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Quando assumere gli antibiotici? Qualche consiglio utile

Gli antibiotici sono farmaci capaci di interferire in modo selettivo con la crescita e la moltiplicazione dei batteri e per questo motivo sono impiegati nel trattamento delle infezioni di natura batterica.

Le classi di antibiotici e l’interferenza degli alimenti
Abbiamo sicuramente sentito parlare di antibiotici per curare cistiti, otiti, tonsilliti o ci è capitato di avere tra le mani antibiotici prescritti dal dentista per curare un fastidioso mal di denti. A seconda degli effetti sul microrganismo, gli antibiotici sono classificati in batteriostatici e battericidi: i primi, bloccano la crescita del batterio, i secondi, invece, ne determinano la morte. Gli antibiotici possono presentare particolari interazioni con alcune sostanze contenute in alimenti e bevande, come ad esempio l’alcool: meglio dunque, come sempre, leggere bene il foglio informativo e consultare il medico per sapere se è preferibile evitare alcuni cibi durante l'assunzione di un determinato antibiotico e prevenire così spiacevoli conseguenze.
Alcune classi di antibiotici, come ad esempio le tetracicline e i fluorochinoloni, andrebbero assunti almeno due ore prima dei pasti. Se si beve latte o si mangiano latticini, sia yogurt che formaggi, il calcio contenuto in questi alimenti si lega alle molecole di alcuni antibiotici e ne impedisce l’assorbimento, rendendoli inefficaci. Anche il ferro, contenuto nella carne e nei prodotti di origine animale, può interferire con l’azione di alcuni antibiotici. Altri alimenti che potrebbero rallentare l’assorbimento di questi medicinali o annullarne l’effetto sono: banane, uova, cibi ricchi di fibre, succo d’arancia, caffè e bevande che contengono caffeina.

Le buone norme per l'assunzione di antibiotici: quando iniziare, quanto dura il periodo di assunzione e come conservarli
Oltre alla possibile interferenza con i cibi, è bene tenere a mente altre buone norme per l’assunzione degli antibiotici. In primis, gli antibiotici devono essere assunti sempre e solo sotto prescrizione, seguendo attentamente le indicazioni del medico. Spesso la somministrazione è motivata da un’infezione batterica che deve essere combattuta il più rapidamente possibile per evitare ricadute o cronicizzazioni. Per questo motivo l’assunzione di questi farmaci deve iniziare immediatamente, al momento della prescrizione. Si devono inoltre rispettare pedissequamente sia la dose, sia l’intervallo tra una somministrazione e l’altra: la terapia non va mai sospesa prima del termine stabilito, salvo diversa indicazione del medico curante. Non bisogna poi sottovalutare la conservazione degli antibiotici: è bene tenerli in un luogo fresco e asciutto e lontano dalla portata dei bambini. Nel caso si abbiano a disposizione antibiotici avanzati da una precedente terapia, la raccomandazione è di non utilizzarli mai per iniziare una terapia “fai da te”, come troppo spesso accade per malattie infettive ricorrenti e già note al paziente (come cistiti, faringiti e otiti), ma consultare sempre il proprio medico curante.

Antibiotici ad ampio spettro, antibiotici a spettro ridotto e specifici
Un’altra classificazione considera lo spettro d'azione, cioè il ventaglio delle specie batteriche contro cui l'antibiotico agisce: quando è attivo verso numerose specie di microrganismi, un antibiotico è definito ad ampio spettro (tetracicline, cefalosporine). Si definisce invece a spettro ridotto l’antibiotico (come la penicillina) efficace contro un numero limitato di specie batteriche.

I test per individuare il patogeno
Normalmente, prima di iniziare una terapia antibiotica, il medico curante può prescrivere al paziente l’antibiogramma, cioè un test microbiologico che permette di determinare quale farmaco antibiotico è efficace nell'arrestare la crescita del microrganismo responsabile di un'infezione. Il metodo utilizzato per la raccolta del campione dipende dalla sede dell'infezione. Ad esempio, in caso di cistite, il medico prescriverà al paziente di depositare le urine per urinocoltura in modo da avere un riscontro del quadro batterico. In genere, una volta determinato il batterio specifico responsabile dell’infezione, la terapia antibiotica è breve, cioè si protrae per pochi giorni. L’antibiogramma è un esame che può essere richiesto anche nel caso di infezioni ricorrenti o non responsive al trattamento, al fine di valutare la presenza di eventuali resistenze ai farmaci antibiotici e di determinare quale sia l’approccio terapeutico più efficace.

Fonti

Ultimo aggiornamento 25-10-2019

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