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Microbioma: la ricerca apre nuove vie per curare le malattie

Gli studi sul microbioma potrebbero portare a importanti passi in avanti nella terapia dei disturbi. Ricercatori e clinici in questi anni hanno moltiplicato i loro sforzi per capire come rispondere ai tanti quesiti ancora aperti in ambito medico, applicando nuove conoscenze al campo della salute. Una di queste è il sequenziamento del microbioma, utile per comprendere che ruolo hanno comunità microbiche complesse nel benessere del corpo umano. Conoscere il microbioma ci potrebbe permettere di contrastare meglio alcune delle più note patologie quali obesità, diabete di tipo 2, depressione, malattie autoimmuni e cardiovascolari.

Cos’è il microbioma
Il microbioma è la somma di tutti i microrganismi che vivono stabilmente in simbiosi con l’uomo (simbionti) e di tutti i loro geni. Diverso, anche se spesso li si confonde, è il microbiota, la cosiddetta flora batterica, con cui si indicano i microrganismi in sé, senza considerarne la componente genetica. Il sequenziamento del microbioma, attraverso la ricerca su alcuni geni, permette di avere un quadro della composizione del microbioma stesso, in termini di tipologia di batteri presenti e loro numerosità.

Il ruolo del microbioma nella risposta immunitaria
I nostri batteri simbionti costituiscono la migliore protezione possibile contro l’attacco da parte degli agenti patogeni. Quando la nostra flora batterica si altera, questo disequilibrio può sfociare in una serie di malattie. A oggi sono sempre più numerosi gli studi che sottolineano il probabile nesso causale tra microbioma e diversi aspetti legati alla salute. Soprattutto si è visto che il microbioma ha un ruolo importante nella risposta immunitaria. Diverse malattie di presunta origine autoimmune, per esempio, sono associate alla presenza di determinate varietà batteriche presenti nell’intestino o sulla cute dei pazienti. Tra queste, le patologie infiammatorie intestinali, le dermatiti atopiche, la psoriasi, l’acne, alcune malattie febbrili dei bambini, le infezioni micotiche dei genitali femminili, alcune infezioni dell’apparato urinario maschile, il morbo di Crohn e perfino alcuni sottotipi di autismo infantile.

Dall’umore all’aumento ponderale: alcuni studi sul microbioma
Tra i tanti studi scientifici compiuti sul microbioma negli ultimi anni, alcuni in particolare hanno dato origine a ipotesi interessanti. Uno di questi si focalizza sulle sue correlazioni con l’eccessivo aumento ponderale: un team di ricercatori americani che si interessano di obesità ha dimostrato che è possibile far diventare permanentemente obesi dei topi cresciuti in ambiente sterile, dopo che nel loro intestino sia stata trapiantata la flora batterica prelevata da un individuo umano obeso. Un ulteriore studio ha dimostrato che ciò dipende dal fatto che la flora batterica di un individuo obeso influisce sia sull’appetito, accrescendolo in modo esponenziale, sia sull’utilizzo delle calorie presenti negli alimenti, che si depositano maggiormente nel tessuto adiposo, anziché dirigersi verso l’utilizzo energetico immediato. Il microbioma pare inoltre influire anche sull’umore. Una ricerca ha infatti dimostrato che è possibile rendere ansiosi dei topi trapiantando nel loro intestino la flora batterica prelevata da topi nei quali è stato indotto sperimentalmente uno stato di ansia.

Una porta aperta sul futuro
Sul microbioma esistono dunque molti studi interessanti, che fanno sperare di trovarsi di fronte a una scoperta importante, anche se saranno necessarie molte ricerche per arrivare a comprendere fino in fondo le sue potenziali applicazioni. Fondamentale quindi, per prima cosa, è sequenziare il microbioma e, successivamente, comprendere il funzionamento dei geni per capire in quali meccanismi fisiologici sono implicati. Va sottolineato infatti che vi sono molti fattori che influiscono sul microbioma: l’età del soggetto, il tipo di dieta seguita, l’eventuale convivenza con animali, il fatto di fumare o assumere alcolici, i luoghi in cui una persona è cresciuta e perfino il modo in cui è nata. Non è ancora possibile fare correlazioni precise tra tutti questi fattori, ma si spera che presto gli studiosi saranno in grado di arrivare a risultati concreti. Si è notato inoltre che il microbioma di ogni essere umano funziona in maniera peculiare: esistono infatti differenze anche pronunciate negli assemblaggi batterici e nei pool di geni funzionali tra diverse persone. Queste caratteristiche distintive sono evidenti già nella prima infanzia e nell'età adulta. Sarà dunque importante considerare il microbioma nella valutazione dello sviluppo umano, dei bisogni nutrizionali, delle variazioni fisiologiche e dell'impatto dell'occidentalizzazione.

Ultimo aggiornamento 11-10-2019

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