i minerali, in particolare i sali di sodio e quelli di cloro, dal materiale digerito giunto dall’intestino tenue.
I microrganismi presenti in questo tratto intestinale provvedono a sintetizzare alcune vitamine, in particolare la K e quelle del gruppo B, e a degradare le fibre. Alla fine del processo di digestione, il materiale di scarto assume una forma solida e compatta, che viene spinta nel colon discendente e da qui al retto, grazie alle contrazioni del sigma, dove resta in attesa della defecazione.

Disturbi a carico dell'intestino crasso

I disturbi a carico dell’intestino crasso sono molti. Tra i più frequenti troviamo:

La sindrome del colon irritabile si manifesta con dolore e crampi addominali, gonfiore, meteorismo, diarrea e/o costipazione, presenza di muco nelle feci. I sintomi sono spesso peggiorati dall’assunzione di alcuni cibi (diversi da persona a persona), dallo stress e, nelle donne, dalle variazioni ormonali del ciclo mestruale.
La diverticolosi, come dice il nome, è caratterizzata dalla presenza di diverticoli nel rivestimento dell’intestino crasso, ovvero dilatazioni simili a sacche che si formano per effetto del passaggio di feci dure nei tratti in cui la muscolatura dell’intestino è meno resistente. È un disturbo asintomatico, ma, se all’interno dei diverticoli ristagna materiale fecale, si possono sviluppare infiammazioni e infezioni che si manifestano con febbre, nausea e forti dolori addominali.
La diverticolite lieve può essere curata con una terapia antibiotica unita a una dieta liquida o semisolida. Se si tratta di una forma grave o ricorrente oppure che non risponde agli antibiotici può essere necessario un intervento chirurgico.
A interessare l’intestino crasso sono anche le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD - Inflammatory Bowel Disease), come:

  • il morbo di Crohn
  • la colite ulcerosa

I sintomi dell’infiammazione all’intestino crasso sono diversi a seconda della patologia, della sua gravità e del tratto coinvolto.
Il morbo di Crohn può interessare qualunque tratto dell’intestino, non solo il crasso. Si manifesta con molti disturbi, ma i sintomi più comuni sono dolore addominale, diarrea, debolezza, dimagrimento ingiustificato, presenza di muco e sangue nelle feci.
La colite ulcerosa, invece, si presenta con ulcere superficiali della parete intestinale del retto e può estendersi progressivamente a tutto il colon. I sintomi dipendono dall’estensione e dalla gravità dell’infiammazione e comprendono dolori addominali, febbre, perdite di sangue dal retto, muco e sangue nelle feci, diarrea cronica, ma anche stitichezza, urgenza dell’evacuazione, dimagrimento ingiustificato, perdita di appetito e spossatezza.
Per entrambe le patologie non esiste una cura risolutiva e la terapia farmacologica può prolungare i periodi di remissione dai sintomi, alleviare i disturbi durante le fasi acute e prevenire le complicanze.
Nei casi più severi di colite ulcerosa, o quando i farmaci non sono efficaci, può essere necessario un intervento chirurgico per la resezione di una parte dell’intestino. 

Fonti

Ultimo aggiornamento:16-12-2020

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