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Ragazza con mal di stomaco, cistite e stipsi
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L’infezione delle vie urinarie, conosciuta in campo clinico come IVU, è un fenomeno molto comune che si verifica solo se la presenza dei batteri è al di sopra delle 100mila unità formanti colonie. La sua espressione più frequente e conosciuta è la cistite, che colpisce almeno una volta nella vita circa la metà delle donne, senza discriminazioni di età. Il problema si manifesta invece come condizione ricorrente nel 30% circa della popolazione femminile, con almeno tre episodi in un anno, mentre il 5% ne soffre in maniera cronica, con manifestazioni che si protraggono per anni. Spesso, tuttavia, non è possibile distinguere tra una semplice ricaduta o la permanenza del disturbo poichè è legata a una mancata eradicazione; di solito ci si riferisce alla prima solo in presenza di una coltura urinaria negativa fra due episodi di cistite o quando i microorganismi responsabili sono diversi.

Cause diverse per uomini e donne
Se nell’uomo l’infezione delle vie urinarie è sempre connessa a condizioni di alterazione urinaria o genitale, nelle donne l’incidenza generale tende a non modificarsi in maniera sostanziale prima o dopo la menopausa, anche se variano i fattori causali. Durante la giovinezza i rapporti sessuali sono i principali indiziati nello sviluppo di cistiti, mentre nel post-menopausa sono gli squilibri ormonali dell’ambiente uro-genitale.

Intestino pigro e cistite: i perché di una stretta dipendenza
È stata inoltre dimostrata una stretta dipendenza tra il cosiddetto “intestino pigro” e lo sviluppo di IVU da enterobatteri. Il colon retto, infatti, funge da riserva dei batteri responsabili di questo fastidioso disturbo. Una volta colonizzata l’uretra, questi batteri possono facilmente giungere alla vescica, in maniera ascendente. Abitudini igieniche sbagliate o meglio, troppo aggressive, possono avere un ruolo significativo in questo passaggio. Teniamo inoltre presente che nel nostro intestino sono presenti normalmente più di 1000 specie batteriche. Di queste l’Escherichia coli, il principale responsabile di IVU, a livello del colon è in quantità mille più elevata rispetto agli altri elementi cellulari.

La prevenzione è l’arma più importante
Negli ultimi anni, il progressivo aumento della resistenza agli antibiotici, causato dal loro utilizzo in campo alimentare e dall’eccessivo ricorso a terapie antibiotiche empiriche, ha reso sempre più complesso il trattamento delle cistiti, riducendo la possibilità di estirpare rapidamente i microrganismi responsabili. La prevenzione sembrerebbe dunque la strada più utile da percorrere. Senz’altro una corretta alimentazione, che regolarizzi la funzionalità intestinale, può aiutare ad alleviare o risolvere uno dei fattori predisponenti, la stitichezza. È sempre bene ricordare che, se i sintomi persistono, occorre chiedere consiglio al proprio medico o al ginecologo di fiducia, perché una terapia efficace ha inizio solo da una diagnosi corretta.

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