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Ipertrofia prostatica: cure e prevenzione con lo sport
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La prostata è una ghiandola a forma di una castagna, costituita da tessuto fibroso e muscolare, posta sotto la vescica e davanti al retto. È formata da lobi che suddividono la sua superficie in tante aree, tra le quali la zona periferica, che avvolge l'uretra, e quella centrale, che circonda i dotti eiaculatori. Produce e immagazzina il liquido seminale, contribuisce a secernere il liquido prostatico, oltre a fornire elementi essenziali alla sopravvivenza e alla qualità degli spermatozoi.

Le patologie della prostata
La prostata è soggetta a numerosi disturbi, come infezioni, neoplasie, calcolosi e cisti ed è anche la sede di malattie infiammatorie come prostatiti e tumori. Tra tutte però, l’ipertrofia prostatica è la patologia che più colpisce gli uomini.

L’ipertrofia prostatica benigna
L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una patologia causata da un’infiammazione cronica di questa ghiandola; vari sono i fattori che possono originarla: infezioni batteriche o virali, alterazioni ormonali o di origine autoimmune, sindrome metabolica o invecchiamento. Uno studio pubblicato sulla rivista European Urology ha dimostrato questo legame evidenziando l'associazione tra disturbi urinari, ipertrofia prostatica e infiammazione cronica. La patologia è molto diffusa e colpisce circa il 10% degli uomini tra 40 e 50 anni e l’80% degli ultra 50enni. Fra i principali sintomi che si verificano vi è il riempimento della vescica che porta a urgenze diurne e a continui risvegli notturni per soddisfare il bisogno di urinare. La manifestazione cronica dell’IPB si palesa con calcificazioni a livello prostatico, diagnosticabili con una semplice ecografia.

Laser a luce verde e sport contro l’ipertrofia benigna
La cura tradizionale dell’ipertrofia prostatica benigna passa attraverso i farmaci, ma una valida alternativa sempre più considerata negli ultimi anni è il trattamento con laser a luce verde, eseguito in anestesia spinale con le dimissioni del paziente in 24 ore. La sua efficacia è stata sottolineata anche dagli esperti del Policlinico Federico II di Napoli, durante il 90° Congresso della Società Italiana di Urologia (SIU). Un aiuto può però arrivare anche dallo sport: uno studio della SIU, pubblicato dall'Archivio Italiano di Urologia e Andrologia, sui dati raccolti a giugno-luglio 2017, sostiene che l'attività fisica protegge dall’ipetrofia. La ricerca ha individuato per la prima volta anche i fattori di rischio associati allo sviluppo della malattia negli uomini italiani, con le relative percentuali d'incremento. La pressione alta aumenta il rischio di contrarre la malattia del 50% mentre colesterolo e trigliceridi alti del 37%. Infine, i fattori che più incidono sulla comparsa del disturbo sono il fumo e il diabete: entrambi aumentano infatti la possibilità di contrarre l’IPB del 57%.

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