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Infarto: come riconoscere un attacco di cuore
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Il cuore è vita! Dalla sua attività di pompa, ritmica e costante, arrivano ossigeno e nutrimento a tutto il corpo; anche il cuore stesso ha bisogno di ricevere del sangue ossigenato attraverso le arterie coronarie per svolgere la sua funzione. L’infarto del miocardio è spesso la conseguenza dell’occlusione di una arteria coronarica da parte di un trombo su una placca aterosclerotica. L’occlusione del vaso sanguigno impedisce l’apporto di sangue ossigenato e di sostanze nutritive alla porzione di tessuto cardiaco a valle, che quindi rischia di andare in necrosi: in altre parole, le cellule del cuore che non ricevono più ossigeno rischiano di morire. Dalla presenza di un’ostruzione parziale possono scaturire i dolori al torace temporanei, tipici sintomi pre infarto, che possono sfociare in un infarto, cioè nella necrosi (ossia la morte) delle parti del cuore che non ricevono più ossigeno e nutrimento a sufficienza. Qualora la parte di tessuto cardiaco colpita sia estesa o critica per il funzionamento del cuore possono manifestarsi i casi più temibili di infarto fulminante, simili a un fulmine a ciel sereno.

Il dolore toracico: un sintomo da non trascurare
Il sintomo che porta a sospettare la presenza di un attacco di cuore è solitamente il dolore toracico, che pertanto costituisce uno dei motivi più frequenti di accesso in pronto soccorso. Un sospetto che, fortunatamente, nella stragrande maggioranza dei casi, non viene confermato successivamente. Il dolore toracico tipico dell’infarto ha le seguenti caratteristiche:

  • dura in genere 15-20 minuti o più;
  • è percepito come una sensazione di peso, di compressione, di oppressione, “a morsa”;
  • può irradiarsi al braccio sinistro (più raramente al braccio destro o alle due braccia), al collo, alla schiena, alla mandibola o alla base dello sterno;
  • possono essere presenti altri sintomi, come la sudorazione fredda, la mancanza di fiato, la nausea, il mal di stomaco, la sensazione di debolezza e di malessere.

A volte, e in particolare nei diabetici, nelle donne e negli anziani, il dolore toracico può essere assente.

La corsa contro il tempo
La cardiologia ha compiuto passi da gigante negli ultimi decenni e la mortalità per infarto si è più che dimezzata. A tutt’oggi però, l’evenienza di un infarto rappresenta una corsa contro il tempo: anche i minuti sono preziosi. “Il tempo è muscolo”, dicono i cardiologi. Nel sospetto di un infarto, non bisogna perdere tempo e chiamare il numero unico di emergenza 112 o il 118.

Prevenire è meglio che curare
L’aspettativa di vita in Italia è in costante aumento. Le malattie cardiovascolari rimangono tuttavia un problema di sanità importante. Tenere sotto controllo i fattori di rischio modificabili, come i livelli di colesterolo “cattivo”, l’ipertensione, il diabete, lo stress, e mantenersi attivi con l’attività fisica regolare contribuiscono alla salute del cuore.

 

Fonti

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