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La saturazione di ossigeno nel sangue: cos'è e come si misura

La saturazione di ossigeno nel sangue è una misura che quantifica la percentuale di emoglobina legata all’ossigeno, cioè “satura” di ossigeno, circolante nel sangue arterioso di un individuo.
Il sangue ricco di ossigeno si trova all’interno delle arterie che, attraverso i capillari, si distribuiscono a tutti gli organi e i tessuti del nostro corpo. Nel sangue arterioso l’ossigeno è legato per la gran parte all’emoglobina, contenuta all’interno dei globuli rossi, mentre solo una piccola parte circola in forma disciolta (cioè non legata all’emoglobina). Il contenuto di ossigeno del sangue arterioso dipende da numerosi fattori, tra cui:

  • la presenza di ossigeno presente nell’aria inspirata;
  • la capacità di respirazione di un soggetto;
  • il passaggio di gas (ossigeno e anidride carbonica) nei polmoni;
  • i valori di emoglobina nel sangue;
  • la capacità dell’emoglobina di legare l’ossigeno.

La funzione principale dell’emoglobina è proprio quella di legare in modo reversibile l’ossigeno (fino a un massimo di quattro molecole), di trasportarlo nel sangue e di distribuirlo nell’organismo. Il legame dell’ossigeno con l’emoglobina ha una caratteristica particolare: infatti, non appena una molecola di ossigeno si aggancia all’emoglobina, il legame di altre molecole di ossigeno è reso più facile.

Saturazione di ossigeno normale: i valori

Nei soggetti sani, che respirano in aria ambiente e che si trovano sul livello del mare, i valori di saturazione d’ossigeno del sangue variano tra il 96% e il 98%. 
La quantità di ossigeno che arriva ai tessuti e agli organi dell’organismo ogni minuto dipende non soltanto dal contenuto di ossigeno nel sangue arterioso, ma anche dai valori di emoglobina e dalla capacità del cuore di far circolare regolarmente il sangue. Una condizione di bassa saturazione di ossigeno nel sangue (<95%) si può, infatti, osservare in corso di alcune patologie come, per esempio:

  • anemia (ridotti valori di emoglobina nel sangue);
  • riduzione della capacità di respirazione (ostruzioni, infezioni, alterazioni dei polmoni);
  • disturbi della circolazione del sangue a livello cardiaco o in periferia.

Come si misura la saturazione di ossigeno del sangue?

La misurazione della saturazione di ossigeno del sangue può essere eseguita:

  • in maniera diretta, cioè prelevando un campione di sangue da una arteria attraverso una puntura;
  • in maniera indiretta, utilizzando il saturimetro

Il saturimetro, chiamato anche pulsiossimetro, è un misuratore della saturazione in ossigeno dell’emoglobina arteriosa. Tale strumento non è invasivo, risulta di facile impiego e permette di rilevare e monitorare in continuo, e in maniera non dolorosa, i livelli di saturazione di ossigeno nel sangue.
Le parti del corpo nelle quali può generalmente essere applicato il saturimetro sono:

  • le dita delle mani (sede frequentemente utilizzata)
  • l’alluce
  • l’orecchio
  • le labbra
  • il naso.

Il saturimetro è in grado di misurare i livelli di saturazione di ossigeno attraverso l’utilizzo di un fascio di luce che passa attraverso il tessuto (esempio il dito della mano) e un rilevatore che, dopo avere analizzato e trasformato il segnale, lo invia al display dello strumento sul quale compare il valore di saturazione. Per ottenere una corretta misurazione sarà necessario posizionare bene la parte corporea sul rilevatore del saturimetro ed evitare il movimento e la compressione da parte dello strumento durante la misurazione. Nel caso in cui vengano utilizzate le dita della mano, va segnalato che lo smalto applicato sulle unghie può essere un fattore di interferenza per la misurazione. È, inoltre, importante ricordare che il saturimetro non dovrebbe essere utilizzato, per esempio, in caso di pazienti ad alto rischio di intossicazione da monossido di carbonio in quanto non è in grado di distingue tra emoglobina ossigenata ed emoglobina legata al monossido di carbonio.

Il saturimetro è uno strumento molto utile in medicina, che può segnalare in maniera precoce una condizione con ridotta saturazione di ossigeno nel sangue e che viene impiegato anche per monitorare i pazienti ricoverati in ospedale, nei reparti di terapia intensiva, dopo gli interventi chirurgici e in situazioni di emergenza.

Fonti

Ultimo aggiornamento:21-07-2020

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