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Cesta di frutta e verdura
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Mangiare frutta e verdura può aiutare a prevenire le malattie da reflusso gastroesofageo (GERD, Gastroesophageal reflux disease) e i problemi correlati: lo dice uno studio condotto su circa 4mila persone che soffrono di questa patologia. Si tratta di uno dei disordini cronici più comuni del tratto gastrointestinale superiore e colpisce circa il 20% della popolazione. A causarlo è il contatto tra i succhi gastrici e la parete dell'esofago: sebbene il passaggio di acido dallo stomaco all'esofago avvenga fisiologicamente durante la giornata, soprattutto dopo mangiato, quando questo si verifica ripetutamente e con durata eccessiva, si sviluppa una condizione patologica.

La sintomatologia più comune: bruciore dietro lo sterno e rigurgito gastrico
I sintomi possono presentarsi in modo continuativo durante la giornata o essere intermittenti, ma quelli che si manifestano con maggiore frequenza sono: bruciore dietro lo sterno, che si irradia posteriormente fra le scapole o dal collo fino alle orecchie e rigurgito acido (con percezione di liquido amaro o acido in bocca). A corredo, inoltre, possono presentarsi vari sintomi meno comuni, che possono trarre in inganno durante la diagnosi del disturbo. Per esempio si può avvertire una sensazione di nodo alla gola con difficoltà alla deglutizione, oppure difficoltà digestive, nausea o, ancora, laringite cronica, tosse, raucedine, abbassamento della voce, singhiozzo, fino a provare forme di asma, dolore toracico (simile a quello di natura cardiaca), otite media e infine insonnia.

Conseguenze e fattori principali di rischio
Le malattie da reflusso gastroesofageo possono insomma influire in modo significativo sulla qualità di vita. Nella maggior parte dei casi non determinano lesioni interne, ma in piccola percentuale possono provocare complicazioni causando ulcere o restringimenti. Tra i fattori di rischio in prima linea ci sono fumo, alcolismo, obesità e probabilmente fattori genetici e dieta scorretta.

Le proprietà benefiche di frutta e verdura
Lo studio condotto ha fatto emergere che in chi consuma abitualmente frutta e verdura il rischio di essere soggetto a reflusso gastroesofageo si riduce del 36% rispetto a chi non ne mangia spesso. La percentuale scende ulteriormente per i soggetti che consumano invece buone quantità di sola frutta. Il discorso vale soprattutto per le donne e le persone sovrappeso o obese. Varie ipotesi sono state avanzate per spiegare la natura di questo rapporto positivo. Tra queste, il fatto che frutta e verdura sono fonti di vitamine A e C, importanti in generale per prevenire forme di reflusso. Il loro contenuto in fibre limita inoltre la disponibilità, all’interno dello stomaco, di nitriti, ovvero di molecole che nell’ambiente acido dei succhi gastrici vengono trasformate in ossido nitrico, noto per favorire il reflusso. In una strategia di prevenzione o gestione di malattie da reflusso gastroesofageo, insomma, frutta e verdura non devono mancare dalla tavola. Per i soggetti adulti, che accusano bruciore di stomaco o eccessiva acidità occasionale, un aiuto significativo può venire dai prodotti antiacido, che agiscono diminuendo la quantità di acido nello stomaco.

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