Cerca
Back Torna agli articoli
Share Save
Polmoni, funzione respiratoria e attività fisica

L’esercizio fisico contribuisce a mantenere i polmoni in salute. Anche in presenza di malattie polmonari croniche, seguire un programma d’esercizio progressivo e personalizzato, stabilito in ambito riabilitativo, contribuirebbe a ridurre i sintomi della malattia e a rallentarne la progressione.
L’attività e l’esercizio fisico praticati regolarmente aumentano la tolleranza allo sforzo e migliorano la qualità della vita. È quanto afferma la European Lung Foundation, istituita dalla European Respiratory Society, una società scientifica impegnata a promuovere la salute respiratoria, sulla scorta di numerose evidenze scientifiche.

I polmoni e la funzione respiratoria

Essenziali alla vita sulla terra, i polmoni ci permettono di respirare dai primi istanti dalla nascita. Il polmone sinistro è formato da 2 lobi, mentre il polmone destro ne comprende 3. Per tutta la vita, la funzione respiratoria permette la ciclica entrata di aria dall’esterno verso l’interno del polmone, seguita dalla fuoriuscita dell’aria dal polmone verso l’esterno. Questo processo incessante, chiamato ventilazione polmonare, si ripete nell’adulto in media 12-15 volte al minuto e permette l’ossigenazione del sangue e l’eliminazione dell’anidride carbonica.
I polmoni fanno parte dell’apparato respiratorio, che comprende:

  • le vie aeree (come le cavità nasali, il nasofaringe, la laringe, la trachea, i bronchi e le loro diramazioni), che permettono la conduzione dell’aria;
  • gli alveoli polmonari, sede degli scambi gassosi: nell’adulto sano, sono presenti centinaia di milioni di alveoli, per una superficie totale di scambio gassoso di 120-130 metri quadri circa, attuata attraverso la membrana alveolo-capillare.

La struttura delle vie aeree è simile a quella di un albero rovesciato, il cui tronco è costituito dalla trachea e i rami dalle successive suddivisioni dei bronchi, via via più fini. A ogni atto respiratorio, l’aria respirata a livello nasale e convogliata attraverso le vie aeree è depurata, riscaldata e umidificata, per giungere a livello delle unità alveolo-capillari, unità funzionali simili a piccole dilatazioni a forma di sacco a contatto con una fitta rete di capillari. Attraverso la sottilissima membrana alveolo-capillare, avvengono gli scambi gassosi, cioè il passaggio di ossigeno (presente nell’aria inalata) nel sangue e lo smaltimento dell’anidride carbonica, prodotto di scarto delle attività metaboliche, che verrà eliminata in fase espiratoria.

Cuore e polmoni: un lavoro in tandem

I polmoni sono spesso paragonati a un mantice, cioè uno strumento in grado di soffiare aria, in quanto sono strutture elastiche, continuamente in movimento per garantire la funzione respiratoria, cioè quell’incessante alternarsi di fasi di inspirazione ed espirazione dell’aria. I polmoni sono adesi alla gabbia toracica attraverso le pleure, composte da due foglietti (la pleura viscerale riveste i polmoni e la pleura parietale è adesa alla gabbia toracica) separati da uno spazio virtuale, il cavo pleurico: in inspirazione, alla dilatazione della gabbia toracica, segue l’espansione polmonare. L’inspirazione richiede il lavoro attivo di muscoli respiratori per vincere le resistenze elastiche dei polmoni e della gabbia toracica, mentre l’espirazione avviene in modo passivo.
Tuttavia, l’incessante lavoro dell’apparato respiratorio non può prescindere dall’attività di pompa del cuore: cuore e polmoni lavorano insieme. Le sezioni destre del cuore (atrio e ventricolo destro del cuore) ricevono sangue non ossigenato, carico di anidride carbonica, proveniente da organi e tessuti periferici.
La contrazione del ventricolo destro sospinge il sangue nella circolazione polmonare, cioè inizialmente nel tronco polmonare, che si dirama nell’arteria polmonare destra e sinistra, e il sangue passa nella rete di capillari polmonari che avvolgono gli alveoli. Lo scambio gassoso avviene attraverso la diffusione di ossigeno nel sangue, mentre l’anidride carbonica procede in senso contrario. Avvenuti gli scambi gassosi, il sangue ossigenato, ormai povero di anidride carbonica, passa alle vene polmonari, e quindi alle sezioni sinistre del cuore, garantendo l’apporto di sangue ossigenato destinato alla circolazione sistemica.

Gli effetti dell’attività fisica per i polmoni

Durante l’attività fisica, l’attività muscolare aumenta e si ha una maggiore richiesta di ossigeno a fronte di una aumentata produzione di anidride carbonica. Per rispondere a queste necessità, la frequenza respiratoria e la frequenza cardiaca aumentano, consentendo all’organismo di restare in movimento. La capacità respiratoria, ovvero la funzionalità respiratoria, è in genere conservata nei soggetti sani; tuttavia, in varie malattie di bronchi e polmoni, può essere presente una riduzione consistente della capacità respiratoria: è il caso, ad esempio, della broncopneumopatia cronica ostruttiva (bpco), una malattia cronica che provoca il danneggiamento del tessuto polmonare e il restringimento delle vie aeree. Altre malattie del polmone, come la fibrosi polmonare, causano una perdita di elasticità dei polmoni, e quindi una maggiore difficoltà a dilatare i polmoni in inspirazione. Le affezioni che colpiscono le alte vie respiratorie, come ad esempio il raffreddore o la sinusite ovviamente non influiscono sulla funzionalità respiratoria.

La compromissione della respirazione polmonare può tradursi in un senso di affanno respiratorio durante l’esercizio e la tentazione di abbandonare ogni tentativo può essere forte. È preferibile consultare un medico, che potrà eventualmente richiedere ulteriori accertamenti, in caso di comparsa, durante gli sforzi, di sintomi, come:

Nei soggetti sani, l’esercizio fisico regolare contribuisce ad aumentare la forza e la funzionalità muscolare. Inoltre, l’attività fisica migliora il benessere fisico e psicologico. Anche in presenza di malattie polmonari croniche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva o la fibrosi polmonare, malattie invalidanti in cui può essere presente debolezza o disfunzione dei muscoli respiratori, l’esercizio fisico, seguito in maniera progressiva e sotto la supervisione di uno specialista in ambito della riabilitazione respiratoria, può contribuire a migliorare la salute polmonare e a ridurre la comparsa di sintomi respiratori.

Fonti

Ultimo aggiornamento:28-06-2020

Ultimi articoli pubblicati