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Mal di schiena: tipologie, cause, terapie e prevenzione
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Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Lancet riporta numeri impressionanti sul mal di schiena, posizionandolo al primo posto nella classifica delle cause di disabilità a livello mondiale. In Italia, ad esempio, sei persone su 10 ne soffrono abitualmente: tante sono le criticità correlate alla gestione di questo disturbo, inclusi l’automedicazione e la mancata aderenza al trattamento farmacologico, che rischiano di allungare i tempi di guarigione. Talvolta infatti il mal di schiena viene sottovalutato.

Il mal di schiena ha nomi diversi a seconda della sede dolorosa
La complessa struttura della colonna vertebrale coordina l’equilibrio delle forze che si scaricano sulla schiena: la perdita di questo equilibrio causa la comparsa di dolore, che spesso può essere debilitante. Il dolore può comparire in più punti:

  • nella regione lombare viene definito lombalgia;
  • in corrispondenza dell'osso sacro prende il nome di lombosacralgia;
  • a livello dei glutei e degli arti inferiori viene chiamato lombosciatalgia poiché insorge per effetto di una compressione o di un'irritazione del nervo sciatico.

Insieme al mal di schiena, compare spesso anche il dolore cervicale che può presentarsi in modo lento e acuirsi con il tempo, arrivando anche a impedire la rotazione del corpo. Talvolta, la lombalgia acuta compare improvvisamente in seguito a semplici movimenti, come per esempio sollevare una valigia o alzarsi dal divano, con un’intensità talmente forte da costringerci all’immobilità: è il classico colpo della strega, un trauma secco che si risolve nel giro di circa tre giorni.

Quali sono le cause del mal di schiena?
Nella grande maggioranza dei casi, il mal di schiena è aspecifico, ovvero non ha una vera e propria causa. Fortunatamente, in questi casi, non è mai causato da motivazioni gravi, ma, generalmente, è dovuto a una postura errata che porta ad una ipersollecitazione dei muscoli a livello lombare o cervicale. Chi ne soffre recupera velocemente la forma fisica entro un mese. Anche le deformazioni patologiche della colonna, ovvero scoliosi (la condizione per cui la colonna è torta su sé stessa), cifosi (comunemente chiamata “gobba”) e lordosi (l’infossamento della colonna nella regione lombare che crea un dorso curvo) possono causare frequenti mal di schiena, così come condizioni quali ernia del disco e artrosi.

Quando è necessario correre dallo specialista per il mal di schiena
Se il fastidio si risolve spontaneamente in un paio di giorni, non è necessario intraprendere particolari accertamenti; tuttavia, episodi frequenti che non accennano a diminuire richiedono il consulto medico, perché la lombalgia potrebbe essere il sintomo di un problema più grave. Attenzione però a non esagerare con gli esami strumentali: il monito arriva dalla Società Italiana di Radiologia, che ribadisce l’importanza di non eseguire la risonanza magnetica nelle prime sei settimane di sintomatologia dolorosa in assenza di segni o sintomi di allarme che il medico deve essere in grado di riconoscere. Nella maggior parte dei casi, è sufficiente una radiografia che, tramite radiazioni elettromagnetiche di tipo X, consente di ottenere l’immagine della colonna lombare. In casi estremi, la risonanza magnetica, basata sull’utilizzo di campi magnetici, renderà visibili con estrema precisione anche articolazioni, colonna vertebrale e organi interni.

Semplici accorgimenti per far fronte alle frequenti ricadute
In primis, è importante abituarsi a mantenere una postura corretta; quando si è seduti, è bene appoggiarsi allo schienale per scaricare parte delle forze che arrivano sulla colonna e, quando si è in piedi, meglio non rimanere fermi troppo a lungo, oppure allargare la base di appoggio distanziando i piedi. Se si sollevano pesi, è bene mantenere la schiena diritta e il peso alzato il più vicino possibile al corpo. Usare un materasso adatto ed evitare di restare a letto troppo a lungo può aiutare, così come praticare specifici esercizi decontratturanti e di rilassamento della muscolatura. La ginnastica posturale riattiva e rinforza i muscoli (spesso deboli in chi soffre di mal di schiena), garantendo stabilità alle vertebre lombari e al bacino. Qualora il medico lo ritenesse necessario, si può seguire un trattamento farmacologico a base di antidolorifici e/o antinfiammatori o di miorilassanti, che sciolgono la contrattura dei muscoli e riducono la difficoltà nei movimenti.

Le tipologie dei farmaci che è meglio utilizzare per il mal di schiena
I farmaci antinfiammatori, antidolorifici e miorilassanti (che rilassano la muscolatura prevenendone la dolorosa contrazione) danno un rapido sollievo e accelerano la guarigione del mal di schiena.

In base alle diverse esigenze, è però possibile scegliere tra le moltissime formulazioni disponibili in commercio. I prodotti più largamente utilizzati comprendono cerotti riscaldanti o medicati da applicare sulla pelle che rilasciano il principio attivo per sei-otto ore e formulazioni topiche (creme, pomate e gel) da spalmare direttamente sulla parte interessata. Queste formulazioni offrono il vantaggio di avere un'azione localizzata con un rilascio del farmaco continuo nel tempo e possiedono un ottimo profilo di sicurezza poiché non hanno effetti sistemici; sono adatte soprattutto se il dolore è di natura traumatica, in caso di lombo-sciatalgie, nevralgie cervico-brachiali e torcicolli persistenti. L'aggiunta di un massaggio può essere di ulteriore aiuto. Esistono inoltre compresse deglutibili e granulati che si sciolgono in acqua e capsule molli e bustine solubili da sciogliere direttamente in bocca che permettono una certa velocità d'azione. Sebbene rappresentino formulazioni sicuramente più pratiche da assumere, vanno presi in considerazione gli effetti avversi e le controindicazioni. Se il dolore è particolarmente intenso e si protrae senza alcun beneficio per più di 24-48 ore, il medico individuerà il trattamento farmacologico più efficace per lo specifico paziente.

Ultimo aggiornamento 30-08-2019
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