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La Malaria: definizione, sintomi, prevenzione e terapia

Ogni anno la malaria colpisce almeno 200 milioni di persone nel mondo, con più di 400 mila vittime, specie tra i bambini di età inferiore ai cinque anni. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità la maggior parte dei casi e dei decessi è concentrato nei Paesi dell’Africa sub-sahariana, in particolar modo in Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Costa d'Avorio, Mozambico e Niger. Non stupisce quindi che la maggior parte dei casi registrati in Italia vengano importati da viaggiatori che si sono recati in Africa. Dal momento che non esiste ancora un vaccino collaudato, è importante che chi si reca in aree a rischio adotti delle misure precauzionali. Scopriamo insieme quali sono le principali.

Cos’è la malaria e quali sono i tempi di incubazione

La malaria è una malattia causata da parassiti appartenenti al genere Plasmodium, trasmessi all’uomo da zanzare del genere Anopheles.
La malattia può compromettere gli organi vitali e, senza le opportune cure, può rivelarsi fatale.
Esistono più di cento specie di Plasmodium, ma quelle che infettano l’uomo sono fondamentalmente quattro: P. falciparum, P. vivax (le più comuni), P. ovale, P. malariae. P. falciparum è il più letale.
Anche di Anopheles (la zanzara della malaria) si contano numerose specie, diffuse in quasi tutto il mondo, ma la malaria è ancora presente solo in gran parte delle aree tropicali di Africa, Asia e America centro-meridionale.
Dal momento in cui si verifica la puntura di zanzara, il periodo di incubazione della malaria varia da 7 a 30 giorni, a seconda del tipo di parassita: l'incubazione è più breve per P. falciparum, più lunga invece per P. malariae.

Malaria: il contagio

I parassiti che causano la malaria vengono trasmessi all'uomo attraverso la puntura di zanzare femmine. Le zanzare Anopheles pungono abitualmente nelle ore di oscurità (dal tramonto all'alba). La trasmissione della malaria non avviene quindi per contagio diretto da una persona all’altra, ma solo attraverso le zanzare o in seguito a trasfusioni con sangue infetto proveniente da individui con la malattia.

Malaria: i sintomi

I sintomi tipici della malaria sono:

Il sintomo che deve destare maggiore sospetto, soprattutto per chi torna da un viaggio in zone a rischio senza essersi sottoposto a un’adeguata profilassi, è la febbre. Il rialzo della temperatura corporea che caratterizza la malaria in genere causa in una fase iniziale forti brividi, a cui segue una fase di calore, in cui la febbre arriva fino a 41°C e dura alcune ore. Poi subentra una fase con sudorazione intensa e conseguente diminuzione della febbre. Spesso la febbre ha un andamento ciclico.

Come prevenire la malaria

Dal momento che attualmente non esiste un vaccino per la malaria, in caso di viaggi internazionali in regioni in cui la malattia è ancora presente, è raccomandato il ricorso a una profilassi per la malaria. Questa strategia, che prevede l'assunzione di farmaci per prevenire la malattia, riduce molto il rischio di contrarla, anche se non lo elimina del tutto. A questo scopo possono essere usati diversi farmaci tra cui la clorochina, l'idrossiclorochina, la doxiciclina, l’atovaquone in associazione a proguanil, e altri ancora. Il più indicato deve essere consigliato da centri specialistici per le malattie infettive tropicali in relazione al proprio itinerario, in particolare alla località, all’altitudine, al periodo di permanenza, all’eventuale passaggio in aree rurali, dove è maggiore il rischio di imbattersi nelle zanzare della malaria. È necessario sottoporsi alla terapia profilattica seguendo con attenzione le indicazioni degli specialisti relative ai tempi e ai dosaggi prescritti. Il trattamento deve essere iniziato prima del soggiorno in area a rischio (da 2 settimane e mezzo a un giorno) e deve continuare per tutta la durata del viaggio e per un periodo (la cui durata può variare) anche dopo il ritorno.
A tutti i viaggiatori che si recano in aree a rischio è raccomandato inoltre l'utilizzo di sistemi di protezione per ridurre il rischio di essere punti dalle zanzare come per esempio:

  • zanzariere
  • repellenti da applicare sulla cute esposta e da spruzzare sugli abiti
  • vestiti che coprano la maggior parte del corpo (magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi) e di colore chiaro. 

Ma è anche utile seguire alcune norme comportamentali come:

  • evitare, se possibile, di uscire tra il tramonto e l’alba (periodo in cui si rischia maggiormente di essere punti)
  • dormire preferibilmente in stanze dotate di condizionatore d'aria
  • qualora si usino zanzariere, verificare che siano in buone condizioni senza buchi e impregnarle con insetticidi.

La terapia della malaria

In presenza di sintomi sospetti, è importante intervenire il prima possibile. Una volta giunti alla diagnosi di malaria, la cura deve essere scelta innanzitutto in base alla specie di plasmodio infettante e alla suscettibilità presunta del parassita ai farmaci disponibili, vista la sempre maggiore diffusione di fenomeni di resistenza. Inoltre, bisogna tenere conto della gravità dei sintomi e dell’età del paziente.

Fonti

Ultimo aggiornamento:17-03-2021

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