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Sport per il mal di schiena: come combattere il dolore lombare
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Il mal di schiena colpisce almeno una volta nella vita circa il 70% della popolazione dei Paesi sviluppati. Le possibili cause dell’insorgenza di lombalgia, ovvero il dolore alla parte bassa della colonna vertebrale, sono molteplici; è quindi sempre opportuno rivolgersi a un medico per impostare una terapia adeguata e programmare eventuali accertamenti clinici e strumentali.

Le problematiche muscolari sono la causa principale del mal di schiena
Il dolore deriva molto frequentemente da problematiche muscolari, conseguenti a posture scorrette mantenute a lungo o a gesti ripetuti durante l’attività lavorativa o sportiva. In una piccola percentuale di casi, però, il dolore è conseguenza di cause severe, come le fratture vertebrali (riscontrate circa nel 4% dei casi) o le neoplasie (in percentuale inferiore all’1%). Per questo motivo, il dolore nella parte bassa della schiena dovrebbe sempre essere valutato da un medico, per escludere che possa essere riconducibile a cause scatenanti di particolare complessità. Un corretto trattamento farmacologico e fisioterapico aiuta a evitare che il mal di schiena duri a lungo, in particolare perché nel 10% dei casi il dolore potrebbe diventare cronico e resistente alle terapie farmacologiche. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, dopo la fase di dolore acuto è possibile ritornare all’attività sportiva compiendo esercizi per la schiena, a condizione di individuare, prima di riprendere, l’attività più adatta per evitare che si ripresenti la problematica.

Quali sport sono indicati e quali no
La forma più semplice di esercizio fisico è il nordic walking, una camminata che prevede il supporto di due bastoncini per migliorare l’andatura. Durante la corsa, invece, gli impatti violenti e ripetuti con il terreno potrebbero determinare sovraccarichi in corrispondenza della colonna vertebrale, soprattutto nel caso di allenamenti a velocità e ritmo elevati. Anche la bicicletta è spesso utilizzata per il recupero aerobico, ma è bene distinguere le attività in base alla tipologia di veicolo utilizzata. Nelle bici da corsa, infatti, il manubrio basso e il tipo di seduta costringono il rachide lombare in cifosi. Inoltre, per diminuire la resistenza aerodinamica dell’aria, si è portati a ridurre la superficie frontale, flettendo il rachide dorso-lombare e le anche. Tutti questi movimenti aumentano la pressione sui dischi intervertebrali, accentuando il rischio di mal di schiena lombare. Al contrario, sulla mountain bike o sulle biciclette “da passeggio” il manubrio è più alto: in questa posizione la zona lombare della colonna vertebrale è atteggiata in lordosi e non c’è rischio che il mal di schiena si ripresenti.

Nuoto: sì a dorso e stile libero
Infine, a differenza di quanto si creda, anche nel nuoto bisogna seguire alcuni accorgimenti. Nonostante nuotare permetta di svolgere attività fisica con il proprio peso sostenuto dall’acqua, non tutti gli stili vanno bene. Il dorso o lo stile libero favoriscono l’allungamento e la distensione della colonna e sono da prediligere rispetto alla farfalla che, oltre a costringere la colonna vertebrale lombare in iperlordosi, richiede un notevole sforzo muscolare. È preferibile evitare anche la rana, per la curvatura che impone alla schiena.

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