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Che cos'è la melanina, a cosa serve e quali sono le patologie connesse
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La melanina, dal greco “melas” (nero-scuro) è un pigmento naturale dei peli e della cute, prodotto dai melanociti (delle cellule localizzate nello strato basale dell’epidermide) e derivato da un aminoacido, la tirosina. La melanina ha una funzione fondamentale nella melanogenesi, il processo che permette di abbronzarci; l’esposizione ai raggi ultravioletti dà infatti origine alla sintesi e all’accumulo di melanina nella nostra pelle. È in questo modo che il nostro corpo si difende dai raggi UV e mitiga il loro impatto sull’epidermide.

I tre tipi di melanina
Esistono tre tipi di melanina:

  • L'eumelanina: presente nei capelli grigi, neri, biondi e marroni. Ci sono due tipi diversi di eumelanina (nera e marrone), e si distinguono tra loro per il modo che hanno di formare legami chimici complessi. Piccole quantità di eumelanina nera sono responsabili dei capelli grigi, mentre una piccola quantità di eumelanina marrone rende i capelli biondi.
  • La feomelanina: si trova sia nella pelle che nei capelli, indipendentemente dal colore della pelle dell’individuo. La sua concentrazione è maggiore nelle donne rispetto agli uomini e dà origine a un colore che va dal rosa al rosso; si trova quindi in grandi quantità nei soggetti con i capelli rossi ed è molto concentrata nelle mucose.
  • La neuromelanina: è una sostanza scura, presente in quattro diversi nuclei del cervello che sviluppano la pigmentazione nel corso della crescita dell’individuo. Il carattere funzionale della neuromelanina non è però del tutto noto.

Patologie da depigmentazione (mancanza di melanina)
In questa categoria di patologie troviamo in particolare:

  • L’albinismo, dove, per una serie di mutazioni genetiche riguardanti il processo di produzione di melanina, i melanociti o sono completamente assenti, o non sono in grado di produrre melanina a livello di cute, capelli e occhi (albinismo oculocutaneo). Per questo motivo una persona affetta da albinismo ha la pelle e i capelli chiarissimi, occhi privi di pigmento a livello dell’iride e del bulbo oculare.
  • La vitiligine: nonostante interessi meno dell’1% della popolazione mondiale, è una patologia fastidiosa; dà infatti origine a un fenomeno di depigmentazione in alcune zone della pelle.
    La sua causa è ancora sconosciuta, ma si ipotizzano legami con malattie autoimmuni, genetiche, neurologiche o virali. L’individuo affetto da vitiligine presenta una pelle a chiazze, generalmente poco numerose e localizzate simmetricamente nelle zone dette periofiziali (viso, ascelle, genitali e arti).

Patologie da iperpigmentazione
Le malattie più fastidiose e diffuse riconducibili a questa categoria sono:

  • Il melasma (pelle scura): caratterizzato da macule o chiazze di colore bruno o marrone, che coinvolgono bilateralmente viso, tempie e fronte.
  • Il cloasma: un’ipercolorazione cutanea dovuta a cause ormonali, presente solitamente in gravidanza.
  • Le “macchie” senili (“solar lentigo”): lesioni di colore scuro della pelle dovute all’età e all’esposizione solare, che vanno dal marrone chiaro al nero, localizzate sulle aree cutanee esposte al sole, in particolare mani, viso, spalle, braccia, avambracci e sul cranio, specie se presente calvizie.
  • Le efelidi: piccole macchie cutanee, di colore marrone chiaro, che si formano sulla cute esposta al sole.
  • Il melanoma: un tumore cutaneo maligno che ha origine dai melanociti, caratterizzato da una lesione cutanea scura, ovvero una neoformazione talvolta rilevata sul piano cutaneo . I parametri da tenere sotto controllo per capire se la lesione è fortemente sospetta o meno, sono l’asimmetria della lesione stessa, l’irregolarità dei bordi, il colore (spesso nero, rosso, bruno o viola), la dimensione superiore ai 7 mm e l’evoluzione nel tempo della lesione presente sulla pelle; se tende a modificarsi nel colore, nella forma e nella dimensione è da ritenersi ad alto rischio ed è necessario consultare un medico in tempi rapidi.

La pelle si protegge anche con l’alimentazione
Adottando alcuni accorgimenti è però possibile migliorare la salute della pelle e proteggerla dalle radiazioni UV, migliorando al massimo la funzione della melanina. Secondo alcuni studi, negli adulti una quantità di 1000UI di vitamina D, equivalente a 4 gocce al giorno, assunta con l’alimentazione o sotto forma di integratore alimentare, può aiutare a proteggere la pelle dai raggi UV.
Anche la classica dieta mediterranea, per la ricchezza di vitamine, antiossidanti, minerali, acidi grassi omega 3 e 6, è una valida alleata contro il photoaging, l’invecchiamento cutaneo, dovuto all’esposizione solare. In particolar modo, gli antiossidanti più efficaci sono i carotenoidi e la vitamina C, contenuti in agrumi, peperoni, kiwi, fragole, melone, cavoli e cavolfiori. L’ultimo, ma fondamentale suggerimento, è quello di utilizzare prodotti ad alta protezione cutanea ed esporsi al sole gradualmente, soprattutto se non si è abituati.

 

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