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Il reflusso notturno e i suoi effetti sul sonno: cause, sintomi e rimedi

La malattia da reflusso gastroesofageo può manifestarsi, in molti casi, anche con sintomi notturni. La presenza di reflusso notturno è indicativa di una malattia probabilmente più severa e più difficile da controllare, e spesso è correlata – in maniera biunivoca – a disturbi del sonno tali da condizionare la qualità di vita.

Il reflusso gastroesofageo notturno: definizione, sintomi e frequenza
La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), chiamata più semplicemente “reflusso gastroesofageo”, è un disturbo molto frequente, che colpisce fino al 40% della popolazione nei paesi occidentali. È frequentemente un motivo di accesso alla valutazione medica, sia presso il medico di medicina generale, sia presso altri specialisti (soprattutto gastroenterologi od otorinolaringoiatri). Alla base dei sintomi vi è il reflusso di materiale dallo stomaco all’esofago (ovvero il tratto di apparato digerente che collega la bocca allo stomaco); questo passaggio “inverso” porta a un ripetuto contatto tra i succhi gastrici – le secrezioni acide prodotte dallo stomaco – con la mucosa dell’esofago, che non è adatta a sopportare una carica acida e per questo viene irritata; quando gli episodi di reflusso diventano frequenti e importanti, tali da portare alla comparsa di danni sulla mucosa esofagea o all’insorgenza di sintomi tipici, si può parlare di MRGE.
Il sintomo cardine della malattia da reflusso è la “pirosi” o bruciore retrosternale (ovvero localizzato dietro al petto), che può irradiarsi verso il collo, la gola e posteriormente tra le scapole. Questo sintomo compare tipicamente dopo i pasti, soprattutto quelli più abbondanti e ricchi di grassi, ma anche dopo l’assunzione di pietanze ricche di spezie o di agrumi, cioccolato, caffè e il consumo di alcolici e tabacco.
Oltre ai sintomi cardine, ne esistono altri altrettanto frequenti, come il rigurgito acido in bocca o in gola, il dolore al petto (che può somigliare a un dolore di origine cardiaca) ed eventualmente difficoltà nella deglutizione (disfagia); altri sintomi, frequenti ma spesso sottovalutati perché di pertinenza “non gastroenterologica”, sono tosse stizzosa, raucedine, eccesso di muco e mal di gola persistente.
Ma perché si parla di reflusso notturno? I sintomi tipici della MRGE, in particolar modo la pirosi, possono infatti manifestarsi anche durante la notte, in maniera del tutto simile a quelli diurni (ma non solo). Secondo alcuni studi, fino all’80% dei pazienti affetti da reflusso riferiscono sintomi notturni. Tra coloro che soffrono di sintomi notturni da reflusso gastroesofageo, più della metà possono manifestare disturbi del sonno, come la tosse notturna (fino alla sensazione di soffocamento), risvegli frequenti o irrequietezza notturna, che a loro volta portano ad avere ricadute negative sulla produttività e la qualità delle attività diurne.
Inoltre, diversi studi hanno dimostrato come la presenza di sintomi notturni da reflusso sia correlata a una malattia più “severa”, ovvero con un maggiore rischio di insorgenza di esofagite erosiva e stenosi (restringimenti) esofagei rispetto a coloro che non presentano reflusso notturno.

Quali sono le cause del reflusso?
Le cause responsabili dell’insorgenza della malattia da reflusso gastroesofageo non sono ancora del tutto chiare. Il reflusso di materiale dallo stomaco all’esofago è di per sé un fenomeno che accade anche in condizioni di normalità, seppure saltuariamente; questo perché, per evitare il passaggio inverso dallo stomaco all’esofago, esistono dei meccanismi “di barriera” anatomici e fisiologici: il più importante tra questi è sicuramente lo sfintere esofageo inferiore (SEI), un apparato muscolare che in condizioni normali funziona come una valvola che lascia passare il materiale alimentare proveniente dalla bocca verso lo stomaco, opponendosi invece al passaggio inverso. Quando questo meccanismo di protezione viene meno, aumentano gli episodi di reflusso e il contatto delle secrezioni gastriche con la mucosa esofagea, portando all’insorgenza dei sintomi.

Rimedi contro il reflusso notturno? Farmaci anti-secretivi e alimentazione
Come accennato, la presenza di sintomi notturni da reflusso denota una malattia probabilmente più severa, pur rimanendo una patologia assolutamente benigna; per tale ragione, si pensa che in questi casi la strategia terapeutica debba essere più aggressiva: l’uso di farmaci anti-secretivi, in particolare degli inibitori di pompa protonica, in grado di ridurre drasticamente la carica acida dei succhi gastrici, si è dimostrato efficace nel migliorare la qualità del sonno e di conseguenza la produttività a livello lavorativo.
Nonostante la comprovata importanza della terapia farmacologica, va però ricordata l’assoluta importanza di alcune misure da mettere in atto relative allo stile di vita e alla dieta:

  • evitare pasti pesanti e ricchi di grassi;
  • evitare i cibi e le sostanze note per accentuare il reflusso, come il pomodoro, le spezie, il cioccolato;
  • evitare le bevande alcoliche, il caffè e il tè;
  • evitare il fumo di sigaretta;
  • evitare di coricarsi prima di 2-3 ore dal pasto;

Gli accorgimenti sopra elencati sono utili in tutti i casi di reflusso, sia che i sintomi si manifestino durante il giorno o la notte. In caso di reflusso prevalentemente notturno, un piccolo aiuto può essere quello di rialzare la testata del letto (10-15 cm sono sufficienti).
Queste misure, spesso, possono bastare da sole a diminuire drasticamente la frequenza dei sintomi della malattia da reflusso. In ogni caso, è sempre bene avere una opportuna valutazione medica per decidere la strategia più appropriata. Esistono molte categorie di farmaci utili al reflusso, che agiscono con meccanismi diversi:

  • i farmaci anti-acidi, in grado di tamponare chimicamente l’acidità dello stomaco;
  • gli alginati, composti che formano una barriera protettiva per l’esofago nei confronti del reflusso;
  • i farmaci anti-secretivi, che inibiscono direttamente la secrezione acida dello stomaco.

Sarà il medico, naturalmente, sulla scorta della storia clinica e dei sintomi del paziente, a consigliare i farmaci più adatti.

Fonti

  • Rydén, A., et al., Night-time symptoms and their impact on sleep in patients with gastroesophageal reflux disease who have a partial response to proton pump inhibitors: a qualitative patient interview study. Patient, volume 6, issue 4, pages 307–14, 2013.

    https://doi.org/10.1007/s40271-013-0024-1
  • McGuigan, J. E. et al. Review article: diagnosis and management of night-time reflux. Aliment. Pharmacol. Ther., volume 20, issue 9, pages 57–72, 2004.

    https://doi.org/10.1111/j.1365-2036.2004.02241.x
  • Allampati, S. et al., Use of a positional therapy device significantly improves nocturnal gastroesophageal reflux symptoms, Dis. Esophagus, volume 30, issue 3, 1–7, 2017.

    https://doi.org/10.1111/dote.12495
  • Shaker, R. et al., Review article: impact of night-time reflux on lifestyle - unrecognized issues in reflux disease, Aliment. Pharmacol. Ther., volume 20, issue 9, pages 3–13, 2004.

    https://doi.org/10.1111/j.1365-2036.2004.02237.x
Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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