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Malattie apparato digerente
L’apparato digerente è un sistema complesso, costituito da molti organi, ciascuno dei quali con un ruolo insostituibile nella trasformazione e nell’assimilazione dei nutrienti.
Questo apparato è a contatto con sostanze alimentari, tossine, agenti chimici e microrganismi ed è bersaglio di eventi stressanti e abitudini scorrette. Può quindi andare incontro a patologie digestive in grado di compromettere il benessere dell’organismo. Scopriamo di seguito quali sono le malattie dell’apparato digerente più frequenti, i sintomi caratteristici e le possibili cure.

Reflusso gastroesofageo

Parlando dei disturbi dell’apparato digerente, partiamo dall’esofago, ovvero il canale che permette al cibo ingerito di giungere nello stomaco dopo aver attraversato una valvola chiamata cardias. Nello stomaco, il cibo viene attaccato dagli acidi gastrici che avviano il processo digestivo. In caso di un mal funzionamento o di un indebolimento del cardias, il cibo misto ai succhi gastrici può risalire nell’esofago causando appunto il reflusso gastroesofageo.
Ciò può accadere per esempio a causa di un aumento della pressione addominale (in caso di obesità o gravidanza), oppure di cattive abitudini, come sdraiarsi subito dopo aver mangiato o consumare un pasto abbondante o indigesto. Il sintomo tipico del reflusso è la comparsa di una sensazione di bruciore nella zona del petto. 
Il reflusso si può affrontare in prima battuta migliorando le abitudini alimentari (privilegiando piatti semplici con ingredienti freschi ed evitando le preparazioni elaborate e piccanti, il caffè, la menta e gli alcolici), perdendo i chili di troppo in caso di sovrappeso, aspettando che passi qualche ora dopo il pasto prima di coricarsi ecc.
Se il disturbo non migliora è bene parlarne con il medico, che potrà valutare la necessità di assumere alcuni farmaci, come gli antiacidi (a base per esempio di bicarbonato di sodio, idrossido di alluminio e di magnesio o carbonato di calcio, che neutralizzano l’acidità gastrica), gli inibitori di pompa protonica (che riducono la produzione di acidi nello stomaco), i procinetici (che facilitano lo svuotamento gastrico) o gli alginati (che formano una barriera in grado di ostacolare la risalita del contenuto gastrico nell’esofago).

Dispepsia

Una delle patologie dell’apparato digerente più frequenti è la dispepsia, meglio conosciuta come cattiva digestione.
La dispepsia è causata da abitudini alimentari scorrette (per esempio assumere cibi difficili da digerire, oppure consumare i pasti in fretta, in piedi, senza dedicare alla pausa pranzo il tempo e l’attenzione necessari) o da disturbi a carico dello stomaco o di altri organi dell’apparato digerente. In caso di dispepsia possono comparire dolori e sensazione di pesantezza allo stomaco, nausea, alito cattivo, mal di testa ecc. 
Per facilitare l’attività digestiva e prevenire la dispepsia è essenziale migliorare le proprie abitudini alimentari, privilegiando pasti leggeri e cucinati in modo semplice, eliminando gli alcolici e il fumo.
Si deve inoltre mangiare lentamente, masticando bene ogni boccone e dedicando quindi al pasto tutto il tempo necessario. Se necessario, per alleviare le difficoltà digestive, possono essere assunti farmaci antiacidi o procinetici. Se la dispepsia è invece il sintomo di una patologia sottostante (per esempio la gastrite o un’infezione da Helicobacter pylori) è bene consultare il medico per valutare la terapia più adatta al singolo caso.

Pirosi gastrica

Tra i disturbi dell’apparato digerente che riguardano lo stomaco è inclusa anche la pirosi gastrica, comunemente nota come bruciore di stomaco.
Si tratta appunto di un’intensa sensazione di bruciore allo stomaco o nella parte superiore del torace (dietro lo sterno) che compare durante e dopo il pasto. Anche in questo caso è utile seguire alcuni semplici accorgimenti per contrastare l’eccessiva produzione di acidi da parte dello stomaco, come preferire i piccoli pasti o ridurre lo stress. Se i disturbi persistono possono essere indicati per esempio farmaci antiacidi o inibitori di pompa protonica.

Indigestione

Un altro disturbo, fastidioso ma non grave, che coinvolge lo stomaco è l’indigestione. Si tratta di un evento acuto causato solitamente da un pasto indigesto e abbondante che sottopone lo stomaco a un lavoro “extra”.
I sintomi tipici sono: mal di testa, pesantezza e crampi allo stomaco, nausea, vomito. Inoltre possono comparire debolezza e difficoltà di concentrazione. Anche in questo caso possono essere utili per esempio farmaci antiacidi oppure procinetici.

Gastrite

La gastrite è un’infiammazione della mucosa che riveste internamente lo stomaco, proteggendolo dall’azione aggressiva dei succhi gastrici.
Chi ne soffre avverte dolore e bruciore nella regione centrale dell’addome, tra l’ombelico e lo sterno, difficoltà digestive, nausea.
La gastrite può essere acuta oppure cronica: nel primo caso i sintomi sono più intensi ma di breve durata, mentre nel secondo la gastrite si sviluppa nel tempo con una sintomatologia più lieve, ma che perdura nel tempo. Tra le cause di entrambe le forme, insieme a una cattiva alimentazione o l’uso prolungato di alcuni farmaci, bisogna ricordare anche l’infezione batterica da Helicobacter pylori
Oltre a eliminare gli alimenti che possono peggiorare l’infiammazione della mucosa gastrica, il medico potrà prevedere una terapia a base per esempio di antiacidi o inibitori di pompa protonica. Nel caso venga accertata un’infezione da H. pylori sarà necessaria anche una specifica terapia antibiotica.

Ulcera

L’ulcera consiste in un’erosione profonda della mucosa dello stomaco (ulcera gastrica) oppure del duodeno (ulcera duodenale).
In entrambi i casi la causa è spesso la presenza del batterio Helicobacter pylori. L’ulcera gastrica può essere causata anche dall’assunzione eccessiva di farmaci o da una gastrite non curata. In caso di ulcera duodenale compaiono bruciore, senso di pesantezza, talvolta nausea e vomito solitamente lontano dai pasti o durante le ore notturne.
I sintomi dell’ulcera gastrica sono simili, ma compaiono di solito subito prima o immediatamente dopo i pasti.  Per la diagnosi è necessaria una gastroscopia (più precisamente una esofagogastroduodenoscopia), mentre la cura prevede solitamente la somministrazione di inibitori di pompa protonica associati eventualmente a gastroprotettori. Come già detto, per le forme causate da H. pylori si ricorre a farmaci specifici per eradicare il batterio, dietro prescrizione medica.

Epatiti

Può essere compresa tra le patologie digestive anche l’epatite, anzi le epatiti, malattie che coinvolgono il fegato. Questo organo voluminoso svolge funzioni vitali: per esempio, partecipa al metabolismo dei nutrienti ed elimina le sostanze di scarto dell’organismo.
Le epatiti possono essere causate da reazioni anomale del sistema immunitario, abuso di alcol o farmaci, ma nella maggior parte dei casi a provocarle sono i virus dell’epatite A, B, C, D ed E. Possono raramente essere responsabili di un’epatite anche altri virus, come il citomegalovirus o l’herpesvirus. Le epatiti croniche non sempre danno sintomi, mentre quelle acute causano nausea, malessere, affaticamento, dolori addominali, prurito e ittero (ovvero la colorazione gialla di pelle e occhi). Per evitare di contrarre l’epatite virale vanno osservate alcune norme igienico-sanitarie e è necessario prestare attenzione nelle abitudini sessuali. Contro i virus A e B sono disponibili vaccini, mentre per l’epatite C gli esperti sono al lavoro per individuarne uno efficace. Per controllare le infezioni pregresse possono essere utilizzati farmaci antivirali.

Pancreatite

La pancreatite è un processo infiammatorio che interessa il pancreas, grossa ghiandola che produce enzimi digestivi, oltre che l’insulina.
La pancreatite è causata spesso da un calcolo biliare che blocca il canale escretore del succo pancreatico: gli enzimi digestivi si accumulano così nei dotti ed entrano in contatto con le cellule del pancreas stesso, danneggiandone la funzionalità. A volte la pancreatite è provocata da abuso di alcol, infezioni batteriche o da altre malattie come ulcera dello stomaco e del duodeno. Se si soffre di pancreatite acuta, il dolore è continuo e si presenta come una fitta acutissima alla bocca dello stomaco, con nausea e vomito.
Nella forma cronica il dolore è intermittente con gonfiore addominale, problemi digestivi, diarrea, calo di peso, ittero.
La diagnosi avviene mediante un’ecografia addominale e il dosaggio degli enzimi pancreatici. Per eliminare l’ostruzione del calcolo biliare è necessario l’intervento chirurgico. Vanno poi eliminati gli alcolici e si deve seguire una dieta corretta, senza troppi grassi.

Colon irritabile

L’intestino è un lungo canale che completa la digestione e assicura l’assorbimento delle sostanze nutritive e l’eliminazione dei prodotti di scarto attraverso le feci. Può risentire di abitudini alimentari scorrette e di diverse patologie, oltre che dello stress psicofisico. L’intestino è infatti in comunicazione con il sistema nervoso ed è considerato una sorta di “secondo cervello”.
Tra i disturbi intestinali più frequenti rientra anche la sindrome del colon irritabile, che colpisce in particolare le donne e causa dolore addominale, gonfiore, alternanza di diarrea e stitichezza. Le cause non sono state ancora identificate con esattezza, ma si pensa che possano concorrere più fattori, tra cui anche un’alterazione della composizione della flora (o microbiota) intestinale.
Oltre alla terapia farmacologica eventualmente prescritta dal medico, è molto utile per alleviare i sintomi del colon irritabile anche seguire un apposito regime dietetico, come per esempio la dieta FODMAP che prevede di evitare o quantomeno limitare il consumo di alcuni alimenti che contengono particolari carboidrati che possono scatenare i disturbi intestinali.

Diarrea

La diarrea parte dei disturbi dell’apparato digerente, anche se più che una malattia è il sintomo di diverse condizioni, come per esempio infezioni virali o batteriche, sindrome del colon irritabile, celiachia ecc.
Si parla di diarrea quando si evacua almeno tre volte al giorno e le feci hanno consistenza alterata (liquida o semiliquida).
Per alleviare il disturbo è opportuno seguire una dieta leggera, priva di grassi, proteine animali e fibre, assumendo molti liquidi (o apposite soluzioni reidratanti) per reintegrare quelli persi. La disidratazione è infatti una delle possibili complicanze della diarrea, da non sottovalutare soprattutto nella diarrea nei bambini e negli anziani.
In caso di diarrea, può essere utile anche assumere probiotici per riequilibrare la flora intestinale, la cui composizione può risultare alterata per esempio in seguito a un trattamento antibiotico, spesso associato proprio alla comparsa di diarrea. In questo caso, è indicata l’assunzione di probiotici contenenti batteri “antibiotico-resistenti”, ovvero in grado di sopravvivere a un determinato antibiotico o a più antibiotici contemporaneamente.

Fonti

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Ultimo aggiornamento:19-03-2021

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