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La trombosi: i sintomi e l'importanza della prevenzione

La trombosi è la formazione di un coagulo di sangue (o trombo) all’interno della circolazione. Si tratta di un evento potenzialmente pericoloso, da sospettare in tempo: richiede accertamenti diagnostici e una terapia adeguata. La presenza di un trombo causa un ostacolo alla normale circolazione del sangue, determinando una occlusione parziale o totale del vaso. Se il trombo compare in una vena, cioè se si forma un trombo venoso, si parla di trombosi venosa, mentre quando è una arteria a essere interessata, siamo in presenza di una trombosi arteriosa.

Quali sono le cause della trombosi?

La formazione di un coagulo di sangue all’interno della circolazione è favorita da alcune condizioni, come:

  • interventi chirurgici;
  • un’immobilizzazione prolungata (per esempio durante i lunghi viaggi o nell’allettamento);
  • fratture agli arti inferiori, traumi;
  • alcune condizioni che aumentano la coagulabilità del sangue, come ad esempio le neoplasie, alcune terapie ormonali;
  • il fatto di avere un rischio cardiovascolare aumentato.

Controllare i propri fattori di rischio cardiovascolare rappresenta il miglior modo per mantenere le arterie sane e ridurre il rischio cardiovascolare, cioè la probabilità di incorrere in qualche evento cardiovascolare. La formazione di placche aterosclerotiche può infatti costituire il punto di partenza per una trombosi. Alcuni fattori di rischio cardiovascolare come il fumo, l’obesità, la presenza di alcune malattie come il diabete, l’ipertensione, il riscontro di valori di colesterolemia alterati (in particolare, l’aumento del “colesterolo cattivo” o valori di “colesterolo buono” diminuiti) possono essere modificati intervenendo sullo stile di vita e, se necessario, anche con una terapia farmacologica. 

Prevenire la trombosi

La prevenzione gioca in ogni modo un ruolo fondamentale nella salute cardiovascolare, puntando su alcuni punti essenziali:

  • l’abolizione del fumo;
  • la perdita dei chili di troppo;
  • un’attività fisica regolare;
  • una corretta alimentazione, ricca di fibre e povera di sale e di grassi saturi, che privilegi il consumo di pesce, cereali integrali, legumi, frutta e verdura fresca e l’apporto di olio extravergine di oliva;
  • la modifica dei fattori di rischio residui (cioè non corretti malgrado gli sforzi effettuati per migliorare il proprio stile di vita), attraverso controlli medici nel tempo e una terapia farmacologica.

Come riconoscere la trombosi e in quali parti del corpo si può manifestare

La formazione di un trombo all’interno di una vena rappresenta un evento potenzialmente pericoloso, sia perché rappresenta un ostacolo alla normale circolazione del sangue e all’apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti, sia per le potenziali complicanze che potrebbero insorgere in seguito alla progressione e alla rottura del coagulo, con la formazione di frammenti liberi (emboli). Gli emboli sono pericolosi in quanto, viaggiando attraverso i vasi sanguigni, possono raggiungere organi situati a distanza del trombo, provocando a loro volta un’ostruzione della circolazione se incontrano un vaso sanguigno dal diametro troppo piccolo per lasciarli passare. Le manifestazioni di una trombosi o di una embolia possono variare in funzione dell’organo colpito, ma sono in genere più gravi quando la trombosi è a carico di una arteria, perché bloccano l’arrivo di sangue ossigenato, in particolare:

  • la trombosi di una arteria coronaria può condizionare la comparsa di un infarto cardiaco;
  • l’occlusione di una arteria cerebrale può essere una causa di ictus;
  • la presenza di un embolo a livello di una arteria polmonare può determinare un infarto polmonare.

Più raramente, possono essere colpiti da trombosi altri distretti, come la retina, l’intestino o un arto. Quando sono le vene superficiali a essere colpite, in genere in seguito a una flebite, si parla di tromboflebite superficiale, mentre se sono colpite le vene interne dell’organismo, siamo in presenza di una trombosi venosa profonda. La formazione di una trombosi a livello di una vena del polpaccio rappresenta un esempio di trombosi venosa profonda, relativamente comune. È importante sospettare questa evenienza in tempo, in quanto il trombo può progressivamente estendersi o rompersi, facendo sì che frammenti di trombo raggiungano altri vasi sanguigni. La possibilità di una trombosi di una vena del polpaccio può essere sospettata in caso di comparsa di dolore, senso di pesantezza o di un crampo persistente al polpaccio, di calore o gonfiore al polpaccio. Le vene posso essere più visibili del solito e l’arto può apparire arrossato o anche bluastro. L’esame clinico, seguito da esami di laboratorio e l’esame ecografico mediante color Doppler, permette in genere di porre diagnosi e di instaurare prontamente una terapia anticoagulante. La terapia compressiva mediante l’uso di calze elastiche è generalmente indicata.

Quali sono i sintomi della trombosi

Poiché praticamente tutti i distretti vascolari possono essere colpiti da un trombo o da un embolo, è importante riconoscere alcuni sintomi, da non trascurare, come:

  • una improvvisa difficoltà a respirare, il dolore al torace, la tosse, la cianosi, la sensazione di svenimento;
  • una sensazione di oppressione toracica, sudorazione fredda, nausea, dolore “alla bocca dello stomaco”, un dolore al torace irradiato alla mandibola o a un braccio;
  • un disturbo improvviso della vista, come la perdita della vista in un occhio;
  • una bocca che di colpo diventa storta, un forte e insolito mal di testa, la difficoltà improvvisa a parlare, vedere, a ricordare, a capire gli altri, a identificare le persone, a muoversi, a coordinare i propri movimenti, a stare in piedi;
  • la comparsa di dolore, gonfiore, la variazione di colorazione di un arto.

Tutti questi sintomi potrebbero essere la manifestazione di una trombosi o di una embolia, per cui richiedono una valutazione medica urgente. Soltanto in questo modo sarà possibile accertarsene e, nel caso in cui sia necessario, limitare i danni impostando tempestivamente un programma terapeutico.

Fonti

Ultimo aggiornamento:20-04-2020

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