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Raffreddore nei bambini: come si trasmette e come si cura
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Il raffreddore è un’infezione delle alte vie respiratorie causato da un virus: il contagio ha un andamento stagionale che si concentra durante i mesi invernali, quando si passa più tempo al chiuso in ambienti con aria riscaldata, spesso a contatto con altre persone. Apparentemente, i bambini sembrano essere i più vulnerabili: in realtà la circolazione del virus è ubiquitaria e spesso la fonte di contagio sono proprio gli adulti.
Nei bambini però la memoria immunitaria non si è ancora completamente formata: molti virus sono quindi ancora sconosciuti all’organismo, che tenderà ad ammalarsi ogni volta che entrerà in contatto con un nuovo virus. I bambini inoltre respirano in modo diverso dagli adulti, sia perché le vie respiratorie sono più strette, sia perché la quantità di aria scambiata in un arco di tempo è maggiore. Questo facilita in generale il contatto con gli inquinanti atmosferici e con i microrganismi in particolare. Le stesse abitudini dei bambini, come tirare su con il naso, o l’asciugarsi le secrezioni con le dita favoriscono il contagio.

I sintomi del raffreddore e le manifestazioni nei più piccoli
Il raffreddore si manifesta come infiammazione delle alte vie respiratorie: può causare naso chiuso, aumento delle secrezioni nasali, tosse, starnuti. Frequentemente nei bambini può dare luogo anche a febbricola, malessere generale e stanchezza, dolore alla gola o alle orecchie. La tosse è spesso causata dal catarro che ristagna o cola sino alla gola: a volte può essere anche violenta e provocare il vomito.
La durata del raffreddore è variabile, ma generalmente i sintomi raggiungono la massima intensità dopo 3 o 4 giorni, per poi risolversi dopo circa una settimana.

Come si trasmette il raffreddore?
Le secrezioni sono la via preferenziale tramite le quali avviene il contagio. I bambini tendono ad asciugarsi il naso con le mani, a starnutire e tossire senza coprirsi la bocca, a scambiarsi tra loro oggetti che sono stati messi in bocca. Il contatto diretto o indiretto con le secrezioni o con le goccioline di saliva che si diffondono dopo un colpo di tosse o uno starnuto fa sì che il virus entri in contatto con le mucose di un altro bambino, provocandone il contagio.
Contrariamente a quanto si crede non sono il freddo o l’aria aperta che favoriscono il contagio: i virus si trasmettono meglio negli ambienti chiusi, dove le persone stanno a contatto più a lungo, spesso per ore, senza che ci sia ricambio d’aria. Per questo, abitazioni, scuole, asili, ambienti di lavoro, mezzi di trasporto pubblici facilitano il contatto protratto e ravvicinato tra persone, propagando il virus da individuo a individuo. Le persone affette a loro volta ne contageranno altre in successive situazioni di contatto.

Come si può curare il raffreddore nei bambini?
Come gli adulti sanno bene, non esiste un farmaco in grado di far passare il raffreddore. L’organismo deve eliminare il virus con l’uso delle proprie difese immunitarie. Il trattamento quindi si basa sulla riduzione o attenuazione dei sintomi. A differenza degli adulti, i bambini, in particolare quelli molto piccoli, non sono in grado di soffiarsi il naso: per questa ragione, i lavaggi nasali con soluzione fisiologica possono aiutare a liberare le vie aeree. A volte, può essere indicato l’uso di soluzioni ipertoniche, che richiamano acqua delle mucose riducendo la congestione nasale. Non esistono vere indicazioni circa l’uso dell’aerosol, che dovrebbe essere limitato a specifiche condizioni cliniche come l’asma o il laringospasmo e dovrebbe essere usato solo su prescrizione medica. Non esistono infatti prove scientifiche che l’aerosol migliori i sintomi del raffreddore o riduca la tosse.
Il miele invece può aiutare ad alleviare i sintomi, così come l’uso di unguenti mentolati per i quali non esistono però dati scientifici certi.
I farmaci andrebbero somministrati ai bambini preferibilmente su indicazione medica: gli antifebbrili e analgesici possono ridurre il dolore o alleviare la febbre quando presente. Gli antistaminici possono ridurre la congestione nasale, ma la loro efficacia non è dimostrata.
Per ridurre il rischio di trasmissione, può essere utile evitare che l’aria delle stanze sia troppo secca, facilitare il ricambio d’aria in particolare negli ambienti affollati, bere abbondantemente, usare fazzoletti di carta monouso e mantenere una corretta igiene delle mani. L’assunzione di probiotici, vitamina C o zinco potrebbero aiutare a prevenire il raffreddore, così come dei frequenti lavaggi nasali con soluzione fisiologica.

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