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Punture di insetto: le più frequenti e protezione dei bambini
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Con l’arrivo della bella stagione e della temperatura gradevole ci si può alleggerire da tutti i vestiti pesanti che per tanti mesi hanno infagottato il corpo: finalmente, braccia e gambe sono scoperte per assaporare al meglio il tepore del sole e sentirsi un po’ più liberi. Ma attenzione: gli insetti sono in agguato e possono pungere e provocare arrossamenti e prurito, talvolta anche molto fastidioso, soprattutto nei bambini, che cominciano a grattarsi senza riuscire a contenersi. I più piccoli infatti sono quelli che più risentono delle punture, sia perché non riescono a controllare il prurito e si grattano anche furiosamente, sia perché, con l’intento di allontanare una vespa o un tafano, finiscono con il diventarne vittime.

Quali sono le punture più frequenti
Le punture più diffuse d’estate sono sicuramente quelle di zanzara: è la femmina a pungere e a succhiare per deporre le uova, e a inoculare poi nell’organismo dei malcapitati una sostanza responsabile della comparsa del prurito. Ma come mai alcuni di noi sono aggrediti dalle zanzare e altri invece sono praticamente ignorati? Spesso si dice che le zanzare pungono chi ha il sangue dolce oppure chi è vestito di scuro o con colori che attirano questo insetto. Pare che le zanzare abbiano bisogno di alcune sostanze che non sono in grado di produrre da sole e che assumono solo succhiando il sangue. Sono dotate inoltre di un sistema che riconosce odori e calore, per questo riescono a identificare con precisione la vittima anche al buio. Il risultato della loro puntura è la comparsa di un pomfo, ossia di un’area in rilievo, arrossata e pruriginosa, di dimensioni variabili in base alla sensibilità individuale. Il prurito può essere molto intenso e fastidioso, tanto che il continuo grattamento provoca la fuoriuscita di sangue e la formazione di una crosticina. Talvolta, inoltre, il pomfo si infetta.

Accanto alle zanzare, le punture di insetti più frequenti sono quelle di:

  • api: non pungono di frequente, a meno che non si sentano in pericolo. Quando però pungono, lasciano il pungiglione nella vittima e con esso il loro veleno e poi muoiono. Inizialmente si avverte dolore, poi compaiono bruciore, prurito, rossore e gonfiore e spesso il pungiglione rimane nella pelle; nei soggetti sensibili, può comparire una reazione allergica che, nei casi più gravi, può portare a shock anafilattico;
  • vespe: a differenza delle api, non perdono il pungiglione e non muoiono al momento della puntura. Gironzolano spesso intorno al cibo e attaccano se si sentono in pericolo, portando alla comparsa di arrossamento, gonfiore e prurito;
  • tafani: Sono grosse mosche grigiastre, spesso con macchie scure anche sulle ali. È la femmina a pungere e di solito ronza intorno a bovini e cavalli; non è infrequente che, se ci si imbatte in un esemplare, possa pungere anche l’uomo, provocando bruciore, prurito, arrossamento e gonfiore. Infine, la puntura di tafano si può infettare e si può formare del pus.
  • calabroni: sono grossi insetti di colore nero-giallo-rosso, che causano punture molto dolorose. Nella sede in cui il calabrone ha punto, si forma immediatamente un’area gonfia, rossa e dolente; il dolore scompare entro un paio d’ore, mentre il gonfiore può aumentare ancora per 24 ore. Se le punture sono numerose, si possono avere sintomi generali come vomito, diarrea, mal di testa e febbre, conseguenza della quantità di veleno iniettato.

Qualche accortezza in più per i bambini
Anche se gli insetti che possono pungere sono numerosi e diversi tra loro, è possibile adottare alcuni comportamenti utili in tutte le circostanze, per ridurre il rischio che i più piccoli vengano punti o, se la puntura si è già verificata, per ridurre al minimo il disagio e la sensazione di malessere. Per ridurre la probabilità di essere punti, è bene:

  • non spruzzare profumi o creme solari, il cui odore richiama gli insetti;
  • tenere il piccolo lontano da fiori, frutti maturi, alberi e cespugli, in cui è più probabile che si annidino gli insetti;
  • spiegare al piccolo che se viene circondato da uno sciame deve allontanarsi molto lentamente e non tentare di scacciare gli insetti perché i movimenti bruschi li rendono semplicemente più aggressivi;
  • non lasciare i sottovasi pieni d’acqua;
  • in casa, usare zanzariere alle finestre o sopra il letto;
  • usare sostanze repellenti, che sono efficaci contro le zanzare ma che non ci proteggono da api, vespe e calabroni.

Se il bambino è invece già stato punto, è importante:

  • evitare il più possibile che si gratti perché da un lato così facendo non si fa altro che aumentare il prurito, dall’altro accresce il rischio di infezione della parte;
  • impedire che il piccolo sprema o incida la sede della puntura;
  • eliminare il pungiglione, con cautela e delicatezza, per evitare che si liberi altro veleno e che dunque i sintomi peggiorino;
  • applicare del ghiaccio per ridurre l’assorbimento del veleno e per prevenire gonfiore e dolore;
  • non somministrare autonomamente farmaci prima di aver consultato il pediatra.
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