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Mal di testa: definizione, tipi e cause

Il mal di testa (o cefalea) è un disturbo che accompagna gli esseri umani da sempre. Basti pensare che si parla di mal di testa già nei papiri del 1200 a.C. e che crani neolitici, vecchi di 9000 anni, mostrano segni di trapanazione, probabili esiti di tentativi per alleviare il dolore.
Fortunatamente, la conoscenza del problema e le opzioni terapeutiche sono notevolmente migliorate nel corso della storia, ma ancora oggi il mal di testa è uno dei sintomi più comuni e non sempre conosciamo l’esatto meccanismo con cui si verifica.

I diversi tipi di mal di testa

Per cefalea si intende una sensazione fastidiosa o dolorosa alla testa (da cui il nome comune “mal di testa”), che può essere circoscritta a una zona o diffusa, continua, intermittente o sporadica.
Fin dall’antichità abbiamo studiato il mal di testa e cercato di creare delle categorie per identificarne con più sicurezza la causa e migliorarne la terapia. Una delle classificazioni recenti più autorevoli è quella della International Headache Society, che ha pubblicato le sue ultime linee guida nel 2018. 
Le linee guida distinguono principalmente fra cefalee:

  • primarie, che non hanno cause sottostanti conosciute, come emicrania e cefalea di tipo tensivo e quella a grappolo. Nonostante siano meno numerose delle secondarie, sono quelle più comuni;
  • secondarie, che sono il risultato di altre condizioni, come traumi o infezioni.

All’interno di questi due grandi gruppi, troviamo poi decine di sottocategorie per un totale di più di 200 tipi di mal di testa, dal banale mal di testa da ciclo a quello da viaggio spaziale. Nonostante le caratteristiche cliniche dei vari mal di testa siano state descritte in dettaglio, ancora oggi mancano certezze sui meccanismi precisi che determinano il dolore.

Le cause del mal di testa

Semplificando, la cefalea si verifica quando i neuroni nocicettivi (deputati alla sensibilità dolorifica) della testa vengono in qualche modo stimolati. Tale attivazione porta a una risposta piuttosto costante, cioè che non varia in base alla causa, e provoca cambiamenti fisici e chimici responsabili del dolore.
Le cause di tale reazione possono essere numerosissime e includono stimoli meccanici, chimici o infiammatori a testa e collo, come:

  • traumi o lesioni, come ad esempio il colpo di frusta o il trauma cranico;
  • problemi vascolari, ad esempio ipertensione, ictus, ischemia, emorragia;
  • patologie intracraniche, nelle quali la pressione nel cranio è più alta o più bassa del normale;
  • uso di una sostanza o sua sospensione (alcol, caffeina e farmaci);
  • infezioni, ad esempio meningite o infezione sistemica;
  • disturbi dell’omeostasi (autoregolazione del corpo), come quelli che si verificano con l’altitudine o il digiuno;
  • disturbi di strutture facciali o cervicali, ad esempio sinusite, otite, disturbi della vista o ai denti;
  • disturbi psichiatrici, come somatizzazione e disturbo psicotico.

I mal di testa "dopo"

È documentato che alcuni fattori e attività possano innescare o peggiorare il mal di testa, potenziando il meccanismo brevemente descritto nel paragrafo precedente.
Fra questi troviamo il nutrirsi; capita infatti di avere mal di testa dopo mangiato, ad esempio dopo pranzo, probabilmente a causa delle reazioni chimiche e dei riflessi che si innescano con la digestione, con maggior frequenza in caso di intolleranze. Inoltre, l’attività fisica può provocare o peggiorare il mal di testa, ad esempio dopo la corsa, un’immersione o lo sport in generale, ma anche a seguito di uno sforzo. In questi casi, si ipotizza che l’aumento di pressione a livello cranico possa essere un fattore determinante. Specialmente chi soffre di disturbi del sonno e apnee notturne accusa il mal di testa dopo aver dormito. Inoltre, la cefalea coesiste comunemente con gli stati febbrili e alcuni riportano forte mal di testa anche dopo la febbre, ad esempio a causa di una sinusite persistente. Infine, le donne possono sperimentare mal di testa prima, durante e dopo le mestruazioni, principalmente a causa di fattori ormonali.

Come si tratta il mal di testa?

Generalmente il mal di testa non è pericoloso e può essere controllato con semplici modifiche dello stile di vita e farmaci da banco. Naturalmente, in caso di cefalea secondaria una volta eliminata la causa si allevia anche il dolore, mentre per la cefalea primaria spesso è sufficiente seguire qualche accorgimento, come cercare di rilassarsi in un luogo buio e silenzioso, e assumere un farmaco antidolorifico, per far passare l’episodio. Tuttavia, trattandosi di un disturbo frequente, è importante evitare di assumere troppi farmaci. Tra i farmaci disponibili per trattare il problema vi è un’ampia scelta in base alle diverse tipologie di dolore; la terapia dovrebbe essere proporzionata alla gravità dei sintomi. Il medico e il farmacista spesso possono consigliarci il prodotto più idoneo per il nostro mal di testa, ma è importante anche cercare di prevenirlo e limitare il consumo di farmaci ai casi indicati.

Mal di testa

Le donne sono più soggette rispetto agli uomini: oltre alla cefalea da ormoni – legata a ciclo mestruale, menopausa e gravidanza, o all’assunzione di pillole contraccettive, che spiegano in parte la maggior frequenza del mal di testa – anche le cefalee scollegate dalla sfera riproduttiva sono molto frequenti. 
Sintomi lievi e infrequenti possono essere controllati inizialmente con un migliore stile di vita, come il controllo dello stress, un buon sonno e la corretta idratazione. Al bisogno, in caso di mal di testa più intenso, è possibile assumere farmaci da banco, come acido acetilsalicilico, paracetamolo, ibuprofene o diclofenac. Infine, il medico può prescrivere specifiche terapie in caso di grave disabilità e sintomi gravi, come i triptani.

Conoscere il mal di testa per gestirlo al meglio

La prima cosa da fare per combattere il mal di testa, specialmente quello ricorrente, è conoscerlo. Acquisire consapevolezza circa alimenti o stimoli che lo provocano può darci un’importante arma in più nella prevenzione del mal di testa. A questo scopo, è possibile compilare un diario della cefalea, per registrare la frequenza (cioè il numero) e le caratteristiche dei mal di testa in un mese. Si tratta di uno strumento utile anche per il medico, che potrà impostare un corretto approccio medico sia per l’attacco acuto che per una eventuale prevenzione.
Ascoltando il proprio corpo, è anche possibile imparare a distinguere i vari tipi di cefalea e capire quando basta qualche accorgimento (rilassarsi in una stanza scura, sdraiarsi, rilassare le spalle, etc.) o il caso di assumere un farmaco. In questo modo è possibile cercare di limitare il consumo di farmaci ai casi che veramente lo rendono necessario. 
Uno stile di vita sano è poi fondamentale per controllare il disturbo: corretta alimentazione, adeguata idratazione, attività fisica regolare, controllo dello stress e buon sonno sono sempre i nostri alleati. In caso di assunzione dei farmaci, è importante capire e discutere con il medico cosa ha funzionato in passato, i dosaggi, le formulazioni (ad esempio capsule, bustine, compresse effervescenti), i limiti di dosaggio e frequenza di assunzione e gli eventuali effetti collaterali.

Ultimo aggiornamento:16-03-2021

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