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Il morbillo: cause, sintomi e rimedi

Il morbillo è una malattia causata da un virus che si presenta con febbre, congiuntivite, malessere generale e con un caratteristico esantema, cioè la presenza di piccole macchioline sulla pelle che si diffondono in genere prima sul volto e poi al resto del corpo.  Si tratta di una malattia che colpisce principalmente i bambini. In genere guarisce da sola, senza lasciare conseguenze, ma in alcuni casi può provocare complicazioni anche molto gravi, che possono portare raramente anche alla morte.

Quali sono le cause del morbillo?

Il morbillo è causato da un virus chiamato Morbillivirus, che fa parte della famiglia dei Paramyxovirus. Può colpire esclusivamente l’uomo, ed è considerato uno di quelli che può trasmettersi con maggiore facilità. Quando il virus viene a contatto con le mucose delle alte vie aeree o, in alcuni casi, delle congiuntive, può invadere l’organismo passando attraverso il flusso sanguigno. Dopo qualche giorno di latenza, il virus invade nuovamente il flusso sanguigno per poi replicarsi principalmente sulla cute, sulle mucose del tratto respiratorio e delle congiuntive. Questa attività del virus è ciò che causa i sintomi della malattia.

Come si viene contagiati dal morbillo

Come abbiamo visto, il morbillo è una malattia altamente contagiosa. Il virus può diffondersi da una persona infetta attraverso l’aria o attraverso le particelle di saliva che vengono emesse con la tosse o con gli starnuti. Il momento di massima contagiosità si ha poco prima della comparsa dei sintomi, e dura sino a tre o quattro giorni dopo la comparsa dell’esantema. Se si entra in contatto con una persona che ha il morbillo, la probabilità di contrarre l’infezione, se non si è vaccinati o se non è già avuta la malattia, è di oltre il 90%. I sintomi compaiono in genere dopo una o due settimane dal momento del contagio.

I sintomi del morbillo

Il morbillo è contraddistinto dalla comparsa della caratteristica eruzione cutanea. La comparsa dell’esantema è anticipata da alcuni sintomi quali tosse, congestione nasale, congiuntivite e sensibilità alla luce. La febbre è in genere progressivamente ingravescente e molto alta, raggiungendo spesso i 40 °C. L’esantema compare dopo 2-4 giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Inizialmente si tratta di piccole macchie rossastre sul volto e sul collo, che poi si diffondono nei successivi 2-3 giorni su tutto il corpo, colpendo maggiormente il volto e il tronco. L’esantema è spesso accompagnato da profondo malessere e, in alcuni casi, dalla comparsa di alcune caratteristiche macchiette biancastre che appaiono sul palato, chiamate macchie di Koplik. L’esantema dura dai 2 ai 7 giorni, con progressivo miglioramento dei sintomi e delle condizioni generali. La tosse può persistere per diversi giorni.

Le complicanze del morbillo

Nella maggior parte dei casi, il morbillo guarisce da solo senza lasciare conseguenze. La guarigione crea una memoria immunitaria che protegge il bambino dalla malattia per il resto della sua vita.
Questa infezione, tuttavia, può portare in alcuni casi a complicazioni anche molto gravi. Secondo l’OMS, nel 2017 circa 110.000 persone sono morte a causa del morbillo (in genere bambini sotto i 5 anni di età) a livello globale.
Le complicanze più frequenti riguardano infezioni alle orecchie, polmoniti, diarrea severa con disidratazione anche grave, cecità ed encefalite, ma i problemi insorti dopo l’infezione sono numerosi e possono colpire diversi organi. Una delle complicazioni più temibili e la cosiddetta panencefalite subacuta sclerosante, che colpisce una persona su centomila e che lascia sequele neurologiche molto gravi in chi sopravvive. Si stima che da una a tre persone ogni mille che contraggono la malattia muoia a causa del morbillo.

Quali sono i rimedi per il morbillo?

Non esiste una medicina specifica per il morbillo: il trattamento, pertanto, è rivolto a ridurre i sintomi, come la febbre e il malessere generale, e a favorire l’idratazione. La somministrazione di alte dosi di vitamina A è generalmente raccomandata in bambini con carenza di questa vitamina, anche se recentemente la somministrazione è stata raccomandata per tutti i bambini con morbillo. In caso di complicanze, la terapia viene decisa dal medico in base al tipo di problematica presentata. In questo caso, in genere, è indicato il trattamento in ambito ospedaliero.

La prevenzione rimane l’arma più efficace per ridurre la possibilità di contrarre il morbillo e di conseguenza il rischio di andare incontro alle complicazioni più gravi della malattia.
Le normali precauzioni igieniche, quali il lavaggio delle mani, possono essere utili, ma trattandosi di malattia che può diffondersi per via aerea è necessario evitare il contatto con chi ha l’infezione. Il fatto che la malattia sia contagiosa già prima della comparsa del caratteristico esantema, tuttavia, rende difficile questo tipo di misura precauzionale. Il vaccino dunque rimane l’arma più potente per combattere il morbillo.
Il vaccino è costituito dal virus del morbillo vivo, ma inattivato, cioè privato delle armi con le quali il germe è in grado di provocare la malattia. In genere, è sufficiente una sola dose del vaccino per avere immunità per tutta la vita. Il vaccino viene somministrato in Italia tra il tredicesimo e il quindicesimo mese di vita, insieme al vaccino per la rosolia, per la parotite e per la varicella (detto anche MPRV). Una seconda dose di vaccino è comunque raccomandata a sei anni, per garantire una protezione prossima al 100%. Quella per il morbillo è una delle vaccinazioni obbligatorie, per cui tutti i soggetti in età 0-16 anni devono essere in regola con il calendario vaccinale.
Numerosissimi studi condotti negli ultimi anni hanno dimostrato che il vaccino è sicuro e che gli effetti collaterali – possibili come per ogni farmaco o per ogni vaccino – sono generalmente di lieve entità e, quando presenti, tendono a risolversi spontaneamente.
Come per altri vaccini costituiti da virus vivo, questo vaccino non può essere somministrato ad alcune categorie di persone, come coloro che presentano un deficit delle difese immunitarie, o a chi sta facendo terapia con farmaci come immunosoppressori o antitumorali.
Per questa ragione, è importante che un’elevata percentuale della popolazione sia vaccinata, in modo da evitare la circolazione del virus, contribuendo a proteggere anche chi non può essere vaccinato per questa malattia.

Fonti

Ultimo aggiornamento:14-12-2020

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