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Pirosi retrosternale: cause, sintomi e trattamenti

La pirosi retrosternale è un bruciore fastidioso, percepito dietro lo sterno, che può irradiarsi fino alla gola. È molto frequente ed è causata soprattutto dal reflusso gastroesofageo, vale a dire dalla risalita dei succhi gastrici verso la gola che lesionano la mucosa esofagea. Ma la pirosi può rivelarsi anche in assenza di lesioni alla mucosa e può essere causata anche da altre condizioni, come la gastrite e la dispepsia; può infine insorgere anche in seguito all’assunzione di particolari alimenti o a causa di stress e ansia. Vediamo nel dettaglio come individuare e curare questo disturbo.

Che cos’è la pirosi retrosternale?

La pirosi è una fastidiosa sensazione di bruciore o dolore che si avverte nella parte posteriore dello sterno e che può irradiarsi fino alla gola, dando una sensazione di acidità in bocca. A volte, il dolore percepito è talmente forte da essere scambiato per un attacco di angina pectoris, cioè un senso di costrizione al petto dovuto alla diminuzione temporanea del flusso di sangue alle cellule del muscolo cardiaco, che spesso precedere l’infarto.

Come si manifesta la pirosi retrosternale?

La pirosi può manifestarsi in qualsiasi momento, ma insorge soprattutto dopo i pasti. Si può associare alla dispepsia (difficoltà di digestione) ed essere accompagnata da nausea e rigurgiti. È molto frequente nel reflusso gastroesofageo, a causa del quale il contenuto dello stomaco, per la cattiva tenuta dello sfintere esofageo inferiore, risale nell’esofago, infiammandone la mucosa e provocando la pirosi.
Il bruciore retrosternale può comparire anche di notte e disturbare il sonno, perché la posizione supina favorisce la risalita dei succhi gastrici nell’esofago; può però manifestarsi anche in seguito a particolari movimenti del tronco, come il semplice atto di allacciarsi le scarpe.
Secondo uno studio realizzato dall’Università di Reykjavik, in Islanda, e pubblicato sul World Journal of Gastroenterology, la pirosi retrosternale (in inglese, heartburn) non solo è molto frequente, ma può peggiorare in modo significativo la qualità della vita di chi ne soffre. La ricerca ha preso in considerazione anche l’indice di massa corporea dei soggetti, che analizza il rapporto tra peso e altezza per definire l’eventuale sovrappeso del paziente. 

Le principali cause della pirosi retrosternale

Come detto, il bruciore retrosternale può insorgere come sintomo di determinati disturbi o in seguito a stili di vita scorretti.
Le principali cause patologiche che possono causare pirosi sono:

  • il reflusso gastroesofageo, ovvero la risalita dei succhi gastrici lungo l’esofago che lesionano la mucosa esofagea;
  • lo spasmo esofageo, l’improvvisa dilatazione e contrazione dello sfintere esofageo inferiore;
  • la gastrite, l’infiammazione delle pareti dello stomaco;
  • la dispepsia, la difficoltà a digerire;
  • l’ulcera, la lesione della mucosa che ricopre l’apparato digerente.

Anche lo stile di vita incide sulla formazione di questo disturbo, in particolare:

  • fumo, alcol e eccessive quantità di caffè e cioccolato possono limitare la funzionalità e la tonicità dello sfintere esofageo inferiore, provocando la risalita dei succhi gastrici;
  • bevande gassate e alimenti come cipolle, salse piccanti, pomodori, agrumi e cibi particolarmente speziati e grassi possono favorire l’acidità e il riversamento del contenuto gastrico nell’esofago;
  • fare sport, oppure sdraiarsi subito dopo aver mangiato, non facilita la digestione;
  • stress, ansia e depressione possono essere fattori scatenanti.

La pirosi può insorgere anche durante la gravidanza, a causa della crescita dell’utero e degli ormoni prodotti dalla placenta, che rilassano la muscolatura liscia per evitare eccessive contrazioni uterine, compresa la muscolatura liscia dell’esofago, consentendo così la risalita dei succhi gastrici. Anche la dimensione dell’utero incide: crescendo, infatti, l’utero si fa spazio nel corpo della donna, premendo sullo stomaco e rendendo un po’ più difficoltosa la chiusura dello sfintere esofageo inferiore.

Pirosi retrosternale: i rimedi

Il bruciore retrosternale può essere trattato con la somministrazione di farmaci antiacidi o inibitori di pompa protonica che limitano l’acidità gastrica: questi verranno consigliati principalmente dal medico. Ma prima di arrivare al farmaco, si può intervenire migliorando l’alimentazione e gli stili di vita.

Per alleviare la pirosi, può essere utile:

  • assumere pasti leggeri (non grassi) a base di alimenti facilmente digeribili;
  • eliminare il caffè, le bevande gassate e quelle alcoliche, i succhi di frutta, l’aglio e la cipolla;
  • cucinare in modo leggero, prediligendo cotture alla piastra, al forno o al vapore ed evitare le fritture;
  • masticare lentamente;
  • bere acqua regolarmente;
  • fare attività fisica, lontano dai pasti;
  • evitare di sdraiarsi subito dopo aver mangiato.

Visto che la pirosi insorge spesso anche di notte, è meglio non dormire completamente sdraiati: può essere utile rialzare la parte superiore del letto o utilizzare un paio di cuscini in più.

Se la correzione di stile di vita e alimentazione non dovesse bastare, si può optare per i farmaci inibitori di pompa protonica o per gli antiacidi: una volta ingerite, queste sostanze si mescolano con l’acido cloridrico presente nello stomaco, limitando gli effetti corrosivi sulle mucose dell’apparato digerente.

Fonti

  • Badillo, R., Diagnosis and treatment of gastroesophageal reflux disease., World Journal of Gastrointestinal Pharmacology and Therapeutics, volume 5, issue 3, page 105, 2014.

    https://doi.org/10.4292/wjgpt.v5.i3.105
  • Mosca, F., Rossillo, V., Leone, C. A., Manifestations of gastro-pharyngo-laryngeal reflux disease., Acta Otorhinolaryngologica Italica : Organo Ufficiale Della Societa Italiana Di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale, volume 26, issue 5, pages 247–251, 2006.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17345926
  • Olafsdottir, L. B., et al., Natural history of heartburn: A 10-year population-based study., World Journal of Gastroenterology, volume 17, issue 5, pages 639–645, 2011. 

    https://doi.org/10.3748/wjg.v17.i5.639
Ultimo aggiornamento:20-04-2020

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