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Iperidrosi e sudorazione eccessiva: cause e trattamenti

L’iperidrosi è una patologia che provoca la sudorazione eccessiva del nostro corpo: ne soffre quasi il 3% della popolazione generale, in gran parte persone di età compresa tra i 25 e i 65 anni. Due sono i tipi di iperidrosi:

  • la prima è l’ipersudorazione generalizzata, coinvolge tutto il corpo ed è legata a malattie infettive, endocrine o neurologiche;
  • la seconda, invece è localizzata: si manifesta in soggetti sani in una o più zone del corpo, solitamente sui palmi delle mani, sotto le ascelle, sui piedi e sul viso. Le cause non sono ancora ben definite, ma sembra che sia causata da una iperattivazione ghiandolare in queste zone.

Questa condizione comporta spesso un notevole disagio psicologico e sociale, nei casi più gravi interferisce anche con le attività quotidiane, soprattutto perché le persone affette da questa patologia cercano raramente l'aiuto di un medico in quanto non consapevoli di essere affetti da un disturbo curabile.

Ghiandole sudoripare e sudorazione eccessiva

Lungo tutto il nostro corpo, sono presenti circa 3 milioni di ghiandole sudoripare, denominate eccrine, responsabili della produzione di sudore e localizzate in modo particolare nella zona ascellare. Nei soggetti affetti da iperidrosi, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, queste ghiandole non sono più grosse o più numerose rispetto a quelle presenti nei pazienti che hanno una sudorazione normale. Sembra, invece, determinante nella produzione di una sudorazione eccessiva, il loro iperfunzionamento, causato probabilmente da una complessa disfunzione del sistema nervoso autonomo. Le cause specifiche dell’iperidrosi sono, però, ancora poco chiare: sono infatti in corso studi ulteriori per definire al meglio il legame tra le ghiandole e i segnali nervosi.

I rimedi: antitraspiranti, ionoferesi e terapie topiche

Al giorno d’oggi varie sono le terapie locali più o meno invasive che sono a disposizione:

  • per le tipologie di iperidrosi più lieve è possibile utilizzare antitraspiranti a base di sali di alluminio: questi prodotti svolgono un’azione meccanica che limita la sudorazione ostruendo i dotti delle ghiandole attraverso cui fuoriesce il sudore. L’applicazione dell’antitraspirante è necessaria ogni 24/48ore, ma può avere effetti irritanti per la pelle. Per ridurre al minimo l'irritazione, è consigliabile utilizzare il rimedio prima di coricarsi e lavare la parte trattata dopo 6-8 ore dall’applicazione: è importante ricordare che gli antitraspiranti a base di Sali di alluminio non possono restare per molte ore a contatto con la pelle. 
  • un’altra terapia non invasiva è la ionoforesi, ovvero l’assorbimento di ioni nella pelle grazie a una corrente elettrica a basso voltaggio attivata durante l’immersione in acqua della parte da trattare. Questa tecnica è utilizzata principalmente per l'iperidrosi del palmo delle mani o del plantare poiché sono le parti del corpo più facili da immergere. La ionoforesi viene somministrata attraverso una serie di sedute di 30-40 minuti ed è consigliata per iperidrosi di media entità. 
  • da ultimo, le terapie topiche più intensive, sono il trattamento laser e l’iniezione della tossina botulinica. Il primo permette validi risultati senza essere invasivo ma la procedura non è ancora molto diffusa a causa di costi elevati e della mancanza di tempi e modalità di applicazione ben definiti e standardizzati.
  • la somministrazione del botulino, un agente prodotto dal batterio Clostridium, l’unico batterio da cui, attualmente, si ricava il botulino impiegato in farmacoterapia. È una terapia molto invasiva e si rivolge ai casi più eclatanti di iperidrosi.

Fonti

Ultimo aggiornamento:14-05-2020

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