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Pressione diastolica: parametri di riferimento

La pressione diastolica è la cosiddetta pressione minima. Alcuni accorgimenti alimentari e un po’ di attività fisica possono aiutare a regolarizzare i livelli pressori.

Pressione diastolica: i parametri di riferimento

Secondo le linee guida 2017 dell’American College of Cardiology (ACC)/American Heart Association (AHA) si definisce ipertensione quando i valori pressori arteriosi sono maggiori di 130/80 mmHg (130 è la pressione sistolica o massima, 80 la diastolica o minima, mmHg sono i millimetri di mercurio utilizzati per la misurazione della pressione in toto). Nella pratica clinica quotidiana, invece, l’ipertensione diastolica è definita quando i valori sono al di sopra di 90mmHg. L’aumento dei valori di minima-diastolica, tra gli 80 e i 90, alla luce delle osservazioni cliniche, non rappresenta un pericolo, se la massima non supera 130 mmHg, anche perché secondo i dati di letteratura, “…definire ipertesi i pazienti con più di 80 mmHg di diastolica, significherebbe, almeno per gli Stati Uniti, mettere in terapia ben 12 milioni di persone con trattamenti non necessari…”, e perché, sempre secondo gli studi (2017 ACC/AHA guidelines), questi valori non sono associati a malattia cardiovascolare o scompenso cardiaco o malattia renale.
La pressione diastolica alta (o minima alta) è sicuramente rappresentata da valori al di sopra dei 90mmHg. In questo caso, se anche i valori della pressione arteriosa massima (sistolica) sono elevati, si può pensare di trattare farmacologicamente il paziente, qualora i valori pressori siano confermati dopo un monitoraggio quotidiano domiciliare per 4 settimane, con un semplice apparecchio elettronico, che il paziente può acquistare.
La diastolica bassa è definita uguale o inferiore a 60 mmHg ed è normalmente associata a una sistolica altrettanto bassa (inferiore a 90 mmHg). Viene definita così l’ipotensione. I pazienti possono non avvertire sintomi oppure presentare vertigini, alterazioni della visione, nausea, stanchezza, tachicardia (frequenza cardiaca dai 100 battiti al minuto in su) fino a giungere a svenimenti, perdita di coscienza e shock.

Le cause della pressione diastolica bassa

Le cause della pressione diastolica (minima) bassa sono diverse, tra le principali:

  • gravidanza: la diminuzione della pressione diastolica avviene per l’espansione del sistema circolatorio durante questo periodo, dovuto al fatto che la pompa cardiaca deve lavorare per due;
  • disidratazione: col caldo o per un aumentato sforzo fisico, l’organismo perde liquidi che diminuiscono il volume circolante con conseguente diminuzione della pressione. Idem per l’aumento della temperatura – febbre alta –, una forte diarrea, il vomito e il sovrautilizzo di diuretici (farmaci antipertensivi che fanno “urinare” di più – effetto diuretico –), ecc.
  • anemia: stesso discorso per la diminuzione del sangue circolante dovuta ad abbondante mestruo, emorroidi sanguinanti, ecc. Anche il mancato assorbimento di vitamina B12 e acido folico porta a ipotensione per anemia.

Alimentazione e attività sportiva

Alcuni comportamenti alimentari possono aiutare in caso di ipotensione; è consigliato: 

  • mantenere una idratazione abbondante, perché aumenta il volume idrico e quindi la pressione;
  • integrare i liquidi con sali minerali: i ben noti magnesio e potassio, il primo contenuto in mandorle, pistacchio, riso integrale, cioccolato amaro, il secondo presente in albicocche specie secche, patate, banane;
  • aumentare la quota di zuccheri, anche una bustina di zucchero al bisogno (sempre che non si sia diabetici!), anche con uvetta secca e datteri. Tra le spezie, la tradizione parla della tisana di rosmarino.

E la liquerizia? Occorre criterio e attenzione nell’utilizzare la liquerizia, in quanto, se utile per brevissimi periodi a migliorare l’ipotensione, il suo utilizzo è assolutamente sconsigliato per lunghi periodi per il rischio di aumentare troppo la pressione arteriosa: ciò è dovuto alla presenza nella liquerizia di acido glicirretico.
Infine, l’attività sportiva può giovare, soprattutto il nuoto, che rientra negli esercizi misti anaerobici-aerobici ed è utile per regolare la pressione arteriosa. Un esercizio fisico moderato e regolare di 2-3 ore la settimana, infatti, ha benefici sull’apparato cardiovascolare ed è consigliato ai soggetti ipertesi; i vantaggi a medio-lungo termine saranno sulla diminuzione della frequenza cardiaca e sulla diminuzione della pressione.

Fonti

  • Whelton PK, et al., 2017 Guideline for the Prevention, Detection, Evaluation, and Management of High Blood Pressure in Adults: A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines. J Am Coll Cardiol. 2018 May 15;71(19):e127-e248. Erratum in: J Am Coll Cardiol. 2018 May 15;71(19):2275-2279.

    https://doi.org/10.1016/j.jacc.2017.11.006
  • McEvoy, JW, et al., Association of Isolated Diastolic Hypertension as Defined by the 2017 ACC/AHA Blood Pressure Guideline With Incident Cardiovascular Outcomes, JAMA., volume 323, issue 4, pages 329-338, 2020.

    https://doi.org/10.1001/jama.2019.21402
Ultimo aggiornamento:21-05-2020

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