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Il polline d'api: benefici e reazioni allergiche

Il polline d’api non è altro che il polline dei fiori trasportato dalle api operaie, dette "bottinatrici", e al suo interno può contenere il nettare e la saliva dell’insetto ‘trasportatore’, presenta innumerevoli proprietà che possono portare tanti benefici a coloro che lo utilizzano come alimento complementare nella loro dieta.

Le proprietà del polline d’api e i benefici per l’organismo

Il polline d’api svolge numerose azioni per l’organismo, tra queste:

  • ha una azione antiossidante: poiché contrasta i radicali liberi, prodotti di scarto del nostro organismo che, quando si accumulano, possono accelerare l’invecchiamento cellulare o scatenare reazioni che in casi estremi favoriscono anomalie cellulari predisponenti allo sviluppo di neoplasie; 
  • è uno stimolante del metabolismo e un ottimo integratore alimentare per migliorare le prestazioni sportive: riduce, se associato a un’alimentazione sana, le probabilità di ingrassare; 
  • rafforza il sistema immunitario: riduce il rischio di ammalarsi soprattutto durante il periodo invernale;
  • è una fonte multivitaminica: poiché ricco di varie vitamine, eccetto F e B4 (o adenina);
  • è ricco di sali minerali, quali ad esempio fosforo, potassio, magnesio, silicio;
  • riduce il livello del cosiddetto colesterolo cattivo (colesterolo LDL) nel circolo sanguigno, che accumulandosi può favorire l’insorgenza di malattie cardiovascolari;
  • ha effetto antinfiammatorio e può essere di ausilio nel combattere lo stadio infiammatorio persistente nei soggetti predisposti, come ad esempio i malati cronici di patologie cardiovascolari, gli obesi oppure coloro che soffrono di reumatismi osteoarticolari.

Il polline d’api può causare reazioni allergiche?

Il polline d’api, nei soggetti predisposti, può scatenare dei sintomi riconducibili all’allergia. Tali sintomi si possono manifestare dopo l’ingestione oppure in seguito al suo contatto con le mucose oculari o del cavo oro-faringeo. I sintomi di allergia al polline d’api che di solito possiamo riscontrare sono:

  • rinite allergica: prurito, starnuti e secrezioni nasali che si manifestano senza una causa apparente di infezione virale e/o batterica;
  • congiuntivite allergica: prurito, rossore, lacrimazione oculare incontrollata;
  • asma allergica: tosse stizzosa, difficoltà respiratorie associate a broncospasmo;
  • sintomi gastrointestinali: vomito, nausea, diarrea, crampi gastrici e/o addominali in seguito all’ingestione del polline d’api.

Come si arriva a una diagnosi di allergia al polline d’api?

Quando una persona sospetta un’allergia al polline d’api, è opportuno che si rechi dal proprio medico curante oppure da uno specialista in allergologia, che consiglierà una serie di esami ematici necessari per la diagnosi dell’allergia. 

Tali test comprendono:

  • Prick test: test cutaneo di inoculazione con una lancetta di un allergene diluito nell’epidermide della superficie flessoria dell’avambraccio, si osserva la comparsa eventuale di pomfi o eczemi allergici;
  • Intradermoreazione;
  • RAST test: dosaggio nel sangue delle IgE specificamente prodotte verso un allergene;
  • Prist test: dosaggio di IgE totali nel sangue tramite un prelievo;
  • Patch test (detto anche test epicutaneo): sul dorso si applicano dischetti contenenti potenziali allergeni diluiti e si osserva a distanza di tempo la comparsa eventuale di eczemi o dermatiti di natura allergica di varia natura.

Come trattare i sintomi dell’allergia al polline d’api?

L’allergia al polline d’api, una volta diagnosticata, può essere risolta con farmaci antistaminici somministrabili con spray per via nasale al manifestarsi dell’attacco allergico, oppure per via orale quando i sintomi diventano più fastidiosi.Quando si utilizzano antistaminici, è sempre opportuno far riferimento al proprio medico curante e non superare le dosi consigliate, onde evitare il sopraggiungere di importanti effetti collaterali.
L’allergia al polline d’api resta comunque, nella maggior parte dei casi, una sindrome clinica che, con le opportune indicazioni mediche, tende a risolversi in modo rapido e senza lasciare conseguenze.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-05-2020

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