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Scialorrea: cause, sintomi e rimedi consigliati
La scialorrea è la salivazione eccessiva, o ipersalivazione, con fuoriuscita di saliva dalla bocca; è primaria se dovuta a ipersecrezione e secondaria se causata da un disturbo neuromuscolare.

La scialorrea colpisce principalmente i bambini, ma può comparire anche negli adulti

Comune nei bambini fino a circa 15 mesi di vita, è considerata anormale dopo i 3-4 anni. Può comunque verificarsi talvolta come fenomeno isolato, ad esempio in relazione alla dentizione, oppure nelle stomatiti (infiammazioni della bocca); se associata a febbre elevata, maggiore di 38°C e/o difficoltà di deglutizione, può essere dovuta a processi infettivi delle prime vie respiratorie, come ad esempio rinite, tonsillite, ascesso peri-tonsillare o retro-faringeo, epiglottite. È frequente nella patologia da adenoidi, in cui il bambino, non respirando bene dal naso e dovendo respirare a bocca aperta, perde saliva. Ancora, nei bambini, non va dimenticata la scialorrea associata a disfagia (alterazione della deglutizione), nausea e vomito/rigurgiti frequenti, ingestione di corpi estranei, sostanze tossiche o, ancora, sostanze di origine alimentare (come un eccesso di peperoncino, contenente capsaicina, la molecola responsabile di questo effetto).
Più frequentemente, la scialorrea è presente in pazienti con disturbi neurologici quali sclerosi laterale amiotrofica (SLA), paralisi cerebrale (CP), morbo di Parkinson (MdP) o come effetto collaterale di alcuni farmaci. Nei bambini, la causa più comune di scialorrea secondaria è la paralisi cerebrale, mentre negli adulti è il morbo di Parkinson (70-80%). Si presenta nel 30-80% dei soggetti affetti da schizofrenia che assumono farmaci antipsicotici.
Questo disturbo porta a complicanze quali la compromissione delle relazioni sociali, con imbarazzo e isolamento, macerazione della cute e della mucosa della bocca, ecc. Può anche essere presente:

  • nel primo trimestre di gravidanza, associata al vomito gravidico;
  • in concomitanza con la malattia da reflusso gastroesofageo, perché l’ipersalivazione serve a contrastare la risalita di materiale acido dallo stomaco fino al cavo orale;
  • nell’infiammazione orale o tonsillare;
  • negli orecchioni (parotite);
  • in seguito a afte della bocca;
  • durante la notte: (scialorrea notturna) è legata a una salivazione eccessiva durante il sonno, fondamentalmente per la posizione che si assume durante il sonno, principalmente la posizione prona (“a pancia in giù”).

Fisiopatologia: come viene prodotta la saliva e da cosa è regolata?

Normalmente, a riposo, il 70% della saliva è secreto dalle ghiandole sottomandibolari e sublinguali. Durante la masticazione del cibo, sono invece le ghiandole parotidi a fornire la maggior parte della saliva, con un flusso cinque volte maggiore rispetto allo stato di riposo. La scialorrea può essere dovuta all'aumento della produzione di saliva (idiopatica o indotta da farmaci) o correlata all’alterazione dei meccanismi nervosi che eliminano e rimuovono la saliva dalla cavità orale. La secrezione salivare è regolata da un arco nervoso riflesso mediato da fibre nervose che comprendono recettori chimici all’interno delle papille gustative, (cioè quelle che servono a percepire i sapori e il gusto dei cibi), e collegamenti nervosi che giungono al midollo spinale.
La scialorrea nelle malattie neurologiche è generalmente dovuta a una deglutizione ridotta per una compromissione della funzione neuromuscolare, con una mancata coordinazione delle fasi della deglutizione, cioè la fase orale (volontaria) e la fase faringea ed esofagea (involontarie).

I sintomi della scialorrea

La scialorrea può essere valutata secondo alcuni parametri:

  • scialorrea negativa, quando non c’è perdita di saliva;
  • lieve, quando sono bagnate solo le labbra;
  • moderata, quando sono bagnate labbra e mento,
  • grave o molto grave, quando interessa l’abbigliamento e le mani.

Quali sono gli esami da effettuare per capire le cause della scialorrea

Alcuni esami vengono effettuati per capire la causa della scialorrea: la radiografia del cranio e del collo può valutare l’eventuale ipertrofia adenoidea, confermata se il paziente ha una storia di ostruzione nasale; un metodo alternativo è la rinofaringoscopia con sonda flessibile, per valutare la quantità di tessuto adenoideo presente qualora il paziente abbia una storia indicativa di ostruzione nasale.

Rimedi e trattamento della scialorrea

È importante ricordare che la scialorrea è un sintomo, non una malattia. Se secondaria, richiede il trattamento - quando possibile - della malattia responsabile. Questo fastidioso sintomo può tuttavia essere trattato con una terapia farmacologica a base di farmaci anticolinergici. Se, invece, la scialorrea è conseguenza dell’effetto di un’altra terapia farmacologica, questa, quando possibile, dovrà essere sospesa o sostituita; per alcuni pazienti è utile una valutazione logopedica per un eventuale trattamento riabilitativo. La chirurgia e l’utilizzo della tossina botulinica sono da valutare caso per caso e sempre su indicazione specialistica, ma possono non avere un effetto duraturo.
Inoltre, il frequente lavaggio dei denti contribuisce a ridurre l’infiammazione delle gengive e l’irritazione orale; lo spazzolamento può inoltre esercitare un effetto disidratante sulle mucose della bocca. Può anche essere utile l’uso di un collutorio, che può contribuire alla riduzione della produzione di saliva.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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