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I dolori mestruali: perché compaiono e come alleviarli
I dolori che accompagnano i primi giorni delle mestruazioni sono un problema molto diffuso tra la popolazione femminile: vengono definiti con il termine “dismenorrea” e di solito sono particolarmente frequenti durante l’adolescenza, una fascia di età in cui si stima che la loro presenza raggiunga la massima prevalenza, ma possono perdurare o comparire anche nelle donne adulte. Molto spesso, il dolore si manifesta fin dalle prime mestruazioni, per poi scomparire o attenuarsi dopo la prima gravidanza.

Quali sono i dolori mestruali?

I dolori mestruali sono caratterizzati da un dolore al basso addome, talora molto intenso, che a volte può essere accompagnato da malessere generalizzato e da nausea, vomito, diarrea, cefalea e mal di schiena. Spesso dunque può accadere che la donna che soffre di dismenorrea resti a casa da scuola o dal lavoro per qualche giorno in concomitanza dell’inizio del ciclo mestruale.
Dal punto di vista medico, si distinguono due tipi di dismenorrea:

  • dismenorrea primaria: quando i dolori mestruali non sono associati ad alcuna malattia, sono solitamente avvertiti appena prima o all’inizio del ciclo mestruale e si risolvono in 24-48 ore;
  • dismenorrea secondaria: quando i dolori mestruali sono la conseguenza di una malattia ginecologica, come ad esempio endometriosi, adenomiosi, fibromi uterini, oppure di una malattia non ginecologica (sindrome dell’intestino irritabile, infezioni delle vie urinarie, coliche renali o biliari). In questo caso, il dolore non è circoscritto al periodo premestruale, ma può comparire anche a distanza di questi o prolungarsi per tempi superiori.

Perché compaiono i dolori mestruali

La dismenorrea primaria è collegata ai cambiamenti fisiologici dei livelli ormonali che si instaurano durante i cicli ovulatori, soprattutto al rilascio di prostaglandine (PG) dalle cellule della parete dell’utero: più sono alti i livelli di PG, maggiore è il dolore durante le mestruazioni.
Questo perché le PG stimolano:

  • le contrazioni della muscolatura uterina,
  • il distacco fisiologico delle cellule che compongono la parete interna dell’utero;
  • l’emorragia che caratterizza le mestruazioni;
  • e numerosi altri eventi che si correlano ai cambiamenti tipici del ciclo mestruale.

Le prostaglandine agiscono anche sulle ovaie, sullo stomaco, sull’intestino e sui vasi sanguigni: per questo motivo, insieme ai dolori al basso addome, possono comparire altri sintomi di accompagnamento, come:

Sono stati identificati anche numerosi fattori di rischio, come l’età di comparsa delle prime mestruazioni, la durata, il sovrappeso, il fumo, lo stress o una storia familiare positiva (madre che ha sofferto di dismenorrea primaria): modificando, per quanto possibile, questi fattori di rischio, si può ridurre il dolore.
Nella dismenorrea secondaria, invece, il dolore è il risultato di un’altra malattia già presente e si manifesta anche durante le mestruazioni, ma non solo: la scomparsa del dolore è in funzione della possibilità di risolvere la malattia primaria.

Come intervenire sui dolori mestruali?

Il controllo dei dolori mestruali si può basare su una terapia farmacologica, da definire insieme al medico di base o al ginecologo, o su accorgimenti non farmacologici finalizzati a modificare lo stile di vita e le abitudini alimentari, ad esempio:

  • praticare regolarmente un’attività aerobica: fare passeggiate a piedi o andare in bicicletta, fare jogging o nuotare aiuta a combattere la dismenorrea e permette di scaricare tensione e nervosismo, che sono particolarmente accentuati nel periodo premestruale. Lo sport favorisce anche il rilascio di endorfine, che agiscono come antidolorifici naturali e migliorano l’umore;
  • curare l’alimentazione: una dieta povera di grassi e ricca di fibre può essere un valido aiuto per cercare di limitare la sintomatologia dolorosa;
  • non fumare o smettere di fumare: può ridurre la comparsa di dolori perché il fumo è un importante fattore di rischio;
  • limitare il sovrappeso: l’eccesso di peso rappresenta un fattore di rischio per la comparsa di dismenorrea primaria, pertanto un controllo del peso può aiutare a ridurre il dolore;
  • controllare lo stress: tecniche di rilassamento come lo yoga possono aiutare a migliorare la sintomatologia dolorosa perché favoriscono il rilassamento della muscolatura.
Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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