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Bambino con occhiali giocattolo che guarda il sole

Il sole può essere un’ottima fonte di salute e benessere, ma l’esposizione solare richiede anche alcune precauzioni e un’adeguata preparazione della pelle

Vitamine e antiossidanti: amici della pelle
Alcuni nutrienti come la vitamina E e la vitamina C possono essere utili, se integrati fin dai mesi primaverili, per favorire la foto-protezione dell’epidermide e stimolare la produzione di collagene. Il licopene, un antiossidante contenuto in modo particolare nei pomodori e il beta-carotene, un flavonoide presente nella frutta e verdura di colore giallo-arancione, possono ridurre la possibilità di danno da parte dei raggi ultravioletti (UV) di tipo A e B e di eritemi post esposizione solare. I raggi UV, che riescono a oltrepassare la barriera atmosferica in piccola percentuale, sono responsabili di lesioni al collagene dell’epidermide (raggi UVA) e del rischio di sviluppo di tumori cutanei e lesioni precancerose, come la cheratosi solare (raggi UVB). Per garantire una protezione adeguata ed efficace è quindi importante riconoscere il proprio fototipo di riferimento.

A quale fototipo appartieni?
Ci sono 6 tipologie principali di fototipo in cui possiamo riconoscerci: il fototipo 1 e il fototipo 2 si distinguono per il colore biondo-rosso dei capelli e la carnagione piuttosto chiara, con efelidi. Questi fototipi sono estremamente sensibili al sole ed esposti a scottature ed eritemi.
Il fototipo 3 e il fototipo 4 rappresentano invece la carnagione tipicamente mediterranea, con capelli castani o neri e carnagione bruno-chiara. L’abbronzatura per queste tipologie somatiche è molto facile e il rischio di scottature è ridotto, ma la protezione dai raggi UV è comunque necessaria per prevenire la sintesi eccessiva di radicali liberi, con conseguente rischio di invecchiamento cutaneo. Il fototipo 5 e il fototipo 6 si contraddistinguono per la carnagione mediorientale e nera e capelli molto scuri. L’abbronzatura in questi casi avviene in modo intenso e il rischio di scottature è minimo, ma i danni da raggi UV sono sempre in agguato. L’impiego di creme solari, suddivise in base al loro fattore di protezione, aiuta a prevenire possibili danni.

Sai calcolare il tuo fattore di protezione solare?
Il fattore di protezione solare (SPF, Sun Protection Factor) è un indice riportato sui cosmetici che contengono filtri solari e definisce la capacità del prodotto di difendere la pelle dalle radiazioni nocive, in particolare da radiazioni UVB. Questo fattore è espresso da un numero che indica quante volte è possibile moltiplicare il tempo di esposizione al sole prima che la nostra pelle presenti un eritema solare. Ad esempio, un SPF 50 ci dice che, dopo aver spalmato la crema, è possibile rimanere esposti per 50 volte il tempo in cui ci esporremmo senza protezione, senza avere danni cutanei. L’SPF è un valido aiuto per proteggere al meglio la nostra pelle, ma la quantità e la frequenza di applicazione della crema solare possono alterare la durata e soprattutto la qualità della schermatura del prodotto. Inoltre, ogni pelle possiede caratteristiche proprie, per cui sensibilità e predisposizione individuale ai danni solari influenzano il livello di protezione dell’epidermide. Gli unici prodotti solari che invece non forniscono protezione cutanea sono gli autoabbronzanti, che hanno solo un effetto cosmetico.

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