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La scarlattina: sintomi, diagnosi e cura

La scarlattina è una malattia esantematica che colpisce principalmente i bambini, ma che può presentarsi anche nell’età adulta. È dovuta all’infezione da parte di un batterio, lo streptococco, e si presenta generalmente con un’infezione della gola, con tonsillite e ingrossamento dei linfonodi, e con la comparsa di un caratteristico sfogo sulla pelle. Si cura con gli antibiotici.

La scarlattina e l’infezione da streptococco

La scarlattina è la manifestazione sistemica, cioè che interessa tutto il corpo, di una infezione da parte di un batterio chiamato Streptococco Beta-emolitico di Gruppo A. Questo germe, molto diffuso nella popolazione, causa generalmente un’infezione della gola, e in particolare tonsilliti, anche se più raramente possono essere colpite anche altre parti del corpo. In particolare, lo streptococco può dare delle infezioni della pelle o di ferite non trattate.
La reazione all’infezione può portare alla comparsa della sintomatologia, particolarmente caratterizzata dalla comparsa di un caratteristico esantema che rende la pelle di colore scarlatto, da cui il nome della malattia.
Lo streptococco è un microrganismo presente nella flora batterica del cavo orale. Il contagio avviene a seguito del contatto con la saliva – direttamente o indirettamente, come avviene quando si toccano superfici contaminante, e ci si porta successivamente le mani alla bocca – o con le piccole particelle acquose che vengono emesse con tosse e starnuti.
L’incubazione dura dai 2 ai 5 giorni, e il paziente può essere contagioso sino a 3 settimane dalla comparsa dei sintomi. L’uso dell’antibiotico riduce il periodo di contagiosità a circa 24 ore.
Per prevenire il contagio da streptococco bisogna seguire alcune accortezze. È importante l’accurata igiene delle mani, coprire la bocca quando si starnutisce o tossisce, usare fazzoletti di carta usa e getta quando ci si pulisce il naso. Bisognerebbe inoltre evitare di condividere posate, bicchieri, asciugamani, biancheria. I bambini affetti da scarlattina non dovrebbero andare a scuola durante la fase acuta, e comunque non prima di uno o due giorni dall’inizio dell’antibiotico.
Al momento, il vaccino per lo streptococco è ancora in fase di sviluppo: quando sarà disponibile potrà offrire uno strumento di prevenzione ulteriore nei confronti della malattia e delle sue complicanze.

I sintomi della scarlattina

La scarlattina può colpire ad ogni età ma si presenta frequentemente nell’infanzia e nella prima adolescenza, con una maggiore frequenza nei bambini dai 3 agli 8 anni.
I sintomi caratteristici della malattia sono:

  • febbre alta;
  • dolore alla gola;
  • ingrossamento e arrossamento delle tonsille, spesso con presenza di placche o di essudato tonsillare;
  • ingrossamento dei linfonodi del collo, che a volte possono essere doloranti;
  • lingua da scarlattina, che assume il caratteristico aspetto definito a fragola, in quanto il rosso e il gonfiore ricordano la sembianza del frutto;
  • comparsa di esantema color scarlatto, che a volte può essere lievemente rilevato come a ricordare una superficie sabbiosa o come cartavetrata al tatto. L’esantema si presenta prevalentemente al tronco ed è particolarmente intenso nell’area dell’inguine, delle ascelle e delle pieghe cutanee. Dopo circa una settimana, se la malattia non viene trattata, può diffondersi anche alle estremità e può dare desquamazione delle palme delle mani e delle piante dei piedi.

In genere, non sono presenti sintomi da raffreddamento, come naso chiuso o tosse. In alcuni casi l’infezione è accompagnata da brividi, dolori muscolari, nausea, vomito e perdita di appetito. Il prurito non è frequente nella scarlattina, ma potrebbe comparire in particolare durante la fase desquamativa.

Anche se la scarlattina colpisce tipicamente i bambini, essa può presentarsi anche durante l’età adulta, per cui il germe può circolare da adulti a bambini e viceversa.
In questo caso, i sintomi sono sovrapponibili a quelli che si presentano nei bambini, in qualche caso in modo più marcato. In genere, è difficile che la manifestazione scarlattiniforme dell’infezione si presenti più di una volta, ma non è impossibile.

Diagnosi della scarlattina

La diagnosi di scarlattina è essenzialmente clinica, basata cioè sulla visita e sul riscontro dei segni e sintomi caratteristici della malattia. Dal momento che altre malattie esantematiche possono ricordare la scarlattina, per avere la certezza che la malattia sia causata dallo streptococco, e per decidere se iniziare la terapia antibiotica, può essere utile l’esecuzione di un tampone faringeo.
Tramite il tampone è possibile identificare il microrganismo presente nella sede di infezione – che come abbiamo visto è tipicamente la gola. Esistono due modalità:

  • il tampone rapido
  • il tampone per la coltura.

La tecnica di prelievo è simile per entrambi i tamponi: un bastoncino simile a un cotton-fioc viene strofinato sulle tonsille, dove in genere si localizza il germe. Il tampone rapido permette di analizzare direttamente in ambulatorio o in farmacia il campione, e di dare una risposta nel giro di pochi minuti. Se viene eseguito correttamente, il tampone rapido è in grado di riconoscere la presenza dello streptococco con un’elevata precisione e accuratezza. Lo svantaggio è che non è in grado di identificare germi diversi dallo streptococco.
Il tampone che viene inviato in laboratorio per la coltura ha il vantaggio di poter identificare anche altri microrganismi che creano infezioni della gola e consente di analizzare i vari tipi di antibiotici che possono essere usati contro quello specifico batterio. Tuttavia, questo tipo di tampone deve essere incubato in uno speciale terreno di coltura per diverse ore, e non è pertanto possibile avere una risposta prima di almeno due giorni.

Le complicanze della scarlattina

Generalmente la scarlattina è un’infezione che guarisce nel giro di pochi giorni senza che insorgano particolari problemi. In rari casi, tuttavia, può predisporre all’insorgenza di alcune complicazioni quali:

  • gascessi tonsillari
  • otiti
  • sinusiti
  • la febbre reumatica
  • la glomerulonefrite post-infettiva: una infiammazione dei reni che può presentarsi dopo circa due settimane dall’infezione da streptocco, i cui segni tipici sono la macro-ematuria, cioè la presenza di sangue visibile nelle urine (dette anche “urine color coca-cola”, o “a lavatura di carne”), e l’aumento della pressione arteriosa. In genere, la nefrite scompare spontaneamente senza lasciare sequele, ma va comunque seguita nel tempo perché deve essere distinta da altre forme che dipendono da altri fattori.

La terapia aiuta a prevenire anche il diffondersi dell’infezione, che può portare ad alcune forme di polmoniti o molto più raramente di meningiti.

Come si cura?

La cura della scarlattina si basa sull’uso di farmaci che riducono la sintomatologia, in particolare antipiretici e analgesici per la febbre e il dolore, spray orali a base di composti lenitivi o antiinfiammatori per ridurre il dolore alla gola, creme oppure oli lenitivi per ridurre il prurito legato all’esantema.
Quando la diagnosi è confermata, e sotto indicazione del medico, è opportuno iniziare anche la terapia antibiotica, che riduce la durata della malattia ed evita l’insorgenza delle complicanze. Per ridurre gli effetti della terapia antibiotica sulla composizione della normale flora batterica intestinale può essere utile anche l’integrazione con probiotici.

Fonti

Ultimo aggiornamento:15-01-2021

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