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Integratori in primavera: quali assumere per affrontarla

Lavarsi le mani è un gesto quotidiano, quasi automatico. Non tutti sanno però che è una norma igienica fondamentale: le ricerche infatti hanno mostrato che questa sola semplice pratica riesce a rimuovere circa il 90% dei germi. Del resto, i risultati per la salute personale sono così importanti, e a basso costo, che ogni anno si celebra la Giornata mondiale dell’igiene delle mani, promossa da un consorzio internazionale capitanato dall’UNICEF.

Piccolo prontuario: quando e come lavarsi le mani
I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) negli Stati Uniti hanno indicato alcune semplici regole da seguire per lavarsi le mani in modo accurato, e quando serve. Il fine principale, naturalmente, è quello di prevenire la diffusione di germi, quindi, in generale, è bene farlo in tutte le occasioni che possono facilitare questa diffusione, in particolare nei mesi in cui è massimo il rischio di contrarre l’influenza. Secondo l’elenco fornito dai CDC è importante lavarsi le mani soprattutto prima, durante e dopo aver preparato il cibo, prima di mangiare e prima e dopo aver curato una persona malata o aver trattato un taglio o una ferita. Ma anche subito dopo aver soffiato il naso, tossito o starnutito, aver usato la toilette, cambiato i pannolini o pulito un bambino che ha usato la toilette, toccato un animale, mangimi o rifiuti di origine animale e dopo aver toccato la spazzatura.

Per quanto riguarda la procedura per una corretta igiene, si tratta di essere un po’ più sistematici e meno sbrigativi rispetto a quanto probabilmente facciamo di solito. Il primo passo è quello di bagnare le mani con acqua corrente pulita (calda o fredda), chiudere il rubinetto e applicare il sapone, insaponarle con cura strofinandole insieme, senza tralasciare il dorso delle mani, lo spazio tra le dita e quello sotto le unghie: l’operazione dovrebbe durare almeno 20 secondi. Da ultimo, risciacquarle bene sotto l'acqua corrente pulita e asciugarle con un asciugamano pulito, con una tovaglietta di carta o con il soffio d'aria.

Qualche attenzione in più per gli operatori sanitari
Gli operatori sanitari, medici e infermieri in particolare, sono continuamente a contatto con i pazienti. Per la sicurezza di tutti è quindi importante che curino l’igiene delle mani con molta attenzione. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha pubblicato alcune chiare norme che ricordano da un lato le modalità per una corretta igiene delle mani, e dall’altro la frequenza con cui chiunque lavori in un ambiente ospedaliero dovrebbe lavarsele. Dunque, gli operatori sanitari, devono mantenere una accurata igiene delle mani:

  • prima del contatto con il paziente, per proteggerlo dai patogeni presenti sulle proprie mani;
  • immediatamente prima di ogni manovra che dev’essere asettica, per proteggere il paziente dai patogeni, inclusi quelli del paziente stesso;
  • a dopo l’esposizione a un liquido biologico e dopo aver rimosso i guanti;
  • in generale, dopo il contatto con il paziente o con ciò che gli sta attorno.

Che cosa fare quando mancano acqua e sapone
Negli ultimi anni, hanno avuto una discreta diffusione i disinfettanti a base di alcol che sostituiscono l’acqua e il sapone quando non sono disponibili. Ma sono veramente utili? La risposta è sì, a patto di tenere conto di come e quando usarli. Secondo il CDC:

  • i disinfettanti per le mani possono uccidere molti germi, ma non garantiscono un’igiene assoluta;
  • non sono efficaci quando le mani appaiono visibilmente sporche, oppure unte;
  • non rimuovono tracce di sostanze tossiche, come pesticidi o metalli pesanti.

L’igiene delle mani s’inizia da bambini
Lavarsi le mani è dunque un passo molto importante per prevenire raffreddori e piccoli disturbi, per questo è importante insegnare la corretta procedura ai più piccoli, in modo tale che imparino a lavarle in autonomia. Il CDC consiglia di fare pratica a casa, lavandosi le mani insieme a loro: l’esempio e la pratica sono infatti molto importanti per l’apprendimento. A un bambino, 20 secondi possono sembrare un’eternità: per superare questa difficoltà si può insegnare una filastrocca da ripetere durante il lavaggio, in modo tale da rendere la pratica un momento divertente e giocoso. Una volta che hanno imparato e sono autonomi, è utile ricordare loro di lavarsi prima dei pasti, dopo aver usato la toilette e in tutte le altre situazioni in cui è consigliato.

Queste buone abitudini saranno utili a proteggere i piccoli dai germi patogeni presenti sulle loro mani tra i tanti innocui. Interessante a questo proposito l’esperimento fatto recentemente dalla biologa Tasha Sturm, tecnico di laboratorio del Cabrillo College di Aptos, in California. Sturm ha preso la mano del figlio di otto anni dopo che aveva giocato in giardino e accarezzato il cane, e l’ha messa a contatto con un terreno di coltura, di quelli usati comunemente nei laboratori per far sviluppare i germi da studiare. Dopo qualche tempo, il terremo di coltura ha dato vita a una fioritura di batteri molto spettacolare da vedere: un ottimo modello per visualizzare in modo immediato che cosa c’è sulle mani dei nostri figli.

Fonti

Ultimo aggiornamento 28-10-2019
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