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Osteoporosi: cause, diagnosi e prevenzione
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L’osteoporosi è una malattia che causa una progressiva riduzione quantitativa della massa ossea, rendendo le ossa più fragili e aumentando il rischio di frattura.

Le donne sono le più colpite
Secondo le stime riportate nella rassegna Linee guide ed evidenze scientifiche in Medicina Fisica e Riabilitativa, in Italia oggi soffrono di osteoporosi circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini. Nella forma primitiva, infatti, la riduzione di massa ossea si verifica più frequentemente nelle donne dopo la menopausa, ma può insorgere, anche se con minore frequenza, in età giovanile o in individui di sesso maschile. Inoltre, alcune terapie farmacologiche, come ad esempio quelle a base di corticosteroidi, possono determinare una perdita di massa ossea, causando la cosiddetta osteoporosi secondaria.

Quali sono le sedi più colpite da osteoporosi?
Le strutture anatomiche più colpite sono le vertebre, in particolar modo il corpo vertebrale, il femore, l’omero e la porzione distale del radio. Spesso le fratture da fragilità sono determinate da cadute accidentali o traumi anche lievi.

Gli squilibri ormonali sono i principali fattori di rischio per l’osteoporosi
Il principale fattore di rischio per l’osteoporosi nelle donne è la riduzione della produzione di ormoni estrogeni dopo la menopausa. Lo squilibrio ormonale determina un incremento della perdita di massa ossea, rendendo l’osso più fragile e rallentandone la formazione. L’osteoporosi però non è un problema che colpisce solamente le donne; per questo è sempre opportuno valutare anche altri fattori di rischio: l’età, la familiarità per le fratture o le fratture pregresse, gli squilibri ormonali (come l’iperparatiroidismo o l’ipogonadismo), il ridotto peso corporeo o il malassorbimento delle sostanze nutritive.

Come fare la diagnosi di osteoporosi? Calcolando Z-score e T-score
Le Linee Guida intersocietarie sulla gestione dell’osteoporosi e delle fratture da fragilità evidenziano l’importanza dell’anamnesi per identificare i fattori di rischio ed eventuali patologie concomitanti. L’esame obiettivo consente, invece, di rilevare atteggiamenti posturali che potrebbero essere determinati da fratture vertebrali (cedimenti). Nel sospetto di una frattura da fragilità è generalmente consigliato eseguire una radiografia. Per la diagnosi di osteoporosi è opportuno eseguire esami del sangue mirati ed effettuare una stima della densità dell’osso con la mineralometria ossea computerizzata (MOC), tramite la densitometria a raggi X. Questo esame consente di stimare la concentrazione di sali minerali nelle parti di colonna vertebrale lombare o del femore esaminate, confrontandola con la massa ossea media degli adulti sani dello stesso sesso. Il valore ottenuto dall’esame è chiamato T-score e indica quanto il risultato si sia allontanato da quello ottenuto da soggetti sani dello stesso sesso di circa 25-30 anni di età. T-score compresi tra +2.5 e -1.0 evidenziano un’iniziale riduzione della massa ossea (osteopenia), mentre valori uguali o inferiori a -2.5 indicano la presenza di osteoporosi. Un confronto analogo può essere eseguito paragonando i risultati ottenuti dal paziente con quelli conseguiti da suoi coetanei del suo stesso sesso. In questo caso il risultato è definito Z-score. In presenza dei fattori di rischio è opportuno ripetere questi esami per monitorare la mineralizzazione ossea, in particolare nelle sue variazioni durante l’invecchiamento.

Prevenire l’osteoporosi
Per la prevenzione della malattia e delle fratture è necessario correggere i fattori di rischio come il fumo, la cattiva alimentazione o l’abuso di alcol. Un corretto approccio nutrizionale, con un adeguato apporto di calcio e vitamina D conserva la massa ossea negli adulti, rallentandone la riduzione durante l’invecchiamento. È possibile incrementare l’apporto di calcio con alcuni alimenti come il latte e i derivati, le mandorle, i legumi e alcune verdure (come gli spinaci, le rape o il cavolo). Non bisogna dimenticare, infine, che una vita sedentaria e il ridotto movimento, anche per brevi periodi, possono ridurre la massa ossea. Il movimento e l’esercizio fisico sono quindi fondamentali nella prevenzione non farmacologica dell’osteoporosi.

Fonti

Ultimo aggiornamento 18-10-2019
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