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Russamento - Uomo che dorme e russa
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Tra le cause più diffuse di russamento ci sono:

- il consumo di farmaci (sonniferi e ansiolitici);

- l'alcol;

- il fumo;

- il sovrappeso.

 

Ma anche i fattori che ostacolano il passaggio di aria nelle vie respiratorie come:

- la deviazione del setto nasale;

- un'allergia;

- la presenza di polipi nasali; 

- l'ingrossamento dei turbinati.

 

I livelli sonori che identificano il grado di intensità di questo disturbo sono 4:

- il primo, il più lieve e sopportabile, viene udito soltanto dalla persona che dorme accanto a chi russa;

- il secondo si ascolta in tutta la stanza;

- il terzo provoca rumore fuori dalla camera da letto se la porta è aperta;

- il quarto è così forte da non essere più filtrato dalle pareti interne della stanza e si propaga all'esterno.

A questa intensità una frequenza delle onde sonore pari a 25 hertz può essere tale da provocare vibrazioni tra le pareti interne ed esterne della casa, correndo il rischio di tenere sveglio anche il vicinato.

Novanta decibel, cioè il rumore di un camion in transito o di un martello pneumatico in azione, è il volume a cui può arrivare una persona che russa quando tale disturbo è allo stadio più grave.

Oltre agli aspetti legati all'insonnia, un fattore che contribuisce ad aumentare la fatica è la frustrazione, derivata dalla tendenza comune a sottovalutare questo disturbo, non considerandolo come una malattia, e a pensare che quindi non necessiti di cure.

 

Apnea del sonno

La sindrome da apnea del sonno è provocata dalla progressiva diminuzione di ossigeno accompagnata al conseguente aumento di anidride carbonica nel sangue.

 

Sintomi

Chi ne soffre è soggetto a frequenti risvegli, forte e violento russare che alterna fasi di apnea a rantoli.

 

Effetti

Affaticamento, stanchezza e difficoltà di concentrazione sono i principali effetti di questa sindrome, insieme alla facilità ad addormentarsi sul lavoro, guardando la tv o alla guida.

 

Complicanze

La forte riduzione dell'ossigeno nel sangue durante l'apnea può provocare complicanze nei soggetti predisposti a livello cardiocircolatorio (col rischio di insorgenza di edema polmonare, tachicardia, infarto), cerebrale, ormonale, sessuale e broncopolmonare (può contribuire ad aggravare la bronchite cronica).

 

Trattamenti

Per minimizzare il rischio di insorgenza di queste complicanze nelle persone che soffrono di sindrome da apnea del sonno esistono diversi trattamenti, nessuno dei quali tuttavia risulta pienamente efficace.

La terapia tende a migliorare il passaggio di aria lungo il canale respiratorio, in modo meccanico e fisico o chirurgico, in base alla gravità del disturbo e ai rischi che corre il paziente.

Se si russa in modo occasionale, per esempio, la terapia comportamentale è quella che il medico di base o lo specialista potrebbero consigliare: diminuire il consumo di alcol, fumo, sonniferi, fare a meno di appesantirsi a cena e tenere sotto controllo il peso, in modo da evitare che i depositi di grasso si accumulino nei tessuti respiratori. 

Anche assumere una posizione che favorisca la respirazione può essere utile, cercando per esempio di dormire su un fianco invece che supini.  

Nei casi più gravi lo specialista potrebbe consigliare la rimozione chirurgica dell'ostacolo alla respirazione, come un polipo nasale, o il riposizionamento del setto nasale se deviato.  

Si può intervenire anche sul tessuto alla base della gola (tecnica detta uvulopalatofaringoplastica), nel caso in cui tonsille, palato molle e faringe impediscano gravemente il passaggio d'aria; questa procedura può essere effettuata mediante elettrocoagulazione, ultrasuoni e laser. La tecnica è efficace per smettere di russare nel 30-50 per cento dei casi, non assicura lo stesso successo, invece, nel trattamento delle apnee del sonno.

 

Russamento nei bambini

Il raffreddore e l'ingrossamento delle adenoidi o delle tonsille possono ostacolare il passaggio dell'aria nel canale respiratorio del bambino che è costretto ad aiutarsi con la bocca e il suo respiro diventa rumoroso.

La posizione supina favorisce il ristagno di muco che può provocare apnee notturne, frequenti risvegli e affaticamento.

Nel caso in cui questi sintomi non scompaiano al termine del raffreddore, cioè dopo circa un paio di settimane, è bene consultare il pediatra per evitare che l'infiammazione della mucosa nasale diventi cronica (rinite cronica).

Il rischio, nei casi di rinite grave, è che anche l'udito venga compromesso a causa della vicinanza tra orecchio e naso.

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