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Il rotavirus: sintomi, modalità di contagio e prevenzione

Il rotavirus è tra le cause più diffuse al mondo di gastroenterite, un’infezione molto contagiosa ma a decorso generalmente benigno.
Tra le cause più comuni di disturbi gastrointestinali troviamo le gastroenteriti di origine infettiva, ovvero causate da agenti patogeni come virus, batteri e parassiti. Queste infezioni, che si manifestano principalmente con sintomi quali diarrea e vomito, sono diffuse in tutto il mondo, pur con alcune peculiarità e specificità; a seconda della regione geografica cambiano l’incidenza – ovvero la frequenza con cui la gastroenterite si manifesta nella popolazione – e i patogeni coinvolti: in linea generale, le gastroenteriti infettive sono più frequenti infatti in paesi caratterizzati da condizioni igienico-sanitarie precarie e in regioni dal clima caldo-umido. Nonostante nella stragrande maggioranza dei casi si tratti di infezioni che si risolvono spontaneamente in pochi giorni, le gastroenteriti possono essere molto pericolose, soprattutto nei soggetti più fragili come gli anziani e i bambini. A livello globale, le gastroenteriti virali, e in particolare da rotavirus, sono le più frequenti in assoluto: analizziamole nel dettaglio.

Il rotavirus: che cos’è e chi viene colpito
Il rotavirus fa parte dei Reoviridae, una famiglia di virus molto diffusi in tutto il mondo. È considerato la causa principale di gastroenterite infettiva – soprattutto nei bambini – rendendo conto di circa il 20-30% dei casi di gastroenterite severa che richiedono un accesso in ospedale. Si stima che, a livello globale, la quasi totalità dei bambini al di sotto dei cinque anni vada incontro a un’infezione da rotavirus, che fortunatamente nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente nell’arco di due-cinque giorni. Nonostante sia una patologia generalmente a decorso benigno, la gastroenterite da rotavirus può diventare pericolosa, soprattutto in contesti in cui l’accesso alle cure sanitarie sia difficile e limitato: il 90% delle circa 200mila morti all’anno da infezione da rotavirus avvengono infatti nei paesi in via di sviluppo.

Come avviene il contagio da rotavirus?
Il rotavirus è un patogeno molto contagioso e resistente alle condizioni ambientali: pur essendo possibili piccole epidemie durante tutto l’anno e a qualsiasi latitudine, la maggior parte di queste si presenta nei mesi invernali più freddi. Il contagio da rotavirus avviene per via oro-fecale, ovvero con il passaggio del virus dall’apparato digerente di un individuo malato a quello di un altro, generalmente attraverso acqua o cibo contaminati, ma non solo: data la relativa resistenza del virus nell’ambiente, è frequente anche il contagio attraverso oggetti infettati, come posate o bicchieri; nei bambini, anche il semplice mettersi in bocca mani o giocattoli contaminati può essere una possibile modalità di contagio.

I sintomi dell’infezione da rotavirus: dal periodo di incubazione alle fasi successive
Dopo l’avvenuto contagio, l’infezione da rotavirus può passare inosservata (infezione asintomatica) in quasi la metà dei pazienti. L’incubazione del rotavirus, ovvero il periodo tra il contagio e l’esordio dei sintomi, va da uno a tre giorni, mentre la durata della malattia è generalmente compresa tra i due e i cinque giorni. I sintomi iniziali dell’infezione da rotavirus includono:

  • febbre
  • bocca e gola secca
  • diminuzione della quantità di urine
  • dolori addominali
  • vomito.

Successivamente, nel giro di due o tre giorni, compare la diarrea, tipicamente acquosa o comunque chiara, che può durare – nei casi più importanti – fino a otto giorni. In generale, nei bambini sotto i tre mesi, il decorso della malattia è più lieve (probabilmente per un effetto protettivo dato dagli anticorpi passati dalla madre durante l’allattamento), mentre tra i quattro mesi e i due anni le forme severe sono più probabili, vista l’immaturità delle difese immunitarie. Ma quali sono i rischi e perché la gastroenterite da rotavirus può essere così pericolosa? In realtà di per sé l’infezione è autolimitante e si risolve spontaneamente dopo pochi giorni, senza che vi siano pericoli concreti. Il vero problema, che può mettere a rischio la salute e richiedere l’ospedalizzazione, nasce nei casi in cui la gastroenterite (e quindi il vomito e la diarrea) portino a una perdita di liquidi così importante da determinare uno stato di disidratazione.

Perché è importante prevenire l’infezione da rotavirus
Come moltissime infezioni virali, anche nel caso dell’infezione da rotavirus non esiste una terapia specifica in grado di “abbattere” il virus. Generalmente, il sistema immunitario è in grado di fronteggiare l’infezione in maniera molto efficace, eliminando il virus nel giro di pochi giorni. D’altro canto, è proprio in quei soggetti – come bambini, anziani o immunodepressi di tutte le età – caratterizzati da un deficit delle difese immunitarie, che l’infezione da rotavirus può essere più pericolosa. Grande importanza dovrebbe essere data alla prevenzione della diffusione delle gastroenteriti virali, data principalmente dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Ma cosa fare una volta comparsi i sintomi? Nell’attesa che l’infezione si risolva, è importante riconoscere e trattare i primi segni di disidratazione: bocca e mucose secche, diminuzione della quantità di urine e giramenti di testa. In questi casi, è fondamentale una pronta valutazione medica per inquadrare il problema. Mantenere una buona idratazione, per quanto possibile e tollerata, è indispensabile, sia che si tratti di acqua, tè o soluzioni reidratanti specifiche; queste ultime, in particolare, sono raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in caso di vomito e diarrea severi da rotavirus. Oltre alle soluzioni reidratanti, l’uso di probiotici (che vengono comunemente chiamati fermenti lattici) può essere d’aiuto nel ridurre la durata della diarrea, ristabilendo la normale flora intestinale.

Il vaccino contro il rotavirus: un importante strumento di immunizzazione
Un ulteriore e decisivo aiuto per combattere il rotavirus arriva dalla ricerca. Da diversi anni sono stati sviluppati due vaccini contro il rotavirus, somministrabili per via orale. L’immunizzazione così ottenuta garantisce una protezione nella maggior parte dei casi (fino all’85%), soprattutto nei confronti delle forme severe di gastroenterite da rotavirus. Alla luce dell’efficacia dimostrata, il vaccino è raccomandato dall’OMS, in particolare per i bambini nei paesi a basso reddito, dove una vaccinazione estesa potrebbe portare a risultati eccellenti in termini di riduzione della mortalità. Inoltre, risulta altrettanto utile anche nei paesi a medio e alto reddito, nonché con condizioni sanitarie migliori, poiché può ridurre sia il numero di infezioni che necessiterebbero di ospedalizzazioni sia la gravità delle infezioni stesse.
In conclusione, opportune strategie di prevenzione, rappresentate dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e dalle campagne di vaccinazione, sono fondamentali nel prevenire l’infezione e la malattia, nonché l’impatto in termini di ospedalizzazione.

Fonti

Ultimo aggiornamento 11-11-2019

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